diaspora

Statistiche sulla popolazione Êzîdî e demografia della diaspora

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Aggiornamento: 2026-05-22 Metodologia: Convalida incrociata multipla tramite Wikipedia (DE+EN), UNHCR, IOM, EUAA, censimenti nazionali, ONG Êzîdî (Yazda, Free Yezidi Foundation, Yezidis International, ZÊD), fonti accademiche (Allison, Kreyenbroek, Açıkyıldız, Kızılhan, Omarkhali)

Questo articolo documenta la popolazione Êzîdî di tutti i Paesi con una comunità rilevante. I movimenti migratori storici sono trattati nell’articolo [Migrationsrouten].

Scala di affidabilità (Trust) 1-10 (per ciascun Paese separatamente):

  • 10 = Censimento negli ultimi 5 anni, verificato dall’ONU, confermato più volte in modo indipendente
  • 8-9 = Censimento ufficiale di almeno 10 anni fa, oppure dati UNHCR/IOM 2023-2025
  • 6-7 = Stima di una ONG con metodologia, fonte accademica, o stima delle autorità
  • 4-5 = Stima della comunità senza metodologia chiara, singola fonte giornalistica
  • 1-3 = Supposizione, voce non verificabile, non riproducibile

IMPORTANTE: I dati sulla popolazione Êzîdî sono notoriamente incerti. Motivi:

  1. In Iran/Turchia/Siria gli êzîden vengono spesso registrati nei censimenti come «musulmani» o «curdi»
  2. In Germania/Svezia/USA gli êzîden non vengono rilevati come gruppo etnico a sé (la statistica religiosa non è nettamente distinta)
  3. I dati delle ONG sono sistematicamente più alti di quelli delle statistiche ufficiali (fattore 2-5×)
  4. La migrazione successiva al genocidio del 2014 ha reso obsolete tutte le stime precedenti

Indice

  1. Cifra totale globale
  2. Iraq, Patria, Sinjar/Sheikhan
  3. Siria, Afrin/Hasaka
  4. Turchia, Mardin/Şanlıurfa
  5. Iran, Azerbaigian occidentale/Urmia
  6. Armenia, Aparan/Alagyaz/Aknalich
  7. Georgia, Tbilisi
  8. Russia, Krasnodar/Stavropol/Mosca
  9. Azerbaigian
  10. Kazakistan
  11. Ucraina
  12. Germania, la più grande diaspora al mondo
  13. Svezia
  14. Francia
  15. Belgio
  16. Paesi Bassi
  17. Norvegia
  18. Danimarca
  19. Svizzera
  20. Austria
  21. Regno Unito
  22. Italia
  23. Spagna
  24. Grecia
  25. USA, Lincoln/Nebraska
  26. Canada, Toronto/Winnipeg/London/Calgary
  27. Australia, NSW/Armidale
  28. Brasile / Argentina / Messico
  29. Israele
  30. Giappone
  31. Tabella riepilogativa globale
  32. Panoramica dei santuari
  33. Indice delle fonti

1. Cifra totale globale

Fonte Anno Cifra Trust
Wikipedia EN (censimenti naz. aggregati) 2024 700.000–1.500.000 7
Yezidis International / yezidisinternational.org 2024 ~1.000.000 6
Eziin (eziin.org/eng/about-the-yezidis-diaspora) 2023 ~1.500.000 (con cifre max. delle ONG) 5
BBC / Britannica 2014–2024 (intervallo) 700.000–800.000 7
Free Yezidi Foundation 2024 ~1.000.000 6

Stima di consenso 2024-2026: ~1.000.000 di êzîden nel mondo, di cui

  • ~500.000 in Iraq (patria)
  • ~250.000 in Germania (la più grande diaspora)
  • ~30.000 in Armenia
  • il resto distribuito in almeno 30 Paesi

Stima pre-genocidio (2013): Prima dell’agosto 2014, ~800.000 êzîden, di cui ~550.000 in Iraq. Il 71 % della popolazione êzîdî globale è stato sfollato nel 2014-2015 dall’ISIS (fonte: ONU, rapporto OHCHR 2016).


2. Iraq 🇮🇶

2.1 Stima attuale 2024-2026

  • Pre-genocidio (2013): 500.000–700.000 (Yazda, Kreyenbroek)
  • Rimasti in Iraq nel 2024: ~400.000–500.000 (inclusi gli sfollati interni/IDP)
  • IDP nei campi del Kurdistan (2024): ~150.000–190.000 (UN-OCHA, IOM-DTM)
  • Rimpatriati a Sinjar entro metà 2024: 128.538 (tasso di rientro del 43 %)
  • Ancora in stato di sfollamento (Sinjar): 37.188 (dic. 2023)
  • Trust: 8 (più agenzie ONU, i rapporti IOM-DTM convergono)

2.2 Sviluppo storico

Anno Popolazione Iraq Fonte
ca. 1900 ~100.000 (stimato, prima del massacro del 1892) Açıkyıldız 2010
1950 ~150.000 Kreyenbroek 1995
1977 (censimento Iraq) ca. 70.000 registrati come «Êzîdî» (la politica baathista classificava forzatamente gli êzîden come «arabi») Iraqi Census Board
2000 400.000–500.000 Stima UNHCR
2014 (prima del 3 agosto) 550.000 Yazda
2024 ~400.000 (compresi gli IDP) IOM-DTM Iraq 2024
2026 380.000–420.000 (stimato, emigrazione continua) Free Yezidi Foundation

2.3 Principali città/regioni di insediamento

Regione Pre-2014 Oggi 2024
Sinjar (Şingal) ~300.000 ~130.000 (rimpatriati + rimasti)
Sheikhan (Şêxan) ~80.000 ~80.000 (in gran parte stabile, meno colpito dall’ISIS)
Ba’şiqa e Behzanî ~25.000 (villaggi gemelli a 50 km a sud di Lalîş) ~10.000 (in parte distrutti)
Lalîş/Ain Sifni ~5.000 ~5.000 (centro di pellegrinaggio)
Erbil (KRG) ~10.000 ~15.000 (migrazione urbana)
Dohuk + campi di Khanke minimo ~120.000 IDP nei campi

2.4 Stato giuridico

  • La Costituzione irachena del 1925 riconosceva formalmente gli êzîden come minoranza (libertà religiosa, amministrazione propria).
  • Regime baathista (1968-2003): arabizzazione forzata; l’êzîdismo come religione indipendente venne negato; classificazione come «curdi arabi».
  • Costituzione post-2003 (Art. 2): garantisce «il libero esercizio della religione per cristiani, êzîden, sabei-mandei»; l’êzîdismo è esplicitamente riconosciuto.
  • Genocidio del 2014: riconosciuto come genocidio dal Parlamento iracheno nel 2021; la Yazidi Female Survivors Law (marzo 2021) garantisce risarcimento e riconoscimento alle donne sopravvissute.
  • Stato nel KRG: gli êzîden godono di pieni diritti civili nella Regione del Kurdistan; hanno un proprio rappresentante nel Parlamento del KRG.
  • Libertà religiosa: elevata nei territori del KRG; a Sinjar ancora instabile a causa dei conflitti PKK/PMF.

2.5 Principali organizzazioni

2.6 Templi/Santuari

  • Lalîş (Laleş): il santuario più sacro, una valle nelle pianure di Ninive, Tomba di Şêx Adî ibn Musafir (XII sec.); nella lista provvisoria UNESCO dal 2011. Ogni êzîdî dovrebbe compiere un pellegrinaggio almeno una volta nella vita (pellegrinaggio di 6 giorni Çejna Cemayî in ottobre).
  • Mausoleo di Şêx Adî (edificio principale di Lalîş, XII sec.), struttura con tetto a forma conica, modello per tutti i templi êzîdî nel mondo.
  • 22 mausolei di Ba’şiqa/Behzanî: distrutti dall’ISIS nel 2014, ricostruzione a partire dal 2019.
  • Mausoleo di Melek Miran (Ba’şiqa): restaurato.
  • Santuario di Mam Reşan (Sinjar): sul monte Şingal.
  • Santuario di Şarfedîn (Sinjar): importante luogo di pellegrinaggio.

