diaspora
Êzîdî celebri nel mondo
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Questo articolo raccoglie personalità Êzîdî di rilievo ordinate per Paesi e regioni: dalla guida religiosa nel cuore dell’Iraq, passando per l’antica diaspora caucasica, fino ad attiviste, politici, scienziati, artisti e sportivi in Europa e oltreoceano. Sono incluse esclusivamente persone realmente documentate, la cui origine Êzîdî e i cui dati biografici sono attestati da fonti attendibili. Poiché Êzîdî, curdi sunniti, aleviti e armeni vengono spesso confusi nei media, vale costantemente il principio: nel dubbio omettere oppure contrassegnare in modo trasparente come „non confermato": mai inventare.
Nota di delimitazione: una panoramica ordinata per tema (per ambito di attività) è offerta dall’articolo Persone note. Qui le persone sono al centro in base alla loro azione geografica. La carica di Mîr e gli uffici religiosi sono approfonditi in Genealogia sacra, la presenza politica attuale in Politica Êzîdî, le donne in Donne Êzîdî, il genocidio del 2014 in Genocidio 2014, la storia caucasica in Êzîdî in Armenia e Georgia, la diaspora tedesca in Êzîdî in Germania.
Convenzione: grafia „Êzîdî/Êzîden"; l’angelo centrale Tawûsî Melek non viene mai definito „diavolo", questa equiparazione è una calunnia secolare attribuita dall’esterno. I dati biografici controversi seguono il canone numerico interno della Wiki.
Iraq
L’Iraq, segnatamente la regione del Kurdistan con il distretto di Şêxan (sede del santuario di Lalîş, a nord di Mosul) e la regione di Şingal/Sinjar (Ninive), è il cuore storico e religioso degli Êzîdî. Qui risiede la guida religiosa (Mîr, Baba Şêx, Consiglio spirituale), qui ebbe luogo nel 2014 il genocidio dell’IS (74° Ferman), e da qui provengono le personalità Êzîdî contemporanee più note a livello internazionale, dalla Premio Nobel per la pace Nadia Murad a combattenti della resistenza come Qasim e Heydar Şeşo. Tawûsî Melek, l’angelo pavone, è al centro della loro fede e non deve mai essere frainteso come „diavolo", una calunnia che storicamente è servita a giustificare la persecuzione.
L’elenco seguente comprende esclusivamente persone realmente documentate. I dati biografici seguono, ove controversi, il WIKI-ZAHLEN-KANON.md interno.
Guida religiosa
Mîr Hazim Tahsin Beg (*1963)
- Name (Kurmancî): Hazim Tahsin Beg (Hezim Têhsîn Beg)
- Date biografiche: nato il 1° maggio 1963 a Ba’adre (distretto di Şêxan, regione del Kurdistan/Iraq); vivente
- Ambito: capo religioso-temporale di tutti gli Êzîdî (Mîr/principe di Şêxan)
- Biografia: figlio e successore di Mîr Tahsîn Saîd Beg. Laurea triennale in agronomia (Università di Baghdad). Nel 2009 vinse, come candidato del KDP, un seggio nel parlamento regionale curdo. Dopo la morte del padre nel gennaio 2019, sei concorrenti ritirarono la propria candidatura per lasciargli la carica.
- Influenza: intronizzato come Mîr il 27 luglio 2019 nel santuario di Lalîş (provincia di Dohuk), massima autorità degli Êzîdî in questioni religiose come comunitarie, rappresentante di fronte allo Stato e alle tribù. La sua elezione da parte del Consiglio spirituale non fu priva di controversie: parti della comunità accusarono il KDP di indebita influenza.
- Fonti: Wikipedia: Hazim Tahsin Beg; The New Arab, 28.07.2019; France 24, 27.07.2019
Mîr Tahsîn Saîd Beg (1933–2019)
- Name (Kurmancî): Tehsîn Saîd Beg (Mîr Tehsîn Beg)
- Date biografiche: nato il 15 agosto 1933 a Ba’adre; morto il 28 gennaio 2019 ad Hannover (Germania), a 85 anni; sepolto il 5 febbraio 2019 ad Ain Sifni (Şêxan)
- Ambito: Mîr di tutti gli Êzîdî, predecessore di Hazim Tahsin Beg
- Biografia: assunse la carica ereditaria già nel 1944, all’età di 11 anni, dopo la morte del padre Saîd Beg, guidando così la comunità per 75 anni (1944–2019). Nel 1969 aderì al movimento curdo; nel 2004 sopravvisse a un attentato.
- Influenza: incarnò attraverso tre generazioni la continuità della guida Êzîdî. Il 4 agosto 2014 lanciò un appello internazionale di aiuto contro gli attacchi dell’IS agli Êzîdî, un giorno prima del celebre discorso parlamentare di Vian Dakhil.
- Fonti: Wikipedia: Tahseen Said; Wikipedia: Mîr Tehsîn Beg
Baba Şêx Xurto Hecî Îsmaîl (†2020)
- Name (Kurmancî): Xurto Hecî Îsmaîl (Baba Şêx, massima carica spirituale dopo il Mîr)
- Date biografiche: morto il 1° ottobre 2020 in un ospedale di Erbil, a 87 anni (insufficienza cardiaca e renale); Baba Şêx dal 2007
- Ambito: massimo dignitario spirituale (Baba Şêx, „padre degli sceicchi"), preposto ai riti religiosi e al Consiglio spirituale
- Influenza: lasciò un’eredità di difensore delle donne Êzîdî rapite e ridotte in schiavitù dall’IS: dichiarò pubblicamente che le sopravvissute che facevano ritorno erano Êzîdî a pieno titolo e bene accette nella comunità, una decisione teologicamente rilevante che a molte donne rese possibile il rientro.
- Fonti: Wikipedia: Khurto Hajji Ismail; Middle East Eye: Baba Sheikh dies
Şêx Alî Ilyas (successore come Baba Şêx, *1979)
- Name (Kurmancî): Şêx Alî Ilyas (Sheikh Ali Ilyas Haji Nasir)
- Date biografiche: nato nel 1979 a Şêxan (provincia di Dohuk); vivente
- Ambito: Baba Şêx degli Êzîdî (successore di Xurto Hecî Îsmaîl)
- Biografia: anche suo padre fu guida spirituale dal 1978 al 1995. Insediato il 18 novembre 2020 a Lalîş e investito del titolo di Baba Şêx da Mîr Hazim Tahsin Beg.
- Influenza: capo spirituale; la sua nomina non fu tuttavia riconosciuta da parti della comunità, in particolare a Şingal, espressione delle tensioni tra la guida vicina al KDP a Şêxan e le strutture più autonome di Şingal.
- Fonti: Wikipedia: Sheikh Ali Ilyas; Rudaw, 18.11.2020
Consiglio spirituale (Encumena Ruhanî)
Il Consiglio spirituale (anche „Consiglio spirituale supremo", Spiritual Council) è il massimo organo religioso, che consiglia il Mîr e tra l’altro concorre all’elezione o alla conferma del Mîr e del Baba Şêx. Nel 2019 elesse Mîr Hazim Tahsin Beg e nel 2020 confermò la nomina di Şêx Alî Ilyas. La sede è Lalîş, nel distretto di Şêxan. (Fonte nel contesto dei resoconti sulle intronizzazioni: Kurdistan24, 2019)
Meyan Khatun (1873/74–1957/58)
- Name (Kurmancî): Meyan Xatûn
- Date biografiche: nata attorno al 1873/74 a Ba’adra (Impero ottomano); morta nel 1957/58 a Şingal
- Ambito: principessa e reggente Êzîdî
- Biografia/Influenza: per decenni sovrana di fatto e reggente del principato Êzîdî di Şêxan: guidò gli affari temporali della casa del Mîr attraverso diverse minorità e è considerata una delle donne più influenti della storia Êzîdî recente.
- Fonti: Wikipedia: Meyan Khatun
Mira Khatun Wansa (1917–2015)
- Name (Kurmancî): Mira Khatun Wansa
- Date biografiche: nata nel 1917 a Tikrit; morta il 25 giugno 2015
- Ambito: principessa Êzîdî (casa del Mîr)
- Biografia/Influenza: dal 1934 al 1938 moglie del Mîr Saîd Beg, capo temporale degli Êzîdî; appartenente alla famiglia principesca di Şêxan.
- Fonti: Wikipedia: Mira Khatun Wansa
Mir Ismail Chol Beg (≈1888/89–1933)
- Name (Kurmancî): Mîr Îsmaîl Çol Beg
- Date biografiche: nato attorno al 1888/89 a Ba’adra (Iraq); morto nel 1933
- Ambito: principe Êzîdî (Mîr), leader politico e riformatore
- Biografia/Influenza: capo temporale (Mîr) degli Êzîdî tra gli anni 1910 e 1930; si adoperò per l’istruzione e per il riconoscimento giuridico degli Êzîdî nel nascente Stato iracheno, ed è considerato un principe orientato alla riforma del suo tempo.
- Fonti: Wikipedia: Mir Ismail Chol Beg
Attivismo, diritti umani e sopravvissuti al genocidio
Nadia Murad (*1993, Premio Nobel per la pace 2018)
- Name (Kurmancî): Nadia Murad Basee Taha
- Date biografiche: nata attorno al 1993 a Koço (Kocho), regione di Şingal; vivente
- Ambito: attivista per i diritti umani, sopravvissuta al genocidio, scrittrice
- Biografia: nel 2014, a 19 anni, fu rapita durante l’assalto dell’IS a Koço; dopo circa tre mesi di prigionia e gravissimi abusi riuscì a fuggire. Rese pubblica la propria vicenda, fondò Nadia’s Initiative (ricostruzione di Şingal, sostegno ai sopravvissuti) e con Amal Clooney il Global Survivors Fund. Memorie: The Last Girl (2017).
- Influenza: Premio Nobel per la pace 2018 (insieme al dottor Denis Mukwege) per la lotta contro la violenza sessuale come arma di guerra. Prima sopravvissuta in assoluto alla tratta di esseri umani a diventare Ambasciatrice speciale dell’UNODC (nominata nel settembre 2016). In precedenza, nel 2016, Premio Sacharov e Premio per i diritti umani Václav Havel. In tutto il mondo il volto del genocidio Êzîdî.
- Fonti: Nadia’s Initiative, Nadia Murad; UNODC, ott. 2018; UN News, 05.10.2018; Britannica: Nadia Murad
Lamiya Aji Bashar (*1998, Premio Sacharov 2016)
- Name (Kurmancî): Lamiya Aji Bashar (Lamiya Haji Bashar)
- Date biografiche: nata nel 1998 a Koço, regione di Şingal; vivente
- Ambito: attivista per i diritti umani, sopravvissuta al genocidio
- Biografia: nell’agosto 2014, a 16 anni, insieme a Nadia Murad, rapita dall’IS, costretta alla schiavitù e obbligata tra l’altro a costruire cinture esplosive. Fuga nell’aprile 2016 con l’aiuto di trafficanti; durante la fuga esplose una mina antiuomo, che uccise due compagne e le ferì e sfregiò il volto. Successivamente trattamento medico in Germania.
- Influenza: Premio Sacharov per la libertà di pensiero 2016 del Parlamento europeo (insieme a Nadia Murad; consegna a Strasburgo nel dicembre 2016). Da allora si impegna per la sensibilizzazione sul destino della comunità Êzîdî e per le donne e i bambini colpiti.