2.7 Fonti Iraq

  • IOM Iraq Displacement Tracking Matrix (DTM), Master List Sinjar 2024 → iraqdtm.iom.int [Trust 10]
  • ReliefWeb: «Progress Toward Durable Solutions in Iraq: Sinjar District (June 2024)» [Trust 9]
  • UN-Habitat: «Emerging Land Tenure Issues among Displaced Yazidis from Sinjar» [Trust 9]
  • Atlantic Council: «An open wound, a fading light» (ago. 2025, 11° anniversario) [Trust 7]
  • EUAA Country Guidance Iraq 2024 → euaa.europa.eu/country-guidance-iraq-2024/3102-yazidis [Trust 9]
  • Yazidis in Iraq, Wikipedia EN (al 2025) [Trust 6]

3. Siria 🇸🇾

3.1 Stima attuale 2024-2026

  • Oggi (post-2018): 10.000–15.000 (Wikipedia EN); l’Amministrazione Autonoma NES indica 15.000.
  • Pre-2018 nella sola Afrin: 25.000 in 22 villaggi
  • Dopo l’operazione turca Ramo d’Ulivo (gen.-mar. 2018): solo ~5.000 rimasti ad Afrin.
  • Hasaka (Cizîrê): ~3.000–4.000 nella regione di Qamişlî/Hasaka
  • Trust: 6 (dati dell’Autoamministrazione NES + stima accademica Açıkyıldız)

3.2 Sviluppo storico

Anno Êzîden in Siria Fonte
1950 ~80.000 (prima del censimento del 1962) Açıkyıldız
1962 (censimento siriano) Êzîden + molti curdi classificati come apolidi Studio Hassan
1980 (inizio dell’emigrazione) ~50.000 Kreyenbroek
2010 (prima della guerra civile) ~12.000–15.000 UN OCHA
2018 (pre-invasione di Afrin) ~50.000 (con Afrin) Autoamministrazione NES
2024 ~10.000–15.000 Kurdistan24 / Wikipedia

3.3 Principali città/regioni di insediamento

  • Afrin (Çiyayê Kurmênc): prima del 2018: 25.000, oggi ~5.000. Centro degli êzîden in Siria.
  • Qamişlî (Qamişlo): provincia di Hasaka, ~2.000
  • Sere Kaniyê (Ras al-Ain): spopolata dopo l’operazione turca Sorgente di Pace (ott. 2019)
  • Città di Hasaka: ~1.500

3.4 Ondate migratorie

  • 1962: il censimento siriano priva ~120.000 curdi + êzîden della cittadinanza → êzîden apolidi (Ajanib/Maktoumin).
  • Anni '80: emigrazione di massa a causa dell’assimilazione forzata, dell’arabizzazione baathista; destinazione principale la Germania.
  • 2011+ (guerra civile): fuga principalmente verso DE/SE/NL.
  • Gennaio 2018: operazione turca Ramo d’Ulivo ad Afrin → distruzione di 22 villaggi êzîdî, profanazione di santuari êzîdî, ~20.000 fuggono nei campi di Aleppo (Tel Refaat, Shahba).
  • Ottobre 2019: operazione Sorgente di Pace → svuotamento dei villaggi êzîdî presso Sere Kaniyê.

3.5 Stato giuridico

  • Siria (regime di Assad): gli êzîden non sono ufficialmente riconosciuti come religione a sé; sulla carta d’identità figurava «musulmano» oppure il campo era vuoto.
  • AANES (autoamministrazione del Rojava): dal 2014 gli êzîden sono una religione con pari diritti + istituzione di un consiglio delle donne êzîdî.
  • Afrin occupata dalla Turchia (dal 2018): di fatto nessuna libertà religiosa; profanazioni segnalate e pressioni alla conversione.
  • Stato della libertà religiosa: AANES = elevato; zona turca = molto basso.

3.6 Principali organizzazioni

  • Casa Êzîdî di Cizîrê (Mala Êzîdî, Qamişlî), fondata ca. 2014
  • Consiglio delle donne êzîdî (Rojava)
  • Mala Êzîdiyan ad Afrin (attiva prima del 2018)

3.7 Templi/Santuari

  • Santuario di Şêx Adî a Qastel Cindo (Afrin): danneggiato nel 2018 dalle truppe turche/SNA
  • Santuario di Berberî (Afrin)
  • Santuario di Şêx Hemîd (Hasaka)

3.8 Fonti Siria

  • Wikipedia EN “Yazidism in Syria” [Trust 6]
  • Kurdistan24: “Experts warn that Syria’s Yezidi minority is close to extinction” [Trust 6]
  • EUAA Country Guidance Syria 2023 → euaa.europa.eu [Trust 9]
  • Syrians for Truth and Justice: “Yazidis in Syria: Decades of Denial” [Trust 7]
  • The Kurdish Center for Studies: “Afrin’s Yazidis: An Ancient Culture Edges Toward the Precipice” [Trust 6]

4. Turchia 🇹🇷

4.1 Stima attuale 2024-2026

  • Oggi: <500 nelle aree di insediamento originarie + 2.000-2.500 rifugiati êzîdî da Sinjar nel campo di Midyat
  • Trust: 7 (il Dipartimento di Stato USA + le ONG turche convergono)

4.2 Sviluppo storico

Anno Êzîden in Turchia Fonte
ca. 1900 ~300.000 (prima delle persecuzioni hamidiane + genocidio del 1915) Society for Threatened Peoples
1950 ~80.000 Açıkyıldız
anni '80 ~60.000 Wikipedia EN
1993 24.309 (studio Turan) Turan 1993
2000 (censimento) 423 (ufficialmente come dichiarazione religiosa) Censimento turco
2003 ~5.000 Dip. di Stato USA
2010 <2.000 Çelebi
2019 <1.000 US Federal
2024 <500 residenti storici + 2.000 rifugiati da Sinjar varie fonti

4.3 Principali città/regioni di insediamento

  • Mardin (provincia), Midyat, Nusaybin
  • Batman (provincia), città di Batman, Beşiri
  • Şırnak (provincia), İdil
  • Diyarbakır (Amed): Sur, Bismil, Çınar
  • Şanlıurfa (Riha): Viranşehir
  • Midyat (Mardin): campo profughi di Sinjar con 2.000-2.500 êzîden

4.4 Ondate migratorie

  • 1915 (genocidio armeno): fuga di massa degli êzîden da Van/Kars/Bazîd verso la Transcaucasia (Armenia + Georgia). Prima grande formazione della diaspora êzîdî nell’Impero russo.
  • Anni '60 (lavoratori ospiti/Gastarbeiter): prima ondata verso la Germania. Molti êzîden da Mardin/Batman emigrarono come lavoratori ospiti; mete preferite Celle (Telefunken dal 1966), poi Hannover/Bielefeld.
  • Post-1980 (golpe militare in Turchia): seconda ondata verso la Germania. Persecuzione politica + religiosa sotto il generale Evren.
  • Anni '90: ondata di richieste d’asilo (la sentenza della Corte costituzionale federale del 30.06.1992 riconobbe gli êzîden come perseguitati in quanto gruppo).
  • 2014+: rifugiati di Sinjar dall’Iraq (~16.000 nell’agosto 2014 in Turchia secondo le autorità turche), la maggior parte proseguì verso DE/SE.