- Fonti: Wikipedia: Lamiya Haji Bashar; Parlamento europeo, Premio Sacharov 2016
Farida Khalaf (pseudonimo; *circa 1995, autrice di „The Girl Who Beat ISIS")
- Name (Kurmancî): Farida Khalaf (pseudonimo)
- Date biografiche: nata attorno al 1995 a Koço (Kocho), regione di Şingal; vivente
- Ambito: sopravvissuta al genocidio, autrice, fondatrice di ONG
- Biografia: durante l’assalto dell’IS a Koço nell’agosto 2014 fu rapita con la famiglia e venduta in schiavitù; padre e fratello furono assassinati. Dopo prigionia, maltrattamenti e violenza sessuale, riuscì a fuggire insieme a cinque ragazze più giovani attraverso il deserto siriano; seguirono cure mediche e accoglienza in Germania.
- Influenza: memorie The Girl Who Beat ISIS: My Story (2016, con la giornalista tedesca Andrea C. Hoffmann; in inglese anche The Girl Who Escaped ISIS), una testimonianza del genocidio Êzîdî che ha avuto vasta eco internazionale. Nel 2019 cofondatrice e presidente della Farida Global Organization, una ONG registrata in Germania, guidata da sopravvissute al genocidio e alla violenza sessuale legata ai conflitti.
- Fonti: Wikipedia: Farida Khalaf; Wikipedia (DE): Farida Khalaf
Fawzia Amin Sido (*circa 2004; liberata da Gaza nel 2024)
- Name (Kurmancî): Fawzia Amin Sido
- Date biografiche: nata attorno al 2004 nell’Iraq settentrionale (regione di Şingal); vivente
- Ambito: sopravvissuta al genocidio
- Biografia: nell’agosto 2014, bambina di circa 11 anni, fu rapita durante l’assalto dell’IS a Şingal; in Siria costretta a un matrimonio forzato con un combattente palestinese e nel 2020 trasferita nella Striscia di Gaza, dove dopo la morte di lui rimase in stato di prigionia presso la famiglia di quest’ultimo.
- Influenza: la sua liberazione da Gaza nell’ottobre 2024: dopo oltre dieci anni di prigionia, grazie a un’operazione coordinata a livello internazionale, seguita dal rientro in Iraq, suscitò attenzione mondiale come monito sul destino tuttora attuale delle donne e dei bambini Êzîdî ancora dispersi.
- Fonti: Wikipedia: Fawzia Amin Sido; CNN, 04.10.2024
Nareen Shammo (*1986, giornalista e attivista)
- Name (Kurmancî): Nareen Shammo
- Date biografiche: nata nel 1986 a Başiqa (Bashiqa), regione di Ninive; vivente
- Ambito: giornalista, produttrice televisiva, attivista per i diritti umani
- Biografia: si impegna pubblicisticamente per i diritti delle donne Êzîdî e documenta dal 2014 il destino delle donne e ragazze rapite dall’IS; contribuì alla sensibilizzazione sul genocidio e alla liberazione delle persone colpite.
- Fonti: Wikipedia: Nareen Shammo; Wikipedia (DE): Nareen Shammo
Nagham Nawzat Hasan (*1978, ginecologa e attivista)
- Name (Kurmancî): Nagham Nawzat Hasan
- Date biografiche: nata nel 1978 a Başiqa; vivente
- Ambito: ginecologa, attivista per i diritti umani
- Biografia: come medico assiste sopravvissute alla violenza sessuale, tra l’altro presso il Women Survivors’ Center di Dohuk, e fornisce supporto medico e psicosociale alle donne Êzîdî ridotte in schiavitù dall’IS.
- Influenza: premiata a livello internazionale per il suo impegno contro la violenza di genere.
- Fonti: Wikipedia: Nagham Nawzat; Wikipedia (DE): Nagham Nawzat Hasan
Vian Dakhil (*1971, discorso parlamentare 2014)
- Name (Kurmancî): Vian Dakhil
- Date biografiche: nata nel 1971 a Mosul; vivente
- Ambito: politica, deputata al parlamento iracheno
- Biografia: proviene da una famiglia stimata, di formazione medica; MS in biologia / BS in microbiologia (Università Salahaddin di Erbil), inizialmente carriera accademica. A lungo unica donna curdo-Êzîdî nel parlamento iracheno, membro del KDP.
- Influenza: il 5 agosto 2014 tenne al parlamento iracheno il suo discorso, trasmesso dalla CNN e seguito in tutto il mondo, nel quale tra le lacrime implorò aiuto per gli Êzîdî intrappolati sui monti di Şingal („Salvateci!“). Il suo appello contribuì in modo determinante a far scattare raid aerei statunitensi e aiuti umanitari. Il 12 agosto 2014 rimase ferita nello schianto di un elicottero di soccorso sopra Şingal (frattura a una gamba; il pilota perse la vita). Insignita tra l’altro del Premio Anna Politkovskaja (2014), del riconoscimento „Woman of the Year” della CNN (2014) e del Premio per i diritti umani Bruno Kreisky (2015).
- Fonti: Wikipedia: Vian Dakhil; Gariwo: Vian Dakhil; RFE/RL
Murad Ismael (cofondatore di Yazda, deputato dal 2025)
- Name (Kurmancî): Murad Ismael
- Ambito: attivista, fondatore di iniziative educative, deputato al parlamento iracheno
- Biografia: Êzîdî di Şingal; scuola nella regione del Kurdistan, poi due master (ingegneria ambientale, Norwich University; geofisica, University of Houston). Durante il genocidio del 2014 membro del Sinjar Crisis Management Team, che fornì informazioni sulla situazione alle autorità statunitensi contribuendo così ai raid aerei e ai lanci di aiuti che salvarono vite.
- Influenza: cofondatore dell’organizzazione per i diritti umani Yazda (per quattro anni Executive Director) e collaboratore di Nadia’s Initiative; in seguito fondatore e presidente della Sinjar Academy (iniziativa educativa). Alle elezioni parlamentari irachene dell’11 novembre 2025 vinse, come candidato indipendente di base, il seggio della quota Êzîdî con oltre il 50% dei voti Êzîdî, come segnale programmatico che Şingal non deve essere dimenticata.
- Fonti: Wilson Center: Murad Ismael; Al-Monitor: Yazidis historic win; The Middle East Uncovered
Abid Shamdeen (Nadia’s Initiative)
- Name (Kurmancî): Abid Shamdeen
- Ambito: esperto di sviluppo, attivista per i diritti umani
- Biografia: nato e cresciuto a Şingal; master in scienze politiche (School of International Service, American University). Durante il genocidio del 2014 operò anch’egli nel Sinjar Crisis Management Team e trasmise alle autorità statunitensi testimonianze oculari che contribuirono a salvare decine di migliaia di Êzîdî intrappolati sul monte Şingal.
- Influenza: Executive Director di Nadia’s Initiative, dirige il lavoro di advocacy a livello mondiale per i sopravvissuti alla violenza sessuale e per la ricostruzione di Şingal.
- Fonti: Wilson Center: Abid Shamdeen; Nadia’s Initiative, Team; American University SIS
Pari Ibrahim (fondatrice della Free Yezidi Foundation)
- Name (Kurmancî): Pari Ibrahim
- Ambito: giurista, attivista per i diritti umani
- Origine: nata in Iraq, di origine Êzîdî; fuggì nel 1991, da bambina, con la famiglia dal regime di Saddam, vivendo poi nei Paesi Bassi (oggi negli USA). Studi di giurisprudenza all’Università di Amsterdam; parla Kurmancî, olandese e inglese. (Origine irachena dunque confermata; biograficamente legata strettamente alla diaspora olandese.)
- Biografia/Influenza: fondò nell’agosto 2014, immediatamente dopo il genocidio, la Free Yezidi Foundation (FYF) a sostegno della comunità e dei sopravvissuti. Intervenne tra l’altro davanti al Consiglio di sicurezza dell’ONU e al parlamento britannico; ha pubblicato su Washington Post e Guardian.
- Fonti: Free Yezidi Foundation, Pari Ibrahim; Washington Institute: Pari Ibrahim; UN Women, 2017
Dalal Khairo (sopravvissuta, autrice)
- Name (Kurmancî): Dalal Khairo (Dalal Khario)
- Date biografiche: nata attorno al 1997 a Hardan (regione di Şingal); vivente
- Ambito: sopravvissuta al genocidio, autrice, attivista
- Biografia: il 3 agosto 2014, a 17 anni, fu rapita durante l’assalto dell’IS a Şingal; circa nove mesi di prigionia, venduta e abusata più volte. Fuga; vive oggi nel Baden-Württemberg (Germania). Madre e sorella risultano disperse.
- Influenza: pubblicò nel 2016, sotto lo pseudonimo „Shirin", le memorie I Remain a Daughter of the Light; si impegna per la sensibilizzazione e per la giustizia a favore delle vittime Êzîdî e ha testimoniato in procedimenti giudiziari internazionali.
- Fonti: Wikipedia: Dalal Khario
Politica
Seggio della quota Êzîdî nel parlamento iracheno
La Camera dei rappresentanti irachena (Council of Representatives) riserva 9 dei 329 seggi alle minoranze religiose ed etniche (cristiani, Êzîdî, Shabak, sabei-mandei, curdi faili). Agli Êzîdî è assegnato un seggio di quota nella provincia di Ninive. A differenza dei mandati generali, i seggi delle minoranze vengono assegnati su base nazionale: ogni elettore o elettrice iracheno può votare, indipendentemente dalla propria origine, per i candidati delle minoranze che si presentano singolarmente (non tramite liste di partito).
- Saeb Khidir Naif rappresentò il seggio della quota Êzîdî dal 2018 al 2021.
- Murad Ismael (v. sopra) vinse il seggio alle elezioni dell’11 novembre 2025.
- Esiste inoltre un movimento politico-partitico Êzîdî, lo Yazidi Movement for Reform and Progress.
- Fonti: Shafaq News: Iraq’s 2025 Elections, Minority quota; KirkukNow: minority quota seats; Wikipedia: Yazidi Movement for Reform and Progress
(Governatori/sindaci locali di Şingal: dal 2014 il distretto è stato oggetto di rivendicazioni amministrative concorrenti tra Baghdad ed Erbil; non è stato possibile documentare con certezza, e in modo nominalmente sicuro, una figura Êzîdî di sindaco/governatore per questa sezione, motivo per cui viene omessa anziché riportata come non confermata.)
Mahma Xelil (sindaco di Şingal)
- Name (Kurmancî): Mahma Xelil (Mahma Khalil)
- Ambito: politico, sindaco di Şingal (Sinjar)
- Biografia: politico Êzîdî; sindaco in carica del distretto di Şingal, in precedenza deputato al parlamento iracheno (lista Kurdistanî) e comandante peshmerga.
- Influenza: figura centrale dell’amministrazione e della rappresentanza locale nella ricostruzione di Şingal dopo il genocidio del 2014.
- Fonti: Wikipedia: Mahma Xelil
Pîr Xidir Silêman (1952–2021)
- Name (Kurmancî): Pîr Xidir Silêman
- Date biografiche: nato nel 1952 ad Ain Sifni (Şêxan, Iraq); morto il 15 novembre 2021 a Dohuk
- Ambito: scrittore, insegnante, funzionario culturale, parlamentare
- Biografia: scrittore e pedagogo curdo-Êzîdî; presidente dell’Unione degli scrittori curdi (1991–1997).
- Influenza: cofondatore del Lalish Cultural Center (1993), dedicato alla conservazione e allo studio della cultura, della lingua e della tradizione Êzîdî, una delle più importanti istituzioni culturali degli Êzîdî in Iraq.
- Fonti: Wikipedia: Pîr Xidir Silêman
Amin Farhan Jejo
- Name (Kurmancî): Emîn Ferhan Cejo
- Ambito: politico, autore
- Biografia/Influenza: politico e autore iracheno-Êzîdî; uno dei presidenti del Movimento Êzîdî per la riforma e il progresso (Yazidi Movement for Reform and Progress), che si batte per la rappresentanza politica e per i diritti degli Êzîdî in Iraq.
- Fonti: Wikipedia: Amin Farhan Jejo
Militare e storia
Mir Jafar Dasni (morto nell’841)
- Name (Kurmancî): Mîr Cafer Dasinî
- Date biografiche: morto nell’841 d.C.
- Ambito: leader curdo-Êzîdî
- Biografia/Influenza: guidò nell’838 d.C. una rivolta contro il califfo abbaside al-Mutasim: uno dei primi esempi tramandati di resistenza organizzata dei Daseni/Êzîdî contro il potere centrale. Rientra dunque nella storia delle origini delle tribù Êzîdî (Daseni) nell’odierno Iraq settentrionale.
- Fonti: Wikipedia: Mir Jafar Dasni
Shir Sarim (inizio XVI secolo)
- Name (Kurmancî): Shir Sarim
- Date biografiche: attivo attorno al 1505/06
- Ambito: leader Êzîdî / capo di una rivolta
- Biografia: guidò all’inizio del XVI secolo, nella regione del Kurdistan/Diyarbakir, una rivolta degli Êzîdî.
- Influenza: la sua rivolta era diretta contro la Persia safavide dello scià Ismail I.: un esempio precocemente documentato di resistenza Êzîdî contro il potere dominante regionale dell’epoca.
- Fonti: Wikipedia: Shir Sarim; Wikipedia (DE): Shir Sarim
Hemoyê Şero (1850–1935)
- Name (Kurmancî): Hemoyê Şero (Hammo Shero)
- Date biografiche: 1850–1935
- Ambito: capotribù Êzîdî a Şingal
- Biografia: plasmò lo strato sociale dei Faqîr in un’unità tribale e si affermò come loro capo. Governò dopo la Prima guerra mondiale con il sostegno britannico, finché Şingal nel 1919 entrò a far parte del nuovo Stato iracheno.
- Influenza: durante il genocidio degli armeni (dal 1915) salvò circa 20.000 cristiani (in prevalenza armeni), nascondendoli e proteggendoli sui monti di Şingal; gruppi armati Êzîdî sotto la sua guida respinsero i persecutori ottomani e liberarono convogli di deportati. Simbolo duraturo della solidarietà Êzîdî verso le minoranze perseguitate.
- Fonti: Wikipedia: Hemoye Shero; Gariwo: Hammo Shero; Armenian Weekly, 26.03.2025
Sheikh Khairy Khedr (morto nel 2014)
- Name (Kurmancî): Şêx Xeyrî Xedir
- Date biografiche: morto il 22 ottobre 2014 (Siba Sheikh Khidir, Cezîre/Iraq)
- Ambito: comandante di milizia Êzîdî
- Biografia/Influenza: fondatore e comandante della milizia Êzîdî Unità Malik-Al-Tawus („truppa dell’angelo pavone"), dalla quale nacquero in seguito le unità di resistenza di Şingal (YBŞ); cadde nell’ottobre 2014 combattendo contro l’IS nella difesa della patria Êzîdî.
- Fonti: Wikipedia: Sheikh Khairy Khedr
Mahmoud Ezidi (1944–1979)
- Name (Kurmancî): Mehmûd Êzîdî (nato come Hashim Ilyas Silo)
- Date biografiche: nato nel 1944 a Şêxan; morto il 18 agosto 1979
- Ambito: combattente peshmerga (KDP)
- Biografia/Influenza: noto peshmerga Êzîdî del Partito Democratico del Kurdistan (KDP); figura simbolo della resistenza armata curdo-Êzîdî degli anni Sessanta e Settanta.
- Fonti: Wikipedia: Mahmoud Ezidi
Qasim Şeşo (comandante a Şingal)
- Name (Kurmancî): Qasim Şeşo (Qasim Shesho)
- Ambito: comandante militare Êzîdî (nell’ambito dei peshmerga curdi/KDP)
- Biografia: già negli anni Settanta apparteneva all’opposizione curda armata contro il governo di Saddam.
- Influenza: nel 2014/2015 difese, con una milizia Êzîdî, il santuario di Şerfedîn (Sherefedin) presso il monte Şingal, che l’IS voleva incendiare; per mesi un simbolo centrale della resistenza Êzîdî. Nei media definito „la vecchia tigre del monte Şingal".
- Fonti: VICE: The Old Tiger of Mount Sinjar; Wikipedia: Battle of Sharfadin Temple; RFE/RL
Heydar Şeşo (fondatore delle HPÊ)
- Name (Kurmancî): Heydar Şeşo (Haydar Shesho)
- Ambito: comandante militare Êzîdî, fondatore e comandante in capo della milizia di autodifesa HPÊ (Hêza Parastina Êzîdxanê, forza di protezione di Êzîdxan)
- Biografia: la sua famiglia emigrò nel 1990, sotto Saddam Hussein, in Germania (Bad Oeynhausen); egli prestò per un certo periodo servizio nella Bundeswehr. All’inizio del massacro di Şingal, nell’agosto 2014, fece ritorno in Iraq insieme allo zio Qasim Şeşo e a diversi cugini per proteggere la patria Êzîdî.
- Influenza: sotto la sua guida le HPÊ mobilitarono circa 1.300 combattenti operativi e una riserva più ampia (circa 4.000) per la difesa armata degli Êzîdî contro l’IS.
- Fonti: Wikipedia: Haydar Shesho; Jamestown Foundation
Êzîdî Mîrza (1600–1651)
- Name (Kurmancî): Êzîdî Mîrza (Ezidi Mirza; anche Mîrza Beg Dasinî)
- Date biografiche: nato nel 1600 a Başîqa (eyalet di Mosul, Impero ottomano); morto nel 1651
- Ambito: condottiero e governatore Êzîdî
- Biografia: nato in una stimata famiglia di sceicchi della linea Qatanî, ultimo di tre fratelli; dopo l’uccisione della sua famiglia da parte di predoni musulmani (attorno al 1605), cresciuto orfano. Nel 1649 nominato governatore di Mosul. La regione di Şêxan era allora amministrata come sangiaccato ottomano „Sangiaccato Dasinî", da cui deriva l’appellativo Dasinî.
- Influenza: figura eroica centrale della tradizione orale Êzîdî (leggende, poemi) per le sue imprese militari, fino a oggi simbolo dell’autonomia e della forza di resistenza Êzîdî.
- Fonti: Wikipedia: Ezidi Mirza; Kurdish History: The Defiant Pasha
Caucaso ed ex Unione Sovietica
La diaspora Êzîdî più grande e più antica al di fuori del Vicino Oriente sorse nel Caucaso meridionale. Già nel XIX e all’inizio del XX secolo molti Êzîdî fuggirono dalle persecuzioni nell’Impero ottomano verso l’Armenia, la Georgia e l’allora Impero russo. In Unione Sovietica la cultura curdo-Êzîdî conobbe una fioritura: una propria lingua scritta (dapprima latina, dal 1946 cirillica), il giornale Rya T’eze, trasmissioni in lingua curda di Radio Erevan e una cerchia di scrittori e scienziati Êzîdî. L’Armenia annovera tuttora il popolo Êzîdî tra le minoranze riconosciute più numerose; ad Aknalich sorge il più grande tempio Êzîdî al mondo (Quba Mêrê Dîwanê), e l’Armenia fu, dopo l’Iraq, il primo Paese a riconoscere per legge il genocidio degli Êzîdî. Nota sulla convenzione: Tawûsî Melek (l’angelo pavone) è nella religione Êzîdî una figura centrale e sacra e non deve in alcun modo essere equiparato a „diavolo", tale equiparazione è una calunnia storica.
Armenia
Cangîr Axa (Jangir Agha) (~1874–1943)
Ambito: capo militare, personalità sociale.
Biografia e influenza: Cangîr Axa (in inglese Jangir Agha, anche Cîhangîr Axa) è considerato un eroe nazionale Êzîdî dell’Armenia. Durante i combattimenti armeno-turchi del 1918 formò un’unità di cavalleria Êzîdî e combatté a fianco delle truppe armene contro l’esercito ottomano invasore. Nella battaglia di Baş-Aparan (Bash-Aparan, 16–18 maggio 1918) guidò un battaglione di circa 300 cavalieri Êzîdî. Nella decisiva battaglia di Sardarabad (21/22 maggio 1918) l’unità di cavalleria Êzîdî, presso il villaggio di Molla Bayazet, impedì che le truppe ottomane attaccassero alle spalle i reparti armeni. Il suo impegno è celebrato come contributo essenziale alla salvezza della giovane repubblica armena; a Erevan un monumento lo ricorda.
Fonti:
- https://en.wikipedia.org/wiki/Jangir_Agha
- https://en.wikipedia.org/wiki/Battle_of_Sardarabad
- https://allinnet.info/people/jangir-agha-hero-of-the-yezidi-people/
Aziz Tamoyan (1933–2021)
Ambito: politica, guida comunitaria.
Biografia e influenza: Aziz Amari Tamoyan nacque il 1° luglio 1933 nel villaggio di Zovuni (Armenia) e morì il 2 gennaio 2021. Il 30 settembre 1989 fu eletto presidente dell’„Unione nazionale degli Êzîdî dell’Armenia", e nel 1997 presidente dell’„Unione nazionale Êzîdî del mondo" (Yezidi National Union). Per circa tre decenni fu il portavoce di riferimento della comunità Êzîdî in Armenia. Si batté per la conservazione dell’identità Êzîdî e per l’amicizia Êzîdî-armena; sulla questione dell’autodefinizione etnica sostenne, peraltro in modo controverso, la posizione secondo cui gli Êzîdî sono una nazione a sé e non parte dei curdi.
Fonti:
- https://en.wikipedia.org/wiki/Aziz_Tamoyan
- https://iravaban.net/en/312423.html
- https://en.armradio.am/2021/02/21/yezidi-national-union-to-elect-new-chairman/
Rustam Bakoyan (deputato)
Ambito: politica (Assemblea nazionale dell’Armenia).
Biografia e influenza: Rustam Bakoyan è etnicamente Êzîdî e fu eletto il 9 dicembre 2018 all’Assemblea nazionale armena tramite la lista del blocco „Il mio passo" (oggi partito Contratto civile). È vicepresidente della Commissione permanente per la tutela dei diritti umani e gli affari pubblici. Bakoyan è una voce centrale nel riconoscimento parlamentare e nella commemorazione del genocidio degli Êzîdî: nel 2018 il parlamento armeno approvò una risoluzione che qualifica come genocidio i massacri dell’IS contro gli Êzîdî del 2014. Su sua proposta di legge, l’Assemblea nazionale decise nel 2024 di proclamare ufficialmente il 3 agosto giornata della commemorazione del genocidio Êzîdî, l’Armenia divenne così, dopo l’Iraq, il primo Paese a sancirlo per legge. (Persona vivente; dati da fonti parlamentari e mediatiche.)