4.5 Stato giuridico

  • Costituzione turca: l’êzîdismo non è riconosciuto come religione a sé (è ufficialmente riconosciuto solo l’islam sunnita hanafita; accanto a esso tre «minoranze non musulmane» ai sensi di Losanna 1923: greco-ortodossi, armeni, ebrei, gli êzîden NON sono menzionati).
  • Stato dagli anni 2010: di fatto tollerati; non più persecuzione statale (a differenza che fino agli anni '90), ma neppure riconoscimento.
  • Stato della libertà religiosa: basso-medio; vedi US-State Religious Freedom Report Turchia 2023.

4.6 Principali organizzazioni

  • Êzîdî Vakfı (Türkiye): piccola rappresentanza a Istanbul
  • Êzdiyatî Kültür Derneği (piccole associazioni locali a Diyarbakır + Batman)

4.7 Templi/Santuari (storici)

  • Santuario di Şêx Mehemed (Bacîn, provincia di Diyarbakır): storico, oggi quasi non visitato
  • Santuario di Mam Reşan (Tur Abdîn, Mardin): oltre a quello omonimo a Sinjar
  • Mal-i Êzîdîyan nei villaggi di Midyat: in gran parte abbandonati, alcuni restaurati dopo il 2010

4.8 Fonti Turchia

  • Wikipedia EN “Yazidism in Turkey” [Trust 6]
  • Botan Times: “What does it mean to be Yezidi in Turkey?” [Trust 5]
  • Çelebi, “Yezidis: An Ethno-Religious Group in Turkey” academia.edu [Trust 8]
  • Rapporti sulla Turchia della Society for Threatened Peoples [Trust 7]

5. Iran 🇮🇷

5.1 Stima attuale 2024-2026

  • Oggi: <5.000 (molto incerto; presumibilmente 2.000-5.000)
  • Trust: 4 (nessun dato censuario ufficiale; l’Encyclopaedia Iranica parla di «piccoli gruppi»)

5.2 Sviluppo storico

Anno Êzîden in Iran Fonte
ca. 1850 ~10.000 nell’Azerbaigian occidentale + regione di Khoy Encyclopaedia Iranica
1900 ~5.000 iranicaonline.org
2002 (Russia+Georgia+Iran combinati) ~31.000 Wikipedia EN
2024 <5.000 Stima Brill “Yazidism”

5.3 Principali città/regioni di insediamento

  • Urmia (Orumiyeh, provincia dell’Azerbaigian occidentale): storicamente importante (visitata nel 1846 da un missionario)
  • Regione di Khoy: storica
  • Tabriz: diaspora
  • Maku, Salmas: piccole comunità

5.4 Ondate migratorie

  • XIX sec.: guerre russo-persiane e russo-ottomane → fuga verso l’Armenia russa.
  • 1915-1918: pochi êzîden dall’Azerbaigian iraniano fuggirono in Armenia durante gli sconvolgimenti della Prima guerra mondiale.
  • 1979 (rivoluzione islamica): gli êzîden furono di fatto spinti alla conversione o all’emigrazione; la maggior parte andò in Armenia/Russia.

5.5 Stato giuridico

  • Costituzione iraniana (Art. 13): minoranze riconosciute = zoroastriani, ebrei, cristiani. Gli êzîden NON sono riconosciuti.
  • Gli êzîden devono registrarsi ufficialmente come musulmani o come una delle religioni riconosciute.
  • Stato della libertà religiosa: molto basso.

5.6 Principali organizzazioni

  • Nessuna organizzazione êzîdî ufficiale è ammessa in Iran
  • I gruppi della diaspora provenienti dall’Iran si organizzano in Armenia/Russia/Germania

5.7 Templi/Santuari

  • Nessun santuario êzîdî attivo noto in Iran oggi
  • Siti storici nella regione di Khoy e a Salmas (menzionati da Açıkyıldız)

5.8 Fonti Iran

  • Encyclopaedia Iranica “YAZIDIS i. GENERAL” → iranicaonline.org [Trust 9]
  • Encyclopedia.com “Yezidis” [Trust 6]
  • Wikipedia EN “Yazidism in Iran” [Trust 5]

6. Armenia 🇦🇲

6.1 Stima attuale 2024-2026

  • Censimento 2022: 31.079 êzîden (ufficiale)
  • Stima delle ONG 2024: 35.000-40.000 (Yezidi National Union di Aziz Tamoyan)
  • Trust: 9 (censimento ufficiale + verifica incrociata delle ONG)

6.2 Evoluzione storica

Anno Êzîden in Armenia Fonte
1828 prima ondata dopo le guerre russo-persiane + russo-turche del 1828-29 Pizzoferrato
1877-78 seconda ondata dopo la guerra russo-turca, da Ayntap armeniantraveldirectory.com
1915-18 terza ondata, la più grande: fuga dal genocidio armeno + persecuzione degli êzîden Allison 2011
1926 (censimento sovietico) ~12.000 statistica sovietica
1939 ~20.000 statistica sovietica
1989 (ultimo censimento sovietico) 52.700 statistica sovietica
2001 (1° censimento armeno) 40.620 Statistical Service of Armenia
2011 35.272 Armstat
2022 31.079 Armstat

Tendenza: calo costante dal 1989 dovuto all’emigrazione verso la Russia (per motivi economici) + la Germania (post-2014). Gli êzîden restano comunque la più grande minoranza etnica dell’Armenia.

6.3 Principali città/regioni di insediamento

  • Provincia di Armavir: 17.665 (43,5 % di tutti gli êzîden dell’Armenia, Aknalich + Verin Artashat)
  • Provincia di Aragatsotn: 6.405 (15,8 %), Aparan, Alagyaz, Talin, Rya Taza
  • Città di Yerevan: 4.733 (11,6 %)
  • Verin Artashat: 4.270 (il più grande singolo villaggio êzîdî al mondo)
  • Aknalich: sede del Quba Mêrê Dîwanê

6.4 Ondate migratorie VERSO + ondate migratorie DALL’Armenia

  • 1828 (guerra russo-persiana): prima ondata; gli êzîden di Bazîd/Surmalu fuggono verso l’Armenia controllata dai russi. Vengono fondate Aparan/Talin. Il villaggio di Sipan (in precedenza Pampa Kurda) viene fondato nel 1828.
  • 1877-78 (guerra russo-turca): seconda ondata da Ayntap (Gaziantep). Si stabiliscono a Tekor (Kars), Surmalu, Aparan, Etchmiadzin, Armavir, Ashtarak.
  • 1915-1918 (Prima guerra mondiale + genocidio armeno ed êzîdî): terza e più grande ondata da Van, Kars, Bazîd. Gli êzîden fuggirono insieme agli armeni.
  • 1991+ (post-crollo sovietico): emigrazione verso la Russia (Krasnodar, Stavropol) + la Germania a causa della crisi economica armena.
  • 2014+ (solidarietà per il genocidio di Sinjar): l’Armenia accoglie alcuni profughi êzîdî dall’Iraq (numero molto piccolo, prevalentemente simbolico).

6.5 Status giuridico

  • Costituzione armena, art. 41: libertà religiosa garantita.
  • 2002: l’Armenia ha ratificato la Carta europea delle lingue regionali o minoritarie e vi elenca lo Yezidi/Êzdîkî come lingua separata (unico riconoscimento da parte di uno Stato membro dell’ONU).
  • Codice elettorale: garantisce una rappresentanza êzîdî nel Parlamento armeno (Assemblea nazionale).
  • Stato della libertà religiosa: elevato. L’Armenia è considerata uno degli Stati più favorevoli agli êzîden al mondo.

6.6 Principali organizzazioni

  • Yezidi National Union (YNU) di Aziz Tamoyan, fondata nel 1989, yezidiunion.am (rappresentava gli êzîden come etnia non curda)
  • Êzîdîxana ya Aparanê: fondata nel 1996, Aparan
  • Yezidi Center for Human Rights
  • Sezione Êzdîkî dell’Accademia armena delle scienze (Yerevan, dal 1959)
  • «Riya Teze» (giornale 1930-2003), oggi in parte con successori online
  • Ezdikhana (organizzazione socio-politica, Aparan) dal 1996

6.7 Templi/Santuari

  • Quba Mêrê Dîwanê (Aknalich, Armavir): il più grande tempio êzîdî al mondo, inaugurato a settembre 2019. Alto 25 m, 7 cupole, finanziato da Mirza Sloyan (un êzîde dalla Russia). Architetto Artak Ghulyan. 35 km a ovest di Yerevan. Comprende un seminario + un museo.
  • Ziarat (Aknalich): primo tempio êzîdî dell’Unione Sovietica/post-sovietico, inaugurato nel 2012, proprio accanto al Quba Mêrê Dîwanê
  • Santuari di Êlegez/Aragats: piccoli sacelli sul massiccio montuoso dell’Aragats

6.8 Fonti Armenia

  • Statistical Committee of Armenia Census 2022 → armstat.am [Trust 10]
  • Wikipedia EN «Yazidis in Armenia» [Trust 7]
  • Christine Allison (Exeter), «Construction of Kurdish and Yezidi Identities…» 2011 [Trust 9]
  • Anthony Pizzoferrato, «Yazidi Community of Armenia» [Trust 6]
  • Armeniapedia «Yezidis» + «Kurds» [Trust 6]
  • Al Jazeera «Inside the world’s biggest Yazidi temple in Armenia» 2019 [Trust 7]
  • Hetq «Yezidi School Kids in Armenia» [Trust 7]

7. Georgia 🇬🇪

7.1 Stima attuale 2024-2026

  • Censimento 2014: 12.174 êzîden (ufficiale, 0,3 % della pop.)
  • Stima delle ONG 2024: 15.000-20.000 (concentrati a Tbilisi)
  • Trust: 8 (censimento ufficiale + stima accademica)

7.2 Evoluzione storica

Anno Êzîden in Georgia Fonte
1919 registrazione del Yezidi National Council di Tbilisi archivio di Stato georgiano
1989 (censimento sovietico) 33.331 statistica sovietica
2002 18.329 Geostat
2014 12.174 (di cui 11.194 a Tbilisi = 92 %) Geostat
2024 (stima) 12.000-15.000 International Yezidi Theological Academy Tbilisi

Tendenza: calo drastico dal 1989 (-65 %) dovuto all’emigrazione verso la Russia + la Germania.

7.3 Principali città/regioni di insediamento

  • Tbilisi: ca. 92 % di tutti gli êzîden della Georgia, forte concentrazione nel 4° distretto (Marshall Gelovani Avenue)
  • Telavi (Kakheti), comunità più piccola
  • Distretto di Akhmeta: villaggi sparsi
  • Rustavi: piccola diaspora

7.4 Ondate migratorie VERSO + DALLA Georgia

  • 1828+ e 1877+: come l’Armenia (dall’Impero ottomano)
  • 1915-18: ondata principale, genocidio armeno
  • Anni '90 post-sovietici: emigrazione di massa verso la Germania (~20.000 in DE hanno origini georgiane) + Russia
  • 2014+: movimento di solidarietà molto piccolo con i profughi di Sinjar

7.5 Status giuridico

  • Costituzione georgiana: libertà religiosa garantita
  • 2009: l’êzîdismo registrato come organizzazione religiosa
  • «Sultan Ezid Temple» a Tbilisi inaugurato nel 2015, primo tempio êzîdî moderno in Georgia
  • Stato della libertà religiosa: medio-alto. Segnalazioni di discriminazioni sporadiche, ma nessuna pressione statale.

7.6 Principali organizzazioni

  • Yezidi National Council Tbilisi: registrato nel 1919, tuttora attivo
  • International Yezidi Theological Academy Tbilisi: fondata nel 2016, diretta da Pîr Dima; insegnamento in Kurmancî + russo (+ arabo facoltativo)
  • Yezidi Council of Georgia
  • Editore Lalîş di Tbilisi (libri in Êzdîkî)

7.7 Templi/Santuari

  • Sultan Ezid Temple (periferia di Tbilisi): inaugurato nel 2015, considerato il primo tempio êzîdî nella Transcaucasia dell’era post-sovietica
  • International Yezidi Theological Academy (annessa) dal 2016

7.8 Fonti Georgia

  • Geostat: 2014 Census Results → geostat.ge [Trust 10]
  • Wikipedia EN «Yazidism in Georgia» [Trust 6]
  • «Between Orthopraxy and Orthodoxy: International Yezidi Theological Academy in Tbilisi» (kulturnistudia.cz) 2022 [Trust 9]
  • Foreign Policy Centre «Religion and Forced Displacement in Georgia» [Trust 7]

8. Russia 🇷🇺

8.1 Stima attuale 2024-2026

  • Censimento 2010: 40.586 êzîden (ufficiale)
  • Censimento 2021: 26.257 (ufficiale, forte calo nell’autoidentificazione)
  • Stima delle ONG 2024: 80.000-200.000 (le organizzazioni êzîdî stimano cifre nettamente più alte; presumibilmente realistico ~80.000-100.000 con i migranti non registrati provenienti da Armenia/Georgia)
  • Trust: 6 (cifre ufficiali molto più basse di quelle delle ONG; complicazioni censuarie di natura politica)

8.2 Evoluzione storica

Anno Êzîden in Russia Fonte
Prima del 1991 minimo (Federazione Russa come parte sovietica) statistica sovietica
2002 31.273 censimento russo
2010 40.586 censimento russo
2021 26.257 censimento russo
2024 (ONG) 80.000-200.000 (stimati) Yezidism in Russia, Wikipedia

8.3 Principali città/regioni di insediamento

  • Krasnodar Krai: la maggiore concentrazione nel Caucaso settentrionale
  • Stavropol Krai: la seconda maggiore
  • Mosca: diaspora urbana
  • San Pietroburgo: incentrata sul piano accademico-culturale
  • Nizhny Novgorod: comunità importante
  • Yaroslavl, Novosibirsk, Tambov, Rostov sul Don: comunità più piccole

8.4 Ondate migratorie

  • 1991+: ondata principale dall’Armenia/Georgia dopo il crollo sovietico; di matrice economica
  • 2014+: ondate minori dall’Iraq (rare, la Russia non è destinazione primaria per i profughi di Sinjar)

8.5 Status giuridico

  • Federazione Russa: nel 2009 gli êzîden sono stati ufficialmente riconosciuti come comunità religiosa (Federal Service for Religious Affairs).
  • Gli êzîden possono registrarsi come religione o come etnia.
  • Stato della libertà religiosa: medio. Nessuna pressione statale; discriminazione sociale puntuale.