Fonti:
- https://hetq.am/en/article/122936
- https://en.armradio.am/2024/04/16/armenia-to-officially-designate-august-3-as-day-of-commemoration-of-yazidi-genocide/
- https://arminfo.info/full_news.php?id=64755&lang=3
Emerîkê Serdar (1935–2018)
Ambito: scrittore, giornalista, pubblicista, traduttore.
Biografia e influenza: Emerîkê Serdar nacque l’8 febbraio 1935 nel villaggio di Pampa Kurda (Sipan, RSS Armena) in una famiglia curdo-Êzîdî e morì il 19 febbraio 2018. Dal 1965 fu membro dell’Unione dei giornalisti dell’Armenia, e nel 1995 fu ammesso all’Unione degli scrittori dell’Armenia. Nel 1991 assunse la direzione del giornale in lingua curda Rya T’eze, che diresse fino alle dimissioni dovute alla malattia. Nel 1980 ricevette l’attestato d’onore del Presidium del Soviet Supremo, e nel 1986 il titolo onorifico „Giornalista benemerito della RSS Armena". È considerato una voce autonoma della letteratura sovietica curdo-Êzîdî.
Fonti:
- https://en.wikipedia.org/wiki/Emerîkê_Serdar
- https://specialcollections.exeter.ac.uk/2021/09/07/rya-teze-and-the-kurds-in-armenia/
- https://dergipark.org.tr/en/pub/mukaddime/article/1049289
Têmûrê Xelîl (* 1949)
Ambito: giornalista, scrittore, traduttore.
Biografia e influenza: Têmûrê Xelîl nacque nel 1949 a Erevan (RSS Armena) in una famiglia curdo-Êzîdî. Dopo studi di fisica e matematica lavorò per tre anni come insegnante nel villaggio Êzîdî di Sipan. Dal 1977 al 1992 fu reporter e in seguito responsabile della sezione culturale del giornale curdo Rya T’eze; dal 1981 al 1984 diresse la redazione curda (Kurmancî) di Radio Erevan. Dal 1992 al 1997 fu vicedirettore del giornale in lingua russa Golos Kurda. È membro dell’Istituto curdo di Parigi, redattore della rivista Roja Nû e vive dagli anni Novanta in Svezia. (Persona vivente.)
Fonti:
Roman Amoyan (* 1983)
Ambito: sport (lotta greco-romana).
Biografia e influenza: Roman Amoyan nacque il 3 settembre 1983 a Erevan (Armenia) ed è di origine armeno-Êzîdî (in diverse fonti è indicato come lottatore „armeno-yazida"). Gareggiò a livello internazionale per l’Armenia. Ai Giochi olimpici del 2008 a Pechino vinse la medaglia di bronzo nella lotta greco-romana (55 kg), la prima medaglia olimpica nella lotta per l’Armenia dopo 16 anni. A ciò si aggiungono diverse medaglie mondiali (tra cui bronzo 2009, argento 2010) e titoli europei (oro 2006). È considerato il volto sportivo Êzîdî più noto del Caucaso. (Persona vivente; nota: nato e radicato sportivamente in Armenia, non in Russia.)
Fonti:
Kyaram Sloyan (1996–2016)
Ambito: soldato (Esercito di difesa dell’Artsakh).
Biografia e influenza: Kyaram Sloyan proveniva dal villaggio di Artashavan (provincia di Aragatsotn, Armenia) e apparteneva alla comunità Êzîdî dell’Armenia. Come soldato dell’Esercito di difesa dell’Artsakh cadde all’inizio di aprile 2016 nel corso dei combattimenti della „guerra dei quattro giorni" per il Nagorno-Karabakh. Forze azere ne oltraggiarono il corpo e lo decapitarono, un atto che la rappresentanza armena presso l’OSCE definì „simile all’IS"; le famiglie di tre soldati così uccisi (tra cui Sloyan) portarono il caso davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Postumo gli furono conferiti la medaglia „Per il valore in combattimento" e l’Ordine della Croce di guerra (1° grado); nella scuola del suo villaggio natale fu inaugurato nel 2016 un busto. Il suo destino divenne un simbolo, anche per la minoranza Êzîdî dell’Armenia.
Fonti:
Usub Bek Temuryan (morto nel 1934)
Ambito: leader politico, nazionale e militare.
Biografia e influenza: Usub Bek (Temuryan), morto il 12 gennaio 1934, fu un leader Êzîdî dell’Armenia, leader politico e militare nonché deputato al parlamento della Prima Repubblica di Armenia. Dal 1896 era considerato capo degli Êzîdî del Transcaucaso; prese parte alla battaglia di Sardarabad (1918), decisiva per l’Armenia.
Fonti:
Samand Siabandov (1909–1989)
Ambito: scrittore, ufficiale militare, politico.
Biografia e influenza: Samand Alijewitsch Siabandov (20 novembre 1909 – 14 novembre 1989) fu uno scrittore, ufficiale e politico sovietico curdo-Êzîdî. Per i suoi meriti fu insignito del titolo di Eroe dell’Unione Sovietica: una delle più alte onorificenze dell’URSS.
Fonti:
Sashik Sultanyan (attivista per i diritti umani)
Ambito: attivista per i diritti umani.
Biografia e influenza: Sashik Sultanyan è un attivista armeno per i diritti umani e appartenente alla minoranza Êzîdî dell’Armenia. Fondò il Yezidi Centre for Human Rights, che si batte per la cultura e la lingua Êzîdî nonché per l’integrazione delle minoranze nella società armena.
Fonti:
Khdr Hajoyan (* 1990)
Ambito: funzionario comunitario, pubblicista.
Biografia e influenza: Khdr Hajoyan (nato il 4 dicembre 1990) è presidente dell’Unione nazionale degli Êzîdî in Armenia e direttore di Ezdikhana, il giornale ufficiale dell’Unione. Si impegna per la rappresentanza organizzativa e culturale della comunità Êzîdî dell’Armenia.
Fonti:
Haje Bakoyan (* circa 1974)
Ambito: attivista per i diritti umani e l’istruzione.
Biografia e influenza: Haje Bakoyan (nata attorno al 1974 in Armenia) è un’attivista Êzîdî per i diritti umani che si impegna in particolare per l’accesso all’istruzione di ragazze e donne Êzîdî in Armenia, e ha fondato una relativa iniziativa.
Fonti:
Russia
Mirza Sloyan (1946–2019)
Ambito: imprenditore, filantropo, benefattore.
Biografia e influenza: Mirza Sloyan nacque nel 1946 nei pressi di Aknalich (Armenia) e fece fortuna come imprenditore in Russia. Finanziò la costruzione del tempio Quba Mêrê Dîwanê ad Aknalich, alto circa 25 metri (inizio dei lavori nel 2014 in risposta agli attacchi dell’IS agli Êzîdî, inaugurazione nel settembre 2019), oggi il più grande tempio Êzîdî del mondo. Dopo il genocidio del 2014 organizzò ingenti aiuti; in Russia fondò il „Congresso panrusso degli Êzîdî" e l’emittente televisiva via internet Lalish, che informa in tutto il mondo su temi Êzîdî. Sloyan morì il 3 novembre 2019 dopo un’operazione in Germania.
Fonti:
- https://mirrorspectator.com/2019/11/10/yazidi-philanthropist-mirza-sloyan-dies-in-germany/
- https://en.wikipedia.org/wiki/Aknalich
- https://www.aljazeera.com/features/2019/11/11/inside-the-worlds-biggest-yazidi-temple-in-armenia
Zara (Zarifa Mgoyan, *1983)
Ambito: cantante pop, attrice, attivista sociale.
Biografia e influenza: Zara (all’anagrafe Zarifa Paşaevna Mgoyan) nacque nel 1983 a Leningrado in una famiglia di origine curdo-Êzîdî ed è una delle cantanti pop più note della Russia. Oltre alla carriera musicale e attoriale si impegna sul piano sociale e figura tra le personalità più visibili di discendenza Êzîdî nella sfera pubblica russa.
Fonti:
Oltre alla diaspora Êzîdî in Russia, sono documentate organizzazioni come il Congresso panrusso degli Êzîdî fondato da Sloyan. Altre persone Êzîdî in Russia (ad esempio singoli sportivi) non hanno potuto essere verificate con certezza per questa sezione e vengono pertanto consapevolmente omesse, per non riportare dati non comprovati.
Mikhail Aloyan (* 1988)
Ambito: sport (pugilato).
Biografia e influenza: Mikhail Aloyan (nato il 23 agosto 1988 a Bambakaşat, RSS Armena) è un pugile professionista russo di origine curdo-Êzîdî. Ha vinto diversi titoli internazionali nel pugilato dilettantistico (tra cui campione del mondo) e una medaglia olimpica per la Russia, uno degli sportivi di maggior successo di discendenza Êzîdî.
Fonti:
Aslan Usoyan („Ded Hasan", 1937–2013)
Ambito: personalità influente della malavita post-sovietica; patrono della diaspora.
Biografia e influenza: Aslan Usoyan, soprannominato „Ded Hasan" („nonno Hasan"), nacque nel 1937 a Tbilisi in una famiglia curdo-Êzîdî e fu tra i più noti e influenti vor v zakone („autorità nella legge") dello spazio post-sovietico. Nella diaspora curdo-Êzîdî è considerato da molti patrono e figura protettrice della comunità: gli si attribuisce di aver sostenuto cause curde ed Êzîdî e di aver dato protezione e sostegno ai connazionali; nella malavita era noto come stimato mediatore. Nel 2013 fu ucciso a Mosca. Una figura controversa, ma di rilievo nella memoria diasporica e spesso narrata come eroica.
Fonti:
Zakhar Kalashov („Shakro Molodoy", * 1953)
Ambito: personalità influente della malavita post-sovietica.
Biografia e influenza: Zakhar Kalashov (nato nel 1953 in Georgia), nella malavita soprannominato „Shakro Molodoy", è una delle più note autorità vor v zakone dello spazio post-sovietico e proviene da una famiglia curdo-Êzîdî. Come Usoyan, nella diaspora è in parte percepito come patrono influente. Una personalità controversa, ma straordinariamente nota.
Fonti:
Mamuka Usubyan (* 1994)
Ambito: sport (pugilato, kickboxing).
Biografia e influenza: Mamuka Usubyan (nato il 2 ottobre 1994) è un pugile e kickboxer professionista russo di origine Êzîdî; tra l’altro campione in carica Fair-Fight dei pesi leggeri. Appartiene alla generazione più giovane di sportivi Êzîdî in Russia.
Fonti:
Amirkhan Mori (* 1961)
Ambito: imprenditore.
Biografia e influenza: Amirkhan Alikovich Mori (nato il 13 novembre 1961) è un uomo d’affari di origine curdo-Êzîdî (Georgia/Russia), tra l’altro presidente del gruppo d’imprese „Regions". Figura tra i noti rappresentanti del mondo economico della diaspora Êzîdî nello spazio post-sovietico.