8.6 Principali organizzazioni

  • Lalish TV: emittente satellitare in Kurmancî da Mosca, fondata ad aprile 2016 (fondazione Mirza Sloyan)
  • Yezidi Religious Center Russia (Mosca)
  • Mirza Sloyan Foundation (finanziatore del Quba Mêrê Dîwanê in Armenia)
  • Eziin Russia: eziin.org

8.7 Templi/Santuari

  • Nessun grande tempio in Russia (gli êzîden continuano a recarsi in pellegrinaggio a Lalîş + Aknalich)
  • Cimiteri êzîdî a Krasnodar con orientamento tradizionale verso est

8.8 Fonti Russia

  • Wikipedia EN «Yazidism in Russia» [Trust 6]
  • Reconsidering Russia: «Who Are the Yazidis of the Former Soviet Space?» [Trust 7]
  • Russian Federal Census 2021 (Rosstat) [Trust 9]
  • Joshua Project Russia [Trust 5]

9. Azerbaigian 🇦🇿

9.1 Stima attuale

  • Oggi: ~500 (molto piccola, costituita principalmente da espulsi dall’Armenia durante il conflitto del Nagorno-Karabakh)
  • Trust: 4 (nessun dato ufficiale)

9.2 Cenni storici

  • Prima dell’epoca sovietica gli êzîden vivevano nell’attuale regione dell’Azerbaigian (steppe del Karabakh, Kalbacar)
  • Durante la guerra del Karabakh del 1992-94: êzîden espulsi dai territori occupati dagli armeni
  • Oggi piccola comunità a Baku, prevalentemente internazionalisti sovietici/matrimoni misti

9.3 Status giuridico

  • Libertà religiosa garantita costituzionalmente, limitata nella pratica
  • L’êzîdismo non ufficialmente registrato come religione a sé

9.4 Fonti

  • Wikipedia EN «Yazidis» (sezione Azerbaigian molto sintetica) [Trust 4]

10. Kazakistan 🇰🇿

10.1 Stima attuale

  • Oggi: ~500-1.000 (presumibilmente)
  • Trust: 3 (nessun dato separato; nel censimento kazako gli êzîden sono inglobati tra i «curdi»)

10.2 Cenni storici

  • Durante le deportazioni staliniane sovietiche (1937-44): êzîden della Transcaucasia in parte deportati in Kazakistan
  • Oggi piccola comunità, soprattutto ad Almaty + Astana
  • Il censimento kazako 2021 registra i «curdi» con ~46.000 unità, di cui gli êzîden sono una frazione

10.3 Fonti

  • Joshua Project Kazakhstan [Trust 4]
  • Ethnic groups in Kazakhstan, Wikipedia [Trust 5]

11. Ucraina 🇺🇦

11.1 Stima attuale

  • Prima del 2022: ~2.000-5.000 (soprattutto Charkiv, Odessa, Kiev)
  • Post-2022 (guerra): la maggioranza fuggita verso DE/PL
  • Trust: 3 (pochissimi dati)

11.2 Cenni storici

  • Gli êzîden arrivarono soprattutto dopo il 1991 dall’Armenia/Georgia
  • L’Università di Charkiv era un punto di riferimento per gli studenti êzîdî

12. Germania 🇩🇪: LA PIÙ GRANDE DIASPORA AL MONDO

12.1 Stima attuale 2024-2026

  • Consiglio Centrale degli Êzîden in Germania (ZÊD) 2024: ~250.000 (anche nei media)
  • Politologo Irfan Ortac 2022: 200.000
  • Stima conservativa REMID: ~100.000
  • Stima di consenso 2024-2026: 200.000-250.000
  • Trust: 8 (più fonti delle ONG + riconoscimento del Bundestag 2023 + studi accademici)

12.2 Evoluzione storica

Anno Êzîden in DE Fonte
Prima del 1960 0-100 (singoli studenti) Wießner
1964 prima ondata di lavoratori ospiti (Turchia) documentazione sull’accordo di reclutamento
1980 ~5.000 perizia di Wießner
1992 ~20.000 (dopo il riconoscimento del diritto d’asilo da parte della Corte costituzionale federale) Schnoor NRW
2000 ~40.000 predecessore del ZÊD
2014 (prima di Sinjar) ~80.000-120.000 Tagay 2014
2015-2019 +75.000 profughi da Sinjar BAMF
2024 200.000-250.000 ZÊD + Bundestag

12.3 Principali città di insediamento (con stime ove possibile)

Città/Regione Stima êzîden Note
Hannover ~30.000-40.000 maggiore concentrazione, Accademia Êzîdî, cimitero di Lahe (200+ tombe êzîdî)
Celle ~15.000-20.000 comunità più antica (stabilimento Telefunken 1966); la più grande in rapporto alla popolazione cittadina
Bielefeld ~10.000 luogo di fondazione del ZÊD nel 2017; cimitero di Senne
Oldenburg ~8.000 sezione cimiteriale êzîdî dal 1994
Brema ~5.000 casa della cultura
Bad Oeynhausen ~3.000 cluster NRW
Pforzheim ~2.000 cluster BW
Francoforte sul Meno ~3.000 cluster assiano
Berlino ~5.000 in crescita dopo il 2014
Colonia ~3.000 NRW
Kleve, Rees, Emmerich am Rhein, Kalkar 1.000-2.000 ciascuna cluster del Basso Reno (NRW)
Wilhelmshaven, Bad Zwischenahn 1.000-2.000 ciascuna Bassa Sassonia
Gießen ~2.000 assiano
Meclemburgo-Pomerania anteriore in crescita assegnazioni dopo il 2014

Distribuzione regionale: la Bassa Sassonia meridionale + la Renania Settentrionale-Vestfalia settentrionale = ~70 % di tutti gli êzîden in DE.

12.4 Ondate migratorie

  1. 1964-1973 (ondata di lavoratori ospiti): accordo di reclutamento con la Turchia. Giovani êzîden di Mardin/Batman/Tur Abdîn come «lavoratori ospiti turchi». Celle (Telefunken 1966), poi Hannover, Bielefeld, Colonia.
  2. 1973-1980 (ricongiungimento familiare): dopo lo stop al reclutamento del 1973. Donne + bambini seguono.
  3. 1980-1992 (ondata di asilo dalla Turchia): dopo il colpo di Stato militare turco del 1980. La sentenza della Corte costituzionale federale del 30.06.1992 riconosce gli êzîden come «perseguitati in quanto gruppo».
  4. 1980-1990 (ondata siriana): êzîden da Afrin + Hasaka (apolidi dal censimento del 1962).
  5. 1991-2000 (ondata post-sovietica): êzîden da Armenia/Georgia/Russia/Ucraina.
  6. 2003-2010 (ondata irachena): êzîden da Sheikhan/Sinjar dopo la seconda guerra del Golfo + gli attentati di Qahtaniyah del 2007.
  7. 2014-2019 (ondata del genocidio di Sinjar): ~75.000 êzîden da Sinjar via Turchia → Grecia → rotta balcanica → DE. «Contingente speciale NRW» + contingente federale per le donne sopravvissute dal 2015 (avviato da Jan İlhan Kızılhan, Düzen Tekkal).
  8. 2020-2024 (migrazione secondaria): afflusso continuo dai campi iracheni (Khanke, Sharya) nonché dopo il venir meno della sicurezza garantita dal PKK a Sinjar nel 2020.

12.5 Status giuridico

  • 30.06.1992: la Corte costituzionale federale riconosce gli êzîden della Turchia come comunità religiosa perseguitata in quanto gruppo (rif. 2 BvR 1968/91).
  • 1993: l’OVG di Lüneburg conferma per la Bassa Sassonia.
  • 19.01.2023: il Bundestag riconosce formalmente come genocidio quello dell’ISIS ai danni degli êzîden nel 2014.
  • 2024+: richiesta di riconoscimento come religione nelle scuole (KMK + Länder).
  • Cittadinanza: la maggior parte possiede il passaporto tedesco (naturalizzazioni a partire dagli anni '90).
  • Stato della libertà religiosa: molto elevato. Campi cimiteriali consolidati, vita comunitaria, insegnamento religioso nelle scuole previsto.

12.6 Principali organizzazioni (con URL)

  • Consiglio Centrale degli Êzîden in Germania (ZÊD): https://zentralrat-eziden.com, fondato il 29.01.2017 a Bielefeld, sede a Lollar
  • Federazione delle Associazioni Êzîdî in Germania: la più grande, con oltre 15 associazioni aderenti
  • Accademia Êzîdî (EA): Hannover, fondata nel 2009 (predecessore: Ezidisches Colloquium)
  • Società degli Accademici Êzîdî (GEA): Essen, fondata nel 2012 (la più grande associazione di accademici êzîdî al mondo)
  • Società per la Cooperazione Cristiano-Êzîdî nella Scienza e nella Ricerca: fondata nel 2011
  • Êzîdî-Zentrum Im Ausland e.V. (EZIA): Hannover, contatto Sheikh Ismet Barimou
  • Yezidi Studies Center: yezidistudiescenter.org
  • Háwar.help: fondazione di Düzen Tekkal
  • Hêza Parastina Şingal (HPŞ): Qasim Şeşo, autodifesa militare
  • Êzîdînnenrat (Consiglio delle donne)
  • Riviste/media: «Dengê Êzîdiyan», «Roj», «Lalîş», «Qandîl»

12.7 Templi/Santuari

  • Nessun tempio «classico» di Lalîş in Germania, ma:
  • Centri comunitari con carattere religioso:
  • Hannover (Accademia Êzîdî + EZIA)
  • Celle Mala Êzîdî
  • Bielefeld ZÊD
  • Sala comunitaria di Oldenburg
  • Campi cimiteriali êzîdî con orientamento tradizionale verso est + simbolo solare:
  • Wesel (cimitero nuovo): primo campo êzîdî in DE nel 1990
  • Hannover-Lahe (~200 tombe, il più grande)
  • Emmerich am Rhein (1990)
  • Cimitero di Senne a Bielefeld (1994)
  • Cimitero parco di Oldenburg-Kreyenbrück (1994)
  • Cimitero principale di Bochum
  • Goch (Greversweg)
  • Herford (Ewiger Frieden, 2019)
  • Cimitero sud di Minden

12.8 Fonti Germania

  • Consiglio Centrale degli Êzîden in Germania → zentralrat-eziden.com [Trust 8]
  • Wikipedia DE «Jesiden in Deutschland» [Trust 8]
  • ProAsyl: «The Yazidis: There Is No Going Back to the Time Before the Genocide» 2024 [Trust 8]
  • Yezidi Studies Center Hannover, conferenza 2025 → yezidistudiescenter.org [Trust 8]
  • Risoluzione del Bundestag del 19.01.2023 [Trust 10]
  • Cambridge Nationalities Papers «Selective Humanitarianism in Asylum Policies: Yezidi Refugees in Germany and France» [Trust 9]
  • ResearchGate «Growing Public Visibility of Yezidis in Germany» 2024 [Trust 8]

13. Svezia 🇸🇪

13.1 Stima attuale

  • 2024: ~10.000 (Wikipedia EN), Yazda indica 6.000 (2018)
  • Consenso 2024: 8.000-12.000
  • Trust: 6

13.2 Evoluzione storica

  • Prima del 2000: minima
  • 2000-2010: piccola ondata di profughi êzîdî dalla Turchia + Siria
  • 2014-2019: principale incremento dovuto ai profughi del genocidio di Sinjar (~5.000 in questa fase)

13.3 Principali città di insediamento

  • Göteborg: comunità più grande
  • Stoccolma
  • Södertälje: cluster assiro-êzîdî
  • Örebro, Malmö: gruppi più piccoli

13.4 Status giuridico

  • Piena libertà religiosa
  • Nel 2024 la Svezia ha aperto i primi processi contro l’ISIS con partecipazione di vittime êzîdî
  • Stato della libertà religiosa: molto elevato

13.5 Principali organizzazioni

  • Yezidi Riksförbundet i Sverige (Federazione nazionale svedese degli Êzîden)
  • Sveriges Yezidiska Riksförbund Göteborg

13.6 Fonti

  • Wikipedia EN «Yazidis», sezione Svezia [Trust 6]
  • AIDA Country Report Sweden 2024 [Trust 8]
  • UNHCR Sweden Fact Sheet 2024 [Trust 9]

14. Francia 🇫🇷

14.1 Stima attuale

  • Association des Yezidis de France 2024: ~10.000
  • Wikipedia EN: 10.000 (2018)
  • Trust: 6

14.2 Cenni storici

  • Piccole comunità êzîdî dagli anni '90
  • 2014+ ondata di Sinjar (cifra inferiore alla Germania)
  • La Francia avvia nel 2025 i primi processi contro l’ISIS con partecipazione di vittime êzîdî

14.3 Principali città di insediamento

  • Regione di Parigi (Île-de-France)
  • Tolosa, Lione, Marsiglia: cluster più piccoli

14.4 Status giuridico

  • Libertà religiosa garantita (laïcité)
  • La Francia ha riconosciuto il genocidio êzîdî nel 2016

14.5 Principali organizzazioni

  • Association des Yezidis de France (AYF) Parigi
  • Mouvement pour la Sauvegarde du Peuple Yézidi

14.6 Fonti

  • Cambridge Nationalities Papers (vedi Germania) [Trust 9]
  • AYF [Trust 5]

15. Belgio 🇧🇪

15.1 Stima attuale

  • 2018 (Wikipedia EN): ~35.000
  • Altre fonti 2024: 2.000-5.000 (nettamente inferiore)
  • Consenso: presumibilmente 5.000-15.000 (ampia dispersione tra le fonti)
  • Trust: 4-5

15.2 Principali città di insediamento

  • Bruxelles
  • Anversa
  • Liegi (Liège)

15.3 Status giuridico

  • Libertà religiosa garantita
  • Belgio + Paesi Bassi hanno una Joint Investigation Team contro i crimini dell’ISIS sugli êzîden (tramite Eurojust)

15.4 Fonti

  • Wikipedia EN [Trust 5]
  • Comunicato di Eurojust Belgio+Paesi Bassi [Trust 9]

16. Paesi Bassi 🇳🇱

16.1 Stima attuale

  • 2024: ~3.000-5.000
  • Trust: 5

16.2 Principali città di insediamento

  • Amsterdam, Rotterdam, L’Aia, Utrecht

16.3 Ondate migratorie

  • Anni '80-'90: dalla Turchia
  • 2014+: ondata di Sinjar (la Free Yezidi Foundation di Pari Ibrahim ha sede nei Paesi Bassi)

16.4 Status giuridico

  • Piena libertà religiosa
  • I Paesi Bassi hanno aperto nel 2024 i primi processi contro l’ISIS con partecipazione êzîdî

16.5 Principali organizzazioni

  • Free Yezidi Foundation: freeyezidi.org (Pari Ibrahim)
  • Stichting Ezidi Nederland

17. Norvegia 🇳🇴

17.1 Stima attuale

  • 2024: ~2.000
  • Trust: 4

17.2 Principali città di insediamento

  • Oslo, Sandefjord

17.3 Ondate migratorie

  • 2014+ ondata di Sinjar dominante; la Norvegia ha accolto in modo mirato le donne sopravvissute

18. Danimarca 🇩🇰

18.1 Stima attuale

  • 2024: ~500-1.000
  • Trust: 4

18.2 Principali città di insediamento

  • Copenaghen, Aarhus

19. Svizzera 🇨🇭

19.1 Stima attuale

  • 2024: ~3.000 (stimati, nessun dato ufficiale, la CH non rileva l’identità etnica/religiosa nel censimento)
  • Trust: 3-4

19.2 Principali città di insediamento

  • Zurigo, Argovia, Berna, Basilea: cluster più piccoli

19.3 Status giuridico

  • Libertà religiosa garantita
  • Nel 2024 è in corso una richiesta al governo svizzero per il riconoscimento del genocidio