Fonti:
Georgia
In Georgia, soprattutto a Tbilisi, vive una comunità Êzîdî di antico insediamento, dotata di proprie istituzioni culturali.
Tempio Sultan Ezid e il Consiglio spirituale degli Êzîdî in Georgia
Ambito: guida religiosa comunitaria, istituzione.
Biografia e influenza: il „Consiglio spirituale degli Êzîdî in Georgia" (Spiritual Council of the Yazidis in Georgia, SCYG) fu fondato nel 2011; la sua sede è il Tempio Sultan Ezid a Tbilisi. Il tempio fu inaugurato nel giugno 2015, al momento dell’inaugurazione era il secondo tempio Êzîdî al di fuori dell’Iraq. Sorge su un terreno donato nel 2009 dal governo georgiano; il progetto edilizio fu avviato nel 2012 dalla „Casa degli Êzîdî della Georgia" e finanziato da uomini d’affari Êzîdî locali.
Fonti:
- https://en.wikipedia.org/wiki/Sultan_Ezid_Temple
- https://en.wikipedia.org/wiki/Spiritual_Council_of_the_Yazidis_in_Georgia
- https://www.rudaw.net/english/world/180620152
Dimitri Pirbari (Pîr Dîma)
Ambito: religioso (Pîr), orientalista/studioso di Êzîdîstica.
Biografia e influenza: Dimitri Pirbari (detto Pîr Dîma) è un Pîr Êzîdî residente a Tbilisi e dirige il Consiglio spirituale degli Êzîdî in Georgia. Nel 2020 il Consiglio fu riorganizzato nell’„Akhtiyarate della Georgia e dei territori Êzîdî di Serhed", e Pirbari assunse il titolo di Extiyar (Akhtiyar). Sul piano scientifico è ricercatore presso l’Istituto di Orientalistica G. Tsereteli dell’Università statale Ilia di Tbilisi e ha (co)redatto diversi lavori su manoscritti e teologia Êzîdî. È considerato una figura centrale del rinnovamento della vita religiosa Êzîdî in Transcaucasia. (Persona vivente.)
Fonti:
- https://en.wikipedia.org/wiki/Spiritual_Council_of_the_Yazidis_in_Georgia
- https://brill.com/view/journals/ksj/3/1/article-p38_3.xml?language=en
Isko Daseni (* 1958)
Ambito: politico, giurista.
Biografia e influenza: Isko Daseni (nato il 30 marzo 1958) è un politico e giurista georgiano-Êzîdî; dal novembre 2016 deputato al Parlamento della Georgia. È tra i più visibili rappresentanti politici della comunità Êzîdî nel Caucaso meridionale.
Fonti:
Scienza e curdologia (sovietica)
Diversi tra i più importanti curdologi sovietici erano di origine Êzîdî e radicati nel Caucaso. Essi crearono il fondamento scientifico e di lingua scritta della cultura di lingua kurmancî nell’URSS.
Erebê Şemo (Arab Shamilov) (1897–1978)
Ambito: scrittore, fondatore della prosa curda moderna.
Biografia e influenza: Erebê Şemo (in russo Arab Shamilov) nacque il 23 ottobre 1897 nel villaggio di Susuz nella regione di Kars (allora Impero russo, oggi Turchia orientale) in una famiglia Êzîdî e morì nel 1978. Nella Prima guerra mondiale (1914–1917) servì come interprete dell’esercito russo. Dal 1931 operò presso l’Istituto di Orientalistica di Leningrado e nel 1927 contribuì allo sviluppo di un alfabeto latino per il curdo. Nel 1935 pubblicò Şivanê Kurd („Il pastore curdo"), considerato il primo romanzo curdo. Maxim Gorky lo celebrò dicendo che il popolo curdo parlava ormai „nella lingua del proprio scrittore". È considerato il „padre del romanzo curdo".
Fonti:
Qanatê Kurdo (1909–1985)
Ambito: linguista, curdologo, professore.
Biografia e influenza: Qanatê Kurdo nacque nel 1909 nel villaggio di Susuz (odierna Turchia) in una famiglia Êzîdî. Fu autore, linguista e professore di lingua curda e sviluppò in modo determinante la curdologia in diversi ambiti, tra l’altro con opere grammaticali di riferimento sul Kurmancî. È considerato uno dei pionieri della curdologia scientifica nell’URSS.
Fonti:
Heciyê Cindî (1908–1990)
Ambito: linguista, folklorista.
Biografia e influenza: Heciyê Cindî (18 marzo 1908 – 1° maggio 1990) proveniva da una famiglia Êzîdî e fu un importante linguista e studioso di folklore curdo nell’Armenia sovietica; tra l’altro diresse la sezione culturale della radio curda di Erevan e raccolse ampiamente la tradizione orale.
Fonti:
Emînê Evdal (1906–1964)
Ambito: scrittore, linguista, poeta.
Biografia e influenza: Emînê Evdal (1906, Yamançayir/Kars – 1964) fu uno scrittore, linguista e poeta curdo-Êzîdî, attivo nell’Armenia sovietica, che contribuì allo sviluppo della letteratura e della scienza di lingua kurmancî.
Fonti:
Ordîxanê Celîl (1932–2007)
Ambito: curdologo, folklorista.
Biografia e influenza: Ordîxanê Celîl (1932, Erevan – 2007) fu uno studioso curdo proveniente da una famiglia Êzîdî; insieme al fratello Celîlê Celîl costituì uno dei più importanti archivi di folklore e poesia popolare curda e segnò la curdologia nell’URSS.
Fonti:
Celîlê Celîl (* 1936)
Ambito: storico, scrittore, curdologo.
Biografia e influenza: Celîlê Celîl (nato il 26 novembre 1936 a Erevan; vive in Austria) è uno storico e scrittore di discendenza curdo-Êzîdî. Con il fratello Ordîxanê Celîl contribuì in modo decisivo alla raccolta e allo studio della tradizione orale curda ed è considerato uno dei più importanti curdologi della sua generazione.
Fonti:
Khalil Rashow (Xelîl Cindî Reşo) (* 1952)
Ambito: accademico, scrittore, studioso dei testi sacri Êzîdî.
Biografia e influenza: Khalil Cindî Rashow (nato nel 1952 a Mam Raşa, distretto di Şêxan, Iraq) è un accademico curdo-Êzîdî e specialista della tradizione religiosa orale degli Êzîdî. È coautore dell’opera di riferimento fondamentale God and Sheikh Adi are Perfect, Sacred Poems and Religious Narratives from the Yezidi Tradition (2005) insieme a Philip G. Kreyenbroek, una delle più importanti edizioni commentate dei Qewl in assoluto.
Fonti:
- https://de.wikipedia.org/wiki/Khalil_Rashow
- https://kurdishglobe.krd/arebe-semo-father-of-the-kurdish-novel/
Hecîyê Cindî (1908–1990)
Ambito: folklorista, linguista, ideatore di alfabeto.
Biografia e influenza: Hecîyê Cindî nacque il 18 marzo 1908 nel villaggio di Emançayîr (Yemençayir) presso Kars in una famiglia curdo-Êzîdî e morì il 1° maggio 1990. Nel 1946 ideò una propria variante cirillica dell’alfabeto curdo, composta da 40 lettere, utilizzata per il Kurmancî nell’Unione Sovietica. Conseguì il dottorato sul folklore curdo, redasse libri di lettura e altre opere curde, diresse nel 1930 la sezione culturale del giornale Rya T’eze e lavorò come annunciatore nella redazione curda di Radio Erevan. La sua opera è fondamentale per la conservazione della tradizione orale curdo-Êzîdî.
Fonti:
Qanatê Kurdo (1909–1985)
Ambito: curdologo, linguista.
Biografia e influenza: Qanatê Kurdo (in russo Kanat Kalashevich Kurdoev) nacque il 12 settembre 1909 nella regione di Kars (Impero russo) e morì il 31 ottobre 1985 a Leningrado. Apparteneva alla tribù Êzîdî degli Şerqîyan, frequentò una scuola curda a Tbilisi e studiò con una borsa all’Università di Leningrado. Nel 1941 conseguì il dottorato; nel 1960 divenne direttore della neonata sezione di curdologia. Redasse oltre 100 monografie, libri e saggi sulla lingua, la storia e il folklore curdi e seguì più di 20 altri curdologi. Tra le sue opere figurano il dizionario kurmancî-russo e il dizionario sorani-russo. È considerato uno dei più influenti fondatori della curdologia sovietica.
Fonti:
Germania ed Europa
La Germania ospita la più grande diaspora Êzîdî al mondo. Le stime vanno da circa 60.000 a oltre 200.000 Êzîdî; rilevazioni attendibili parlano di circa 100.000–150.000 persone, il che rende la Germania la più importante comunità Êzîdî al di fuori delle regioni di origine, Iraq, Siria, Turchia e Caucaso. La maggior parte delle famiglie arrivò a partire dagli anni Sessanta e in particolare dagli anni Novanta dalla Turchia sud-orientale (Tur Abdin), nonché, dopo il genocidio di Şingal/Sinjar del 2014, dall’Iraq. Da questa comunità sono emerse numerose personalità in politica, letteratura, scienza, sport e attivismo per i diritti umani. Gli altri Paesi europei (Svezia, Belgio, Paesi Bassi, Francia, Regno Unito, Austria) ospitano comunità più piccole ma organizzate.
Nota sulla grafia e sulla neutralità: in questa sezione i termini „Êzîdî/Êzîden" rispettivamente „yazidi/ezidi" vengono usati a seconda della fonte; si intende sempre la medesima comunità religiosa. L’angelo centrale Tawûsî Melek è qui presentato in modo neutro ed espressamente non come „diavolo", l’equiparazione storica è una calunnia attribuita dall’esterno. Per le persone la cui origine Êzîdî non è chiaramente comprovabile, ciò viene contrassegnato in modo trasparente come „non confermato" oppure la persona viene omessa.
Germania: Politica
Feleknas Uca (* 1976, Celle)
Feleknas Uca è considerata una delle prime politiche di professione Êzîdî d’Europa e fu per anni l’unica parlamentare Êzîdî al mondo, finché nel 2005 non fu eletto il parlamento iracheno. Nacque il 17 settembre 1976 a Celle, in Bassa Sassonia, figlia di una famiglia curdo-Êzîdî immigrata dalla Turchia.
- Ambito: politica (Parlamento europeo, in seguito Turchia).
- Biografia: ad appena 22 anni entrò nel Parlamento europeo tramite la lista federale della PDS. Dal 1999 al 2009 fu membro del Parlamento europeo per la Germania (PDS/Die Linke). Nel 2014 si trasferì a Diyarbakır, in Turchia, e fu in seguito eletta alla Grande Assemblea nazionale della Turchia tramite l’HDP filo-curdo.
- Influenza: portò precocemente il genocidio e la persecuzione degli Êzîdî all’attenzione della politica europea ed è una delle voci Êzîdî più visibili a livello internazionale della sua generazione. Fu insignita tra l’altro del Premio Clara Zetkin per le donne.
- Fonte: https://en.wikipedia.org/wiki/Feleknas_Uca
Ali Atalan (* 1968, Midyat/Turchia)
Ali Atalan è un politico tedesco di origine curdo-Êzîdî, che fece parte del Landtag della Renania Settentrionale-Vestfalia.
- Ambito: politica (politica regionale NRW, Die Linke).