19.4 Principali organizzazioni

  • Associazione culturale êzîdî della Svizzera (piccole associazioni per cantone)

20. Austria 🇦🇹

20.1 Stima attuale

  • 2024: ~5.000
  • Trust: 4

20.2 Principali città di insediamento

  • Vienna, Linz, Graz

20.3 Principali organizzazioni

  • Associazione culturale êzîdî dell’Austria (Vienna)
  • Accademia Êzîdî di Vienna (Università di Vienna, Istituto di Iranistica, Celîlê Celîl ha pubblicato qui)

21. Regno Unito 🇬🇧

21.1 Stima attuale

  • 2024: ~500-2.000
  • Trust: 4

21.2 Principali città di insediamento

  • Londra, Manchester, Birmingham

21.3 Accademici / personalità importanti

  • Khanna Omarkhali (SOAS, Londra), ricercatrice di spicco sull’êzîdismo
  • Christine Allison (Exeter), ricerca sull’identità êzîdî
  • Philip Kreyenbroek (già Cambridge/Göttingen), pioniere degli studi sull’êzîdismo

22. Italia 🇮🇹

22.1 Stima attuale

  • 2024: ~200-500
  • Trust: 3

23. Spagna 🇪🇸

23.1 Stima attuale

  • 2024: ~500
  • Trust: 3

24. Grecia 🇬🇷

24.1 Stima attuale

  • 2024: ~1.000-3.000 (principale paese di transito per i profughi di Sinjar 2015-2017; molti finiti in campi come Moria, poi proseguiti verso la Germania)
  • Trust: 4

25. USA 🇺🇸

25.1 Stima attuale

  • 2017 Wikipedia EN: 10.000
  • Yazda 2024: 12.000-15.000
  • Sola Lincoln, Nebraska: ~3.000 (la più grande comunità êzîdî del Nord America)
  • Trust: 6

25.2 Principali città di insediamento

  • Lincoln, Nebraska: ~3.000 (la più grande!)
  • Omaha, Nebraska: complementare
  • Houston, TX: gruppo più piccolo
  • Phoenix, AZ: molto piccolo
  • Buffalo, NY: piccolo
  • Sacramento, CA: piccolo

25.3 Ondate migratorie (3 ondate a Lincoln)

  1. Metà anni '90 (prima guerra del Golfo): alcune centinaia di êzîden che avevano sostenuto l’esercito statunitense come interpreti/ausiliari.
  2. 2007-2014 (seconda guerra del Golfo / attentati di Qahtaniyah 2007): programma per i rifugiati dell’ONU. Lincoln fu la destinazione principale grazie alla comunità già esistente.
  3. 2014+ (genocidio di Sinjar): Special Immigrant Visa (SIV) + reinsediamento regolare UNHCR. Lincoln è cresciuta fino a 3.000.

25.4 Perché Lincoln, Nebraska?

  • Il programma dell’ONU per i rifugiati, dal 1992 in poi, scelse città statunitensi di medie dimensioni con basso costo della vita + organizzazioni di sostegno a base religiosa.
  • Catholic Social Services + Lutheran Family Services a Lincoln erano i principali enti gestori.
  • Effetto comunità: gli êzîden attirarono altri êzîden (reinsediamento per legami di parentela).
  • Il Lincoln Refugee Resettlement Office è così diventato la «capitale» degli êzîden americani.

25.5 Status giuridico

  • Piena libertà religiosa (1° Emendamento)
  • La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha riconosciuto nel 2016 i crimini dell’ISIS sugli êzîden come genocidio
  • Yazidi Survivors Bill 2019

25.6 Principali organizzazioni

  • Yazda, Yazidi Cultural Center Lincoln: 300 N. 27th Street, Lincoln, NE → yazda.org
  • Yezidis International: yezidisinternational.org (con sede a Houston)
  • Sinjar Academy

25.7 Templi/Santuari

  • Lo Yazidi Cultural Center Lincoln funge da centro comunitario/religioso (non un tempio classico di Lalîş)
  • Yazidi Cemetery Lincoln Wyuka: aperto dal 2014+

26. Canada 🇨🇦

26.1 Stima attuale

  • 2018: ~1.200 (ufficialmente nell’ambito del reinsediamento del governo Trudeau)
  • 2024: 3.000-5.000 (con ricongiungimento familiare + sponsorizzazione privata)
  • Trust: 7

26.2 Principali città di insediamento

  • Toronto, ON
  • Winnipeg, MB: prima ondata 2017
  • London, ON: cluster comunitario pre-2014
  • Calgary, AB

26.3 Ondate migratorie

  • Pre-2014: piccola comunità a Winnipeg + London
  • 2017: programma del governo Trudeau «Survivors of Daesh», 1.215 rifugiati GAR, di cui l’81 % êzîden
  • 2018-2024: ricongiungimento familiare

26.4 Status giuridico

  • La Camera dei Comuni ha riconosciuto nel 2016 i crimini dell’ISIS sugli êzîden come genocidio
  • Ricongiungimento familiare agevolato dal 2020

26.5 Principali organizzazioni

  • Yazidi Association of Manitoba (YAOM) Winnipeg
  • Yazidi Community Centre Toronto
  • JIAS, Jewish Immigrant Aid Services (Toronto, ha contribuito al reinsediamento degli êzîden) → jiastoronto.org
  • MANSO Manitoba

27. Australia 🇦🇺

27.1 Stima attuale

  • Censimento 2021: 4.123 con dichiarazione religiosa yazidi (ufficiale)
  • NSW Humanitarian Visa 2014-2024: 3.121 êzîden immigrati
  • 2024: ~5.000-6.000
  • Trust: 8 (censimento ufficiale + dati del NSW)

27.2 Principali città di insediamento

  • Armidale, NSW: sorprendente luogo principale di insediamento (città regionale, ~1.500 êzîden)
  • Sydney, NSW: più piccola
  • Wagga Wagga, Toowoomba: città secondarie
  • Coffs Harbour: più piccola

27.3 Ondate migratorie

  • 2014+: Special Humanitarian Programme (SHP) dopo il genocidio di Sinjar
  • Armidale Settlement Program: dal 2017 reinsediamento mirato in una città regionale per una migliore integrazione

27.4 Status giuridico

  • L’Australia ha riconosciuto nel 2024 i crimini dell’ISIS sugli êzîden come genocidio
  • Libertà religiosa garantita

27.5 Principali organizzazioni

  • Yazidi Australian Association Sydney
  • Yazda Australia (parte di Yazda Int.)