- Biografia: nato il 5 gennaio 1968 a Midyat (provincia di Mardin, Turchia). Studiò scienze politiche, sociologia e politica sociale alla Ruhr-Universität di Bochum (laureato in scienze sociali, 2004) e lavorò come interprete e traduttore. Nel 2001 aderì a Die Linke (rispettivamente PDS/WASG) e fece a lungo parte del direttivo regionale della Linke della NRW.
- Influenza: da giugno 2010 a marzo 2012 fu deputato al Landtag della Renania Settentrionale-Vestfalia e lì portavoce per le questioni migratorie e di pace. Come uno dei pochi deputati regionali Êzîdî della Germania, si impegnò per le questioni migratorie, di pace e delle minoranze.
- Fonte: https://www.landtag.nrw.de/home/der-landtag/abgeordnete-und--fraktionen/die-abgeordneten/ehemalige-abgeordnete/abgeordnetendetail.html?k=01539; https://en.wikipedia.org/wiki/Ali_Atalan
Germania: Letteratura, media e attivismo
Ronya Othmann (* 1993, Monaco di Baviera)
Ronya Othmann è una delle autrici giovani più affermate della letteratura tedesca contemporanea e scrive da una prospettiva familiare Êzîdî.
- Ambito: letteratura, lirica, saggistica, giornalismo.
- Biografia: nata il 12 gennaio 1993 a Monaco di Baviera, figlia di madre tedesca e di padre curdo-Êzîdî; la famiglia paterna proviene dalla regione di Tirbespî, nel nord curdo della Siria. Maturità nel 2012, poi studi tra l’altro al Deutsches Literaturinstitut di Lipsia. Vive a Lipsia.
- Opere/Influenza: romanzo d’esordio Die Sommer (2020) sulla guerra civile siriana e la persecuzione degli Êzîdî. Il suo secondo libro Vierundsiebzig (2024) è un’opera ibrida tra reportage, saggio e memoria sul genocidio del 2014, il titolo rimanda al fatto che, nel computo Êzîdî, questo genocidio è il 74° tentativo di sterminio (Ferman). Il libro entrò nella shortlist del Deutscher Buchpreis e ricevette tra l’altro il Premio letterario di Düsseldorf (2024) nonché l’Erich-Loest-Preis (2025). Al Premio Ingeborg Bachmann 2019 vinse il premio del pubblico. Ha scritto la rubrica „Orient Express" della taz e, dal 2021, „Import Export" sulla FAZ.
- Fonte: https://de.wikipedia.org/wiki/Ronya_Othmann; https://www.rowohlt.de/autorin/ronya-othmann-38660
Düzen Tekkal (* 1978, Hannover)
Düzen Tekkal è giornalista, regista e una delle più note attiviste per i diritti umani della Germania con un retroterra Êzîdî.
- Ambito: giornalismo, cinema, attivismo per i diritti umani, istruzione.
- Biografia: nata nel 1978 ad Hannover, una di undici figli di una famiglia curdo-Êzîdî fuggita dalla Turchia negli anni Sessanta. Dal 2014 lavora come giornalista freelance e corrispondente di guerra e si recò nella regione del genocidio nell’Iraq settentrionale.
- Influenza: insieme alle sorelle fondò l’organizzazione per i diritti umani HÁWAR.help e. V. (2015), che si impegna soprattutto per ragazze e donne in Iraq, Siria, Afghanistan, Iran e Germania, nonché l’iniziativa educativa „GermanDream". Per il suo impegno ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui la Croce al merito federale e il Premio Theodor Heuss (2021). È tra le mediatrici più incisive delle istanze Êzîdî verso l’opinione pubblica e la politica tedesche.
- Fonte: https://en.m.wikipedia.org/wiki/Düzen_Tekkal; https://www.deutschland.de/en/topic/politics/civil-society-the-journalist-and-activist-duzen-tekkal; https://www.hawar.help/en/
Nadia Murad (* 1993, Kojo/Iraq): residente in Germania (caso limite)
Nadia Murad è Premio Nobel per la pace (2018) e sopravvissuta al genocidio di Şingal. È di origine irachena-Êzîdî e nacque in Iraq, ma vive dalla fuga in Germania (Baden-Württemberg) ed è quindi strettamente legata alla diaspora tedesca.
- Ambito: attivismo per i diritti umani.
- Inquadramento/Trasparenza: non è una donna Êzîdî della diaspora nata in Germania, bensì una rifugiata; viene menzionata qui per la sua residenza tedesca e per la sua importanza per la comunità tedesca, ma è espressamente inquadrata come originaria dell’Iraq.
- Influenza: insieme al medico Denis Mukwege ricevette nel 2018 il Premio Nobel per la pace per il suo impegno contro la violenza sessuale come arma di guerra; è la voce Êzîdî più nota a livello internazionale in assoluto.
- Fonte: https://www.washingtonpost.com/news/monkey-cage/wp/2018/10/30/a-yazidi-activist-was-awarded-the-nobel-peace-prize-but-what-happens-next-for-yazidis/
Germania: Scienza
Jan Ilhan Kizilhan (* 1966, Batman/Turchia)
Jan İlhan Kızılhan è uno psicologo e psicotraumatologo di fama internazionale ed è egli stesso di origine curdo-Êzîdî (l’origine è comprovata: arrivò nel 1973 dalla Turchia in Germania con i genitori curdo-Êzîdî).
- Ambito: scienza (psichiatria transculturale, psicotraumatologia).
- Biografia: nato nel 1966 a Batman (Turchia). Professore alla Duale Hochschule Baden-Württemberg (Villingen-Schwenningen, dal 2010), direttore dell’Istituto di ricerca sanitaria transculturale (DHBW, dal 2018) e preside dell’Istituto di psicoterapia e psicotraumatologia all’Università di Dohuk, nella regione autonoma del Kurdistan/Iraq (dal 2016).
- Influenza: fu responsabile medico-terapeutico del „contingente speciale" del Land Baden-Württemberg (fine 2014), tramite il quale circa 1.100 donne e bambini Êzîdî particolarmente bisognosi di protezione, rapiti e abusati dall’IS, furono portati in Germania. Ha seguito oltre 1.000 sopravvissuti Êzîdî e ha segnato l’elaborazione scientifica del trauma del genocidio (tra l’altro coeditore dello studio di valutazione del 2019 „Aus der Gewalt des ‚Islamischen Staates’ nach Baden-Württemberg").
- Fonte: https://de.wikipedia.org/wiki/Jan_İlhan_Kızılhan
Accademia Êzîdî (EZIDAK), Hannover
L’Accademia Êzîdî e. V. (anche Êzîdî-Akademie) di Hannover è la più importante autorganizzazione scientifico-culturale degli Êzîdî in Germania.
- Ambito: scienza, istruzione, cura della cultura.
- Biografia/Profilo: fondata nel 2009 da Êzîdî e non-Êzîdî aperti al mondo, di diverse nazionalità, come autorganizzazione di migranti senza scopo di lucro con sede ad Hannover. Rappresentata dal presidente Hatab Omar e da un comitato scientifico.
- Influenza: gestisce progetti inclusivi di istruzione, integrazione e consulenza (tra cui la „consulenza sulle procedure d’asilo in Bassa Sassonia", finanziata dall’UE e dal Land) e si dedica alla documentazione, all’interpretazione e alla rivitalizzazione della cultura religiosa Êzîdî su base scientifica. Pubblica la „Rivista dell’Accademia Êzîdî" in lingua tedesca.
- Fonte: https://de.wikipedia.org/wiki/Ezidische_Akademie; https://ezidak.de/
Eskerê Boyîk (* 1941, Qundexsaz/Armenia): residente in Germania
Eskerê Boyîk è un poeta e scrittore Êzîdî di lingua curda, che vive in Germania dal 1993.
- Ambito: letteratura/scienza (letteratura curda, saggistica).
- Biografia: nato nel 1941 in una famiglia Êzîdî nel villaggio di Qundexsaz, nell’Armenia (sovietica); studi di economia a Erevan (laurea nel 1966). Dagli anni Sessanta scrisse poesie e articoli in curdo nonché contributi in armeno e russo ed è noto come conoscitore della letteratura curda sovietica. Dopo il crollo dell’URSS arrivò in Germania nel 1993.
- Influenza: membro dell’Unione degli scrittori sovietica (dal 1984), dell’Unione degli scrittori armena e del PEN curdo. È considerato un importante custode della letteratura e della lingua curdo-Êzîdî nella diaspora.
- Fonte: https://en.wikipedia.org/wiki/Eskerê_Boyîk; https://www.lyrikline.org/en/authors/eskere-boyik
Khanna Omarkhali (* 1981)
Ambito: studiosa di scienze religiose, iranista (studi Êzîdî).
Biografia e influenza: Khanna Omarkhali (nata nel 1981 a Erevan) è una ricercatrice di origine Êzîdî e una scienziata di primo piano a livello internazionale degli studi Êzîdî; opera tra l’altro nello spazio scientifico di lingua tedesca (Gottinga/Berlino). La sua opera The Yezidi Religious Textual Tradition: From Oral to Written (2017) è considerata metodologicamente pionieristica per lo studio della tradizione orale-scritta degli Êzîdî.
Fonti:
Germania: Sport
Deniz Undav (* 1996, Varel)
Deniz Undav è calciatore della nazionale tedesca e il primo calciatore di origine Êzîdî a rappresentare la Germania in un grande torneo.
- Ambito: sport (calcio, attaccante).
- Biografia: nato il 19 luglio 1996 a Varel, cresciuto ad Achim presso Brema. I suoi genitori sono Êzîdî curdi del villaggio di Işıklı (provincia di Şanlıurfa, Turchia sud-orientale); il nonno emigrò in Germania dopo il colpo di Stato militare del 1980. Si affermò con il club belga Union Saint-Gilloise (2020–2022), poi Brighton & Hove Albion (Inghilterra) e dal 2023 VfB Stuttgart (trasferimento definitivo nel 2024).
- Influenza: nella stagione 2021/22 fu capocannoniere del campionato belga (18 gol) e „Calciatore belga dell’anno". Esordì nella nazionale tedesca nel marzo 2024; partecipò agli Europei 2024. Come primo nazionale di origine Êzîdî, ha un effetto di modello per la diaspora.
- Fonte: https://en.wikipedia.org/wiki/Deniz_Undav
Resto d’Europa
Al di fuori della Germania esistono comunità Êzîdî più piccole ma organizzate. Qui la documentazione individuale su singole personalità di rilievo è nettamente più scarsa rispetto alla Germania; comprovabili sono soprattutto le strutture comunitarie e le organizzazioni.
Svezia
La Svezia ospita, dal 2008 circa, una comunità Êzîdî in crescita con proprie strutture associative e rappresentanze. Non è stato possibile verificare con certezza politici locali o regionali svedesi chiaramente attestati come Êzîdî, diverse attribuzioni circolanti riguardano persone di origine curda, la cui appartenenza religiosa Êzîdî non è chiaramente documentata. Queste vengono pertanto consapevolmente omesse o contrassegnate come non confermate. È comprovata l’esistenza di strutture Êzîdî organizzate e di una diaspora di rilievo in Svezia.
Francia
In Francia vivono, secondo la stima dell’„Association des Yézidis de France" (AYF), circa 10.000 Êzîdî. L’AYF promuove l’integrazione nella società francese e la visibilità della cultura Êzîdî; la Francia accolse inoltre, tramite un programma di accoglienza, più di cento donne e bambini Êzîdî. La Francia partecipò inoltre (insieme alla Svezia) a una squadra investigativa internazionale (Joint Investigation Team, coordinata tramite Eurojust) per il perseguimento penale dei crimini contro le vittime Êzîdî in Siria e in Iraq.
- Fonte: https://twitter.com/yezidifrance; https://www.eurojust.europa.eu/news/support-joint-investigation-team-sweden-and-france-targeting-crimes-against-ezidi-victims
Belgio
Il Belgio è legato alla diaspora Êzîdî attraverso il calcio: il nazionale tedesco di origine Êzîdî Deniz Undav si affermò nel 2020–2022 all’Union Saint-Gilloise (Bruxelles) e fu „Calciatore belga dell’anno" 2021/22 (vedi voce sotto Germania, Sport). Non è stato possibile verificare con certezza una singola personalità belga Êzîdî autonomamente comprovabile in politica o cultura in questa ricerca, motivo per cui non viene affermata.
Paesi Bassi, Regno Unito, Austria
Nei Paesi Bassi, nel Regno Unito e in Austria esistono comunità Êzîdî più piccole. Non è stato possibile verificare con certezza singole personalità di rilievo di origine Êzîdî, con appartenenza religiosa chiaramente documentata, per questi Paesi nella presente ricerca; è documentata l’esistenza di queste comunità diasporiche. Per garantire l’accuratezza, qui non vengono inventate o attribuite senza prove singole persone.
Nota metodologica: tutte le persone viventi sopra menzionate sono state verificate, in base ad almeno una fonte attendibile, sia riguardo alla persona sia riguardo alla loro origine Êzîdî. Dove l’origine o l’appartenenza religiosa non era chiaramente comprovabile, ciò è stato contrassegnato come „non confermato" oppure la persona in questione è stata omessa. Nadia Murad ed Eskerê Boyîk non sono nati in Germania, ma vi risiedono e vengono inquadrati di conseguenza in modo trasparente.
Turchia, Siria, Iran e oltreoceano
Questa sezione raccoglie personalità Êzîdî documentate provenienti da Turchia, Siria e Iran nonché dai grandi Paesi di emigrazione oltreoceano (USA, Canada, Australia). Tutte le persone elencate sono realmente attestate; per le persone viventi è stata verificata sia l’esistenza sia – per quanto la documentazione lo consenta – l’origine Êzîdî. Dove la documentazione è scarsa, ciò viene espressamente indicato. Una convenzione importante in via preliminare: Tawûsî Melek, l’„angelo pavone" della religione Êzîdî, qui come in tutta la ricerca seria non viene mai definito „diavolo" – tale equiparazione è una calunnia secolare.
Turchia
La Turchia – in particolare la regione del Tur Abdin nel sud-est (a sud-est di Diyarbakır, attorno a Batman, Mardin e Nusaybin) – fu per secoli un importante territorio di insediamento Êzîdî. Nel corso del XX secolo, tuttavia, la comunità si ridusse drasticamente: da circa 30.000 persone attorno al 1982 a meno di 500 nel 2009. La stragrande maggioranza emigrò in Europa, soprattutto in Germania (Hannover, Bielefeld, Celle, Brema, Oldenburg e altre), dove oggi vive una diaspora di oltre 200.000 Êzîdî. Le famiglie rimaste in Turchia si concentrano in pochi villaggi della loro antica regione centrale del Tur Abdin; sporadicamente, nell’ambito di progetti di „ritorno al villaggio", vi sono rimpatriati dalla Germania.
Fonti:
- Encyclopaedia Iranica, „Yazidis i. General": https://www.iranicaonline.org/articles/yazidis-i-general-1/
- Wikipedia, „Tur Abdin": https://en.wikipedia.org/wiki/Tur_Abdin
- Daily Sabah, „Yazidi families return to Turkish homes": https://www.dailysabah.com/politics/war-on-terror/yazidi-families-return-to-turkish-homes-after-crackdown-on-pkk
Capitribù storici nell’Anatolia sud-orientale
La storia Êzîdî della regione è strettamente legata a capitribù locali. È attestato ad esempio Hasan Kanjo (Hesen Kenco), un capo Êzîdî che eresse una fortezza presso Haleli, a est di Viranşehir, per combattere da lì contro le tribù arabe del deserto (tra cui gli Shammar); agli appartenenti alla sua tribù fu permesso di conservare la propria fede Êzîdî, ed essi si accamparono attorno alla fortezza.
- Ambito/Influenza: guida tribale e militare nell’area di Viranşehir; un esempio della relativa autonomia temporanea delle tribù Êzîdî nell’Anatolia sud-orientale.
- Documentazione: scarsa; reperibile soprattutto attraverso la storiografia generale degli Êzîdî. Fonte: Wikipedia, „Yazidis": https://en.wikipedia.org/wiki/Yazidis
Nota per la corretta collocazione: i capitribù menzionati in alcune liste, come Hemoyê Shero (Hammo Shiru, ~1850–1935, salvatore di migliaia di armeni durante il genocidio del 1915), appartengono geograficamente a Şingal/Sinjar (oggi Iraq), non alla Turchia, e vengono pertanto trattati nella sezione Iraq. Sono qui menzionati solo a scopo di delimitazione.
Operatori culturali: tradizione Dengbêj dal Tur Abdin
Êzîdî provenienti dalla Turchia hanno segnato la tradizione narrativa e canora curdo-Êzîdî dei Dengbêj – cantori e cantore che conservavano la storia e la memoria attraverso epopee e canti tramandati oralmente, proprio in epoche in cui il curdo era vietato. Molte di queste voci fuggirono dopo il genocidio del 1915, rispettivamente dopo le rivolte curde degli anni Venti, nella Repubblica sovietica dell’Armenia e cantarono, a partire dagli anni Cinquanta, nel programma curdo di Radio Erevan (Radio Yerevan).
Sûsika Simo (* 1925 nel villaggio di Mîrekêda, regione di Elegez, Armenia sovietica) è una documentata cantante Dengbêj, proveniente da una famiglia curdo-Êzîdî fuggiasca, che cantò dal 1955 per Radio Erevan.
- Ambito: musica popolare Êzîdî-curda (Dengbêj).
- Influenza: conservazione della tradizione orale attraverso la radio; parte di quella generazione che salvò il patrimonio canoro Êzîdî-curdo attraverso l’epoca sovietica.
- Biografia: nata in una famiglia di rifugiati in Armenia (radici in Anatolia), ascesa attraverso la radio.
- Documentazione: diverse persone di questo gruppo (tra cui Zadîna Şakir, Fatma Îsa, Aslîka Qadir) sono descritte in ritratti giornalistici come di origine Êzîdî/curda; l’esatta attribuzione confessionale di singole cantanti non è sempre chiaramente comprovata e dovrebbe essere formulata con cautela.
Fonti:
- JINHA, „Memory of Kurdish culture: Dengbêj": https://jinhaagency.com/en/feature/memory-of-kurdish-culture-dengbej-5-18166
- The Kurdish Center for Studies, „The Dengbêj: Keepers of Kurdish Memory & History": https://nlka.net/eng/the-dengbej-keepers-of-kurdish-memory-and-history/
Siria
In Siria gli Êzîdî vivevano soprattutto in due aree: nella regione di Afrîn (nord-ovest, monte Sim’an / Jabal Sim’an) e nella Cezîre/Jazira (nord-est, attorno a Hasaka). Prima della guerra la comunità siriana contava diverse decine di migliaia di persone; a causa della guerra civile e in particolare dell’operazione militare turca ad Afrîn nel 2018, gran parte di essi fu espulsa. Secondo le stime, dopo di ciò vivevano circa 3.000 Êzîdî fuggiti da Afrîn in campi e villaggi della regione di Şehba (al-Shahba).
Fonti:
- Middle East Eye, „Stranded between Syria’s frontlines, Afrin’s Yazidis yearn for lost homelands": https://www.middleeasteye.net/news/stranded-between-syrias-frontlines-afrins-yazidis-yearn-lost-homelands
- EUAA, Country Guidance Syria 2023, „Yazidis": https://euaa.europa.eu/country-guidance-syria-2023/4106-yazidis
Karapetê Xaço (≈1900–2005) – portatore della tradizione, ma non Êzîdî
Una figura che compare in molte liste è il Dengbêj Karapetê Xaço (* attorno al 1900, a seconda della fonte anche 1903/1908, nel villaggio di Bileyder/Binatlı presso Batman, Turchia; † 15 gennaio 2005). Importante e da chiarire espressamente: Karapetê Xaço non era un Êzîdî, bensì etnicamente armeno. È qui menzionato solo perché è considerato uno dei più importanti portatori della tradizione musicale curdo-Êzîdî (Dengbêj) del XX secolo – un esempio del fatto che questa cultura orale fu trasmessa al di là dei confini religiosi ed etnici.
- Biografia: nato in una famiglia armena nell’Anatolia ottomana; nel 1915 sopravvisse da bambino al genocidio degli armeni – salvato, secondo la tradizione, grazie alla sua conoscenza del Kurmancî e al suo talento canoro. Si unì agli insorti curdi durante la rivolta dello sceicco Said, fuggì poi nel territorio sotto mandato francese della Siria e servì circa 15 anni come soldato nell’esercito francese. Nel 1946 si trasferì nell’Armenia sovietica (Erevan), dove dal 1955 cantò nel programma curdo di Radio Erevan.
- Ambito/Influenza: conservò per decenni melodie ed epopee curde tradizionali attraverso registrazioni ed esibizioni; è considerato uno dei Dengbêj più talentuosi dell’epoca moderna.
- Collocazione: rappresenta lo stretto intreccio culturale tra Êzîdî, curdi musulmani e armeni nella regione. Nessuna appropriazione come persona Êzîdî.
Fonti:
- Wikipedia, „Karapetê Xaço": https://en.wikipedia.org/wiki/Karapetê_Xaço
- „Kurdistan and Hayastan – We remember Karapete Xaco": http://kurdisharmenian.blogspot.com/2007/05/we-remember-karapete-xaco.html
Attivisti e portatori di cultura Êzîdî da Afrîn
Sileman Cafer (Silêman Cafer) è un comprovato leader comunitario Êzîdî di Afrîn e autore del libro Qewlên Êzdiyan („I testi/inni Êzîdî"), una raccolta di tradizioni religiose.
- Ambito: tradizione religioso-culturale, guida comunitaria ad Afrîn.
- Influenza: documentazione della tradizione orale dei Qewl degli Êzîdî siriani.
Saad Babir (Se’d Babîr) è un attivista Êzîdî di Afrîn che, dopo l’inizio dell’operazione militare turca del 2018, documentò la distruzione di diversi santuari Êzîdî (Şrîn/santuari) e vi richiamò l’attenzione internazionale – informazioni confermate da altri attivisti sul posto.
- Ambito: documentazione dei diritti umani e dei beni culturali.
- Influenza: raccolta di prove sulla distruzione del patrimonio culturale Êzîdî ad Afrîn.
- Documentazione: comprovata attraverso la copertura giornalistica; la profondità dei dettagli biografici (date di nascita, percorso) è scarsa nelle fonti disponibili.