27.6 Fonti

  • ABS Census 2021 [Trust 10]
  • NSW Government Yazidi Community Mental Health Profile [Trust 9]
  • SBS News «How a regional Australian city became an unlikely home for hundreds of Yazidi refugees» [Trust 7]

28. America Latina 🇧🇷 🇲🇽 🇦🇷

28.1 Stime attuali

  • Brasile: ~50 (molto piccola, singoli rifugiati)
  • Messico: ~80
  • Argentina: ~30
  • Trust: 2 (molto frammentaria)

28.2 Note

  • L’America Latina accoglie pochissimi êzîden
  • Singole domande d’asilo, spesso come trampolino verso USA/Canada

29. Israele 🇮🇱

29.1 Stima attuale

  • 2024: ~10-50 (molto piccola)
  • Trust: 3

29.2 Note

  • Alcuni êzîden hanno cercato asilo in Israele dopo il 2014; il governo israeliano ha discusso un visto speciale, ma è stato attuato in misura minima
  • Simbolicamente importante: le organizzazioni della diaspora ebraica sostengono gli êzîden

30. Giappone 🇯🇵

30.1 Stima attuale

  • 2024: ~5-20 (diaspora di ricerca; singoli accademici êzîdî a Tokyo/Kyoto)
  • Trust: 2

31. Tabella riepilogativa globale

Rango Paese Êzîden 2024-2026 Trust Località principale
1 🇮🇶 Iraq 400.000-500.000 8 Sinjar, Sheikhan, Lalîş
2 🇩🇪 Germania 200.000-250.000 8 Hannover, Celle
3 🇷🇺 Russia 26.257 (censimento 2021; 2010: 40.586) o 80.000-200.000 (ONG) 6 Krasnodar
4 🇦🇲 Armenia 31.079 (censimento 2022) 9 Aparan, Aknalich
5 🇸🇾 Siria 10.000-15.000 6 Afrin (resto), Qamişlî
6 🇬🇪 Georgia 12.174 (censimento 2014) 8 Tbilisi
7 🇺🇸 USA 10.000-15.000 6 Lincoln NE
8 🇫🇷 Francia 10.000 6 Parigi
9 🇸🇪 Svezia 8.000-12.000 6 Göteborg
10 🇦🇹 Austria ~5.000 4 Vienna
11 🇨🇦 Canada 3.000-5.000 7 Toronto, Winnipeg
12 🇦🇺 Australia 5.000-6.000 8 Armidale NSW
13 🇮🇷 Iran <5.000 4 Urmia
14 🇧🇪 Belgio 5.000-15.000 (grande dispersione) 4 Bruxelles
15 🇳🇱 Paesi Bassi 3.000-5.000 5 Amsterdam
16 🇨🇭 Svizzera ~3.000 4 Zurigo
17 🇳🇴 Norvegia ~2.000 4 Oslo
18 🇬🇷 Grecia 1.000-3.000 4 Atene
19 🇹🇷 Turchia <500 (orig.) + 2.000 (profughi) 7 Mardin
20 🇩🇰 Danimarca 500-1.000 4 Copenaghen
21 🇬🇧 UK 500-2.000 4 Londra
22 🇪🇸 Spagna ~500 3 Madrid
23 🇰🇿 Kazakistan 500-1.000 3 Almaty
24 🇦🇿 Azerbaigian ~500 4 Baku
25 🇺🇦 Ucraina <2.000 (post-2022) 3 Charkiv
26 🇮🇹 Italia 200-500 3 Roma, Milano
27 🇲🇽 Messico ~80 2 Città del Messico
28 🇧🇷 Brasile ~50 2 San Paolo
29 🇦🇷 Argentina ~30 2 Buenos Aires
30 🇮🇱 Israele 10-50 3 Tel Aviv
31 🇯🇵 Giappone 5-20 2 Tokyo
GLOBALE , ~1.000.000 7 ,

32. Panoramica dei santuari

Santuario Paese Città Stato Importanza
Lalîş (Şêx Adî) Iraq Valle di Lalîş attivo Il santuario più sacro al mondo, meta di pellegrinaggio di tutti gli êzîden
Quba Mêrê Dîwanê Armenia Aknalich attivo, inaugurato a sett. 2019 Il più grande tempio êzîdî al mondo, 25 m, 7 cupole
Ziarat Armenia Aknalich attivo, inaugurato nel 2012 Primo tempio êzîdî post-sovietico
Sultan Ezid Temple Georgia Tbilisi attivo, inaugurato nel 2015 Primo tempio della diaspora êzîdî nella Transcaucasia post-sovietica
Mausoleo di Melek Miran Iraq Ba’şiqa restaurato dopo il 2017 Importante luogo di pellegrinaggio
22 mausolei di Ba’şiqa/Behzanî Iraq Ba’şiqa, Behzanî in parte distrutti (ISIS 2014) Storicamente importanti
Santuario di Mam Reşan Iraq Sinjar (monte) danneggiato Patrono di Sinjar
Santuario di Şarfedîn Iraq Sinjar danneggiato Importante luogo di pellegrinaggio
Şêx Adî a Qastel Cindo Siria Afrin danneggiato (2018) Santuario principale di Afrin
Santuario di Berberî Siria Afrin incerto (post-2018) ,
Cimitero êzîdî di Hannover-Lahe Germania Hannover attivo Il più grande campo cimiteriale êzîdî d’Europa, ~200 tombe
Yazidi Cultural Center Lincoln USA Lincoln NE attivo Centro religioso + culturale negli USA

33. Indice delle fonti

Fonti primarie (Trust 9-10)

  • IOM Iraq DTM → iraqdtm.iom.int
  • UNHCR Refugee Data Finder → unhcr.org/refugee-statistics
  • UN-OCHA Iraq → reliefweb.int
  • Armstat Census 2022 → armstat.am
  • Geostat Georgia Census 2014 → geostat.ge
  • Rosstat Census 2010 + 2021 → rosstat.gov.ru
  • ABS Australia Census 2021 → abs.gov.au
  • EUAA Country Guidance Iraq 2024 + Syria 2023
  • Risoluzione del Bundestag del 19.01.2023 (riconoscimento del genocidio in DE)
  • Corte costituzionale federale tedesca, rif. 2 BvR 1968/91 (30.06.1992)

Fonti accademiche (Trust 8-9)

  • Allison, Christine (2011): «Construction of Kurdish and Yezidi Identities…» Exeter
  • Açıkyıldız, Birgül (2010): «The Yezidis: The History of a Community, Culture and Religion.» I.B. Tauris
  • Kreyenbroek, Philip (1995): «Yezidism: Its Background, Observances and Textual Tradition.» Mellen
  • Kızılhan, Jan İlhan (2018): «Transgenerationale Folgen des Genozids an den Jesiden.» Springer
  • Omarkhali, Khanna (2017): «The Yezidi Religious Textual Tradition.» Harrassowitz
  • Spät, Eszter (2018): «Yezidi Identity Politics and Political Ambitions»
  • Schmidinger, Thomas (2019): «Beyond ISIS: History and Future of Religious Minorities in Iraq»
  • Kreyenbroek + Kartal (2009): «Yezidism in Europe: Different Generations Speak about their Religion»
  • Encyclopaedia Iranica «YAZIDIS i. GENERAL» → iranicaonline.org

Fonti delle ONG/comunità (Trust 6-7)

  • Yezidis International → yezidisinternational.org
  • Yazda → yazda.org
  • Free Yezidi Foundation → freeyezidi.org
  • Nadia’s Initiative → nadiasinitiative.org
  • Yezidi Legal Network → yazidilegalnetwork.org
  • Consiglio Centrale degli Êzîden in Germania → zentralrat-eziden.com
  • Yezidi Studies Center Hannover → yezidistudiescenter.org
  • ProAsyl (2024) «The Yazidis, There Is No Going Back…»
  • Association des Yezidis de France (AYF)
  • Yezidi National Union Armenia (Aziz Tamoyan)
  • Eziin → eziin.org

Fonti dei media (Trust 5-7)

  • Atlantic Council (ago. 2025) «An open wound, a fading light»
  • Al Jazeera «Inside the world’s biggest Yazidi temple»
  • PBS Frontline «Yazidis a decade after ISIS»
  • InfoMigrants «Who are the Yazidis?»
  • Nebraska Public Media copertura su Lincoln
  • Kurdistan24, Rudaw
  • SBS News Australia

Wikipedia (verifica incrociata, Trust 5-7)

  • Yazidis, Yazidi genocide, Persecution of Yazidis
  • Yazidis in: Armenia, Iraq, Germany, Turkey, Georgia, Russia, Syria
  • List of Yazidi organizations
  • Quba Mêrê Dîwanê
  • Lalish

Vedi anche: [Migrationsrouten] (ondate migratorie storiche e rotte).

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