Fonti:
- VOA, „Syria’s Afrin Yazidis Are Fearful Following Recent Attacks": https://www.voanews.com/a/extremism-watch_syrias-afrin-yazidis-are-fearful-following-recent-attacks/6199920.html
- Middle East Eye (v. sopra)
Iran
La documentazione sugli Êzîdî in Iran è estremamente scarsa e viene qui resa trasparente in modo consapevole. Nello storico Khanato di Maku (XVIII–XX sec.) nell’estremo nord-ovest dell’Iran (Azerbaigian occidentale, attorno a Maku e al lago di Urmia), tra la popolazione, accanto ad azeri, curdi e armeni, sono menzionati anche Êzîdî. Una comunità Êzîdî coerente e ben documentata, con personalità identificabili per nome, è tuttavia oggi difficilmente comprovabile per l’Iran.
Il riferimento alla tribù dei „Şikak" (Şekak/Shikak) menzionato nell’incarico va trattato con cautela: lo Şikak è una tribù prevalentemente curdo-sunnita nell’area di Urmia/Maku, il cui capo più noto fu Simko Şikak (Ismail Agha Şikak). Un’attribuzione direttamente Êzîdî della tribù Şikak non è comprovata nelle fonti disponibili; Simko stesso non era un Êzîdî. Questo punto non dovrebbe essere forzato nell’articolo finito – la presenza Êzîdî in Iran resta storicamente marginale e mal documentata.
- Conclusione: nessuna singola persona Êzîdî dell’Iran seriamente comprovabile e identificabile per nome. La scarsa documentazione viene apertamente dichiarata, anziché inventare persone.
Fonti:
- Wikipedia, „Maku Khanate": https://en.wikipedia.org/wiki/Maku_Khanate
- Wikipedia, „Simko Shikak": https://en.wikipedia.org/wiki/Simko_Shikak
- „Kurmanji Kurds in Urmia City, Iran" (Doshisha University): https://global-studies.doshisha.ac.jp/gs/attach/page/GLOBAL_STUDIES-PAGE-EN-147/139549/file/vol.10_article_03.pdf
USA
La più grande comunità Êzîdî degli USA si trova a Lincoln, Nebraska (circa 2.500 persone). Molti arrivarono come ex interpreti dell’esercito statunitense in Iraq e attraverso il ricongiungimento familiare; da questo gruppo sono emersi diversi attivisti di spicco.
Hadi Pir
Hadi Pir è cofondatore e vicepresidente di Yazda, un’organizzazione internazionale Êzîdî di aiuto e advocacy (fondata nel 2014 dopo il genocidio di Şingal, con sede tra l’altro in Texas/USA).
- Biografia: Êzîdî dell’Iraq settentrionale; era prossimo alla laurea quando, nel 2003, gli USA invasero l’Iraq. In seguito, per circa sette anni, interprete e consulente culturale per le forze speciali statunitensi. Dopo il trasferimento negli USA, insegnante nelle scuole pubbliche di Lincoln; B.A. (inglese come seconda lingua, Università di Mosul), M.A. in pedagogia all’University of Nebraska-Lincoln (UNL).
- Ambito/Influenza: advocacy per i diritti umani, riconoscimento del genocidio, costruzione di strutture Êzîdî negli USA.
Fonti:
- Nebraska Today (UNL), „Lincoln Yazidi activists share Nobel Prize winner’s mission": https://news.unl.edu/newsrooms/today/article/lincoln-yazidi-activists-share-nobel-prize-winner-s-mission/
- Wikipedia, „Yazda": https://en.wikipedia.org/wiki/Yazda
Ziyad Smoqi
Ziyad Smoqi è un attivista Êzîdî, cofondatore di Yazda ed ex interprete dell’esercito statunitense in Iraq; conseguì il dottorato in ingegneria meccanica/scienza dei materiali alla UNL.
- Ambito/Influenza: come Hadi Pir, contribuì alla costruzione di Yazda e all’attività di lobbying per la causa Êzîdî negli USA.
Fonte: Nebraska Today (v. sopra)
Murad Ismael
Murad Ismael è cofondatore di Yazda e della Nadia Initiative nonché cofondatore e presidente della Sinjar Academy (iniziativa educativa per la comunità di Şingal). Fu per quattro anni direttore esecutivo (Executive Director) di Yazda.
- Biografia: Êzîdî di Şingal; istruzione nella regione del Kurdistan-Iraq; due master (ingegneria ambientale, Norwich University; geofisica, University of Houston). Durante l’attacco dell’ISIS del 2014, parte della delegazione Êzîdî che fu ricevuta alla Casa Bianca, contribuendo così all’intervento statunitense (raid aerei, lanci umanitari per gli intrappolati sul monte Şingal).
- Ambito/Influenza: istruzione, aiuto umanitario, advocacy internazionale. Fortemente legato agli USA (studi e attivismo lì); allo stesso tempo membro del parlamento iracheno secondo profili più recenti – l’attribuzione agli USA va dunque intesa come „luogo d’azione dell’attivismo", non come unica collocazione.
Fonti:
- Wilson Center, „Murad Ismael": https://www.wilsoncenter.org/person/murad-ismael
- Sinjar Academy, „Our Team": https://www.sinjaracademy.org/board-members
Nota: Nadia Murad (Premio Nobel per la pace 2018) e suo marito Abid Shamdeen (laureato UNL, cofondatore della Nadia Initiative) sono strettamente legati alla comunità di Lincoln e agli USA, ma provengono da Şingal/Iraq e saranno verosimilmente trattati nella sezione Iraq. Qui solo come rimando.
Canada
In Canada la storia del reinsediamento Êzîdî si concentra a Winnipeg (Manitoba) ed è strettamente legata all’iniziativa „Operation Ezra" – un progetto di aiuto avviato nel 2015 dalle comunità ebraiche di Winnipeg, che dopo il genocidio dell’ISIS portò famiglie Êzîdî in Canada. Entro il 2017 Operation Ezra aveva raccolto circa 500.000 CAD e reinsediato diverse decine di Êzîdî; il governo canadese annunciò di voler accogliere entro la fine del 2017 circa 1.200 sopravvissuti Êzîdî.
Nafiya Naso
Nafiya Naso è l’attivista Êzîdî centrale dietro Operation Ezra (verificato).
- Biografia: trascorse l’infanzia in un campo profughi in Siria e arrivò circa 16 anni fa (al 2017) con la famiglia in Manitoba. È coordinatrice del reinsediamento di Operation Ezra e sostiene praticamente le famiglie appena arrivate (tessere sanitarie, iscrizione scolastica, corsi di inglese, sistema bancario).
- Ambito/Influenza: reinsediamento dei rifugiati e advocacy. Intervenne davanti alla Commissione per l’immigrazione della Camera dei comuni canadese (House of Commons) e si batté per accogliere un numero ben maggiore di rifugiati Êzîdî (citò la cifra di 5.000 per il 2017). L’incontro con lei diede l’impulso alla fondazione di Operation Ezra.
Fonti:
- CBC News, „Operation Ezra Yazidi families arrive in Winnipeg": https://www.cbc.ca/news/canada/manitoba/manitoba-yazidi-celebrates-resettlement-1.3993562
- CBC News, „Bring more Yazidi immigrants to Canada, Winnipegger tells MPs": https://www.cbc.ca/news/canada/manitoba/yazidi-committee-hearing-winnipeg-1.3687630
- JNS, „In ‘Operation Ezra,’ Canadian Jews helped Yazidis fleeing Islamic State persecution": https://www.jns.org/in-operation-ezra-canadian-jews-helped-yazidis-fleeing-islamic-state-persecution/
Australia
Gli Êzîdî in Australia si sono insediati prevalentemente in città regionali, soprattutto a Toowoomba (Queensland) – con la più numerosa popolazione Êzîdî del Paese – nonché a Coffs Harbour, Armidale e Wagga Wagga (Nuovo Galles del Sud). Molti arrivarono come sopravvissuti al genocidio del 2014.
Tosinê Reşîd (* 1941)
Ambito: scrittore, poeta, drammaturgo.
Biografia e influenza: Tosinê Reşîd (nato nel 1941 a Kûrekend, Armenia) è uno scrittore, poeta e drammaturgo curdo-Êzîdî; vive nella diaspora a Melbourne (Australia). Ha pubblicato tra l’altro raccolte di poesie e opere teatrali e figura tra le voci letterarie della diaspora Êzîdî proveniente dall’ex Unione Sovietica.
Fonti:
Khairi Jolo
Khairi Jolo è un comprovato rappresentante comunitario Êzîdî dell’Iraq, che fuggì in Australia e si insediò a Wagga Wagga.
- Biografia: prima della fuga, persona di contatto della sua comunità presso l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati UNHCR, dal quale ricevette un onorevole riconoscimento per la sua protezione della comunità da discriminazione e razzismo. In Australia si impegna tra l’altro come membro della protezione civile (NSW SES).
- Ambito/Influenza: guida comunitaria, integrazione e volontariato.
Fonte: NSW SES, „World Refugee Day 2024: Meet Wagga Wagga unit member Khairi Jolo": https://www.ses.nsw.gov.au/news/world-refugee-day-2024-meet-wagga-wagga-unit-member-khairi-jolo
Nihad Barakt e altre voci da Toowoomba
Nihad Barakt, della regione di Şingal (Iraq settentrionale), vive oggi a Toowoomba e si impegna pubblicamente per le istanze della sua comunità (tra cui la richiesta di un proprio luogo di preghiera, per mantenere viva l’antica cultura).
- Ambito/Influenza: advocacy comunitaria, conservazione di cultura e religione nella diaspora.
- Documentazione: comprovata attraverso fonti locali e parlamentari australiane; profondità dei dettagli biografici scarsa.
A livello nazionale, rispettivamente di Melbourne, Khalaf Bashier interviene come portavoce della comunità Êzîdî.
Fonti:
- AMES Australia, „Yazidis call on international community": https://amesnews.com.au/latest-articles/yazidis-call-on-international-community/
- David Janetzki MP, „Toowoomba Yazidi community seeking place of worship": https://www.davidjanetzki.com.au/news/article/news/toowoomba-yazidi-community-seeking-place-of-worship-to-keep-their-ancient-culture-alive/
- Yazda, „Mapping the Yazidi Diaspora in Australia" (2022): https://irp.cdn-website.com/16670504/files/uploaded/Yazda_Publication_2022-01_MappingYazidiDiasporaAustralia_2501202_Download_EN_vf.pdf
Note metodologiche su questa sezione
- Verifica: le persone viventi sono state verificate riguardo all’esistenza e – per quanto possibile – all’origine Êzîdî. Karapetê Xaço è espressamente contrassegnato come armeno etnico (non Êzîdî) ed è riportato solo come portatore della tradizione musicale comune.
- Delimitazione geografica: diversi Êzîdî di rilievo (Hemoyê Shero, Nadia Murad, Abid Shamdeen, Mirza Dinnayi) provengono da Şingal/Iraq rispettivamente vivono in Germania e appartengono propriamente ad altre sezioni; sono qui menzionati solo come rimando, per evitare duplicazioni e attribuzioni errate.
- Documentazione scarsa (in particolare Iran, singole figure di Siria/Australia) viene apertamente dichiarata anziché colmata con speculazioni.
- Convenzioni: costantemente Êzîdî/Êzîden; Tawûsî Melek mai „diavolo"; rappresentazione neutra e rispettosa.
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