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Tradizioni + rituali di vita

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Progetto: ezdixan.de / ezdixan.de Data: 2026-05-22 Scopo: Documentazione completa dei rituali di vita e di passaggio Êzîdî, calendario delle feste, usanze quotidiane Metodologia: Triangolazione di fonti primarie accademiche (Açıkyıldız 2010, Kreyenbroek 1995, Kreyenbroek 2009, Allison 2001, Omarkhali 2017, Spät 2018, Encyclopaedia Iranica) + fonti comunitarie (ezipedia.de, ezidi-heritage.org) Protezione Sirr: I contenuti riservati sono contrassegnati (non rappresentati in dettaglio, solo nome + cornice pubblicamente nota)

Delimitazione / Rimandi: Questo articolo è la panoramica sistematica delle usanze. I temi che hanno un proprio articolo vengono qui solo sfiorati brevemente e collegati, non duplicati:

  • Riti di passaggio dalla nascita al matrimonio in dettaglio: Ciclo della vita
  • Morte, sepoltura, anima, fratello/sorella dell’aldilà: Morte, anima e reincarnazione
  • Il calendario delle feste (Sersal, Cejna Êzî, digiuno di Çile): Calendario delle feste
  • La festa autunnale di pellegrinaggio a Lalîş: Cejna Cemaiyê
  • Cibi, cucina festiva, tabù alimentari sul piano culinario: Cuisine
  • Abbigliamento e costume: Costume e abbigliamento
  • Ordinamento castale Şêx/Pîr/Mirîd: Ordinamento sociale
  • Purezza e prescrizioni alimentari/di purezza: Purezza e tabù
  • Fede, cosmologia, teologia: Religione Scala di affidabilità (Trust):
  • A = accademia peer-reviewed (Açıkyıldız, Kreyenbroek, Allison, Omarkhali, Spät, Rodziewicz, Asatrian, Encyclopaedia Iranica)
  • B = pubblicazioni proprie della comunità Êzîdî (ezipedia, ezidi-heritage, YEZIDIS.org, consigli Êzîdî)
  • C = letteratura secondaria (Wikipedia, giornali, rapporti di ONG)

Legenda strutturale per voce

### NN. Nome (Êzdîkî / Hawar)
- **Descrizione**: …
- **Vocabolario Êzdîkî**: Hawar (IT: traduzione italiana)
- **Stato Sirr**: pubblico / semi-pubblico / riservato
- **Varianti regionali**: Sinjar | Sheikhan | Armenia (Aparan/Tiflis) | Diaspora
- **Fonte**: Autore Anno, URL, Trust=A/B/C

1. NASCITA + INFANZIA (Bûyîn û Zarokatî)


1. Şeva Bûyîna Zaroka: Rituale della notte della nascita

  • Descrizione: La notte della nascita è un tempo di soglia. Madre e bambino sono intesi come ritualmente impuri (heram in questo stato di transizione); la casa viene vegliata con una lampada (çira), affinché non entrino spiriti maligni (cin, pîreçûk). Le donne della famiglia allargata vegliano per 3 notti. Gli uomini non possono entrare nella stanza finché un Pîr o uno Şêx non abbia visitato il bambino.
  • Vocabolario Êzdîkî: şev (notte), bûyîn (nascita), zarok (bambino), çira (lampada/lampada a olio), dayîk (madre), pîreçûk (spirito incubo/demone della nascita)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: A Sinjar la stanza viene protetta con sale e pane; in Armenia si pone una ciotola d’acqua sotto il letto.
  • Fonte: Açıkyıldız 2010 The Yezidis (cap. 5), Trust=A; Spät 2018, Trust=A

2. Protezione Pîreçûk: Difesa dallo spirito incubo per i neonati

  • Descrizione: Pîreçûk è un’antica figura demoniaca femminile che minaccia i neonati e le puerpere. Protezione: nastri rossi al polso del bambino, oggetto di ferro (coltello, forbici) sotto il cuscino, formula „Ya Şêxadî, ya Tawûsî Melek, parêz!" (O Şêx Adî, o Tawûsî Melek, proteggi!).
  • Vocabolario Êzdîkî: pîreçûk (spirito incubo), parêz (protezione), birîn (filo/nastro rosso)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: In Armenia analogo alla credenza “al/almasti”; a Sheikhan più fortemente legato all’invocazione di Tawûsî Melek.
  • Fonte: Kreyenbroek 1995 Yezidism: Its Background, Observances and Textual Tradition, Trust=A; Omarkhali 2017, Trust=A

3. Nav-Lêkirin: Imposizione del nome al 7° giorno

  • Descrizione: Al 7° giorno dopo la nascita il bambino riceve il suo nome. Il numero 7 è sacro (7 Heft Sirr, 7 misteri, 7 angeli). Un Pîr o l’anziano della famiglia propone tre nomi; quello scelto viene pronunciato a voce alta all’orecchio. Nomi frequenti: Şîrîn, Adûlê, Êzîd, Şêxan, Tawûs, Heciyê, Şîrîn, Bese.
  • Vocabolario Êzdîkî: nav (nome), lêkirin (imposizione/posa), heft (sette), çêbûn (divenire/nascita)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: A Sinjar spesso nomi legati a Şêx Adî; in Armenia varianti russificate di epoca sovietica (Aziz, Tamara).
  • Fonte: Açıkyıldız 2010 cap. 5, Trust=A; ezipedia.de „Nav-Lêkirin", Trust=B

4. Mor-Kirin (Sünet): Circoncisione

  • Descrizione: Circoncisione dei neonati maschi per lo più tra i 7 giorni e 1 anno di età; a Sinjar spesso solo tra i 3 e i 7 anni. Importante: A differenza della tradizione musulmana, per gli Êzîdî il Mor-Kirin non è un precetto religioso, ma una tradizione sanitaria/sociale pre-islamica. Alcuni Êzîdî dell’Anatolia orientale vi rinunciano oggi del tutto. Il Kerîf (vedi n. 5) tiene il bambino durante la circoncisione, da ciò nasce la parentela rituale che dura tutta la vita.
  • Vocabolario Êzdîkî: mor (sigillo/circoncisione), kirin (fare), kerîf (padrino che tiene), sünet (prestito)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: Sinjar: collettiva in primavera; Sheikhan: individuale e precoce; Armenia: spesso omessa o posticipata; Diaspora-Germania: medicalizzata in clinica, la funzione Kerîf permane.
  • Fonte: Kreyenbroek 1995, Trust=A; Açıkyıldız 2010, Trust=A; Spät 2018 Iraqi Yazidis: Hephaestus’ Children, Trust=A

5. Kerîv / Kerîf: Funzione rituale di padrinato a vita

  • Descrizione: Il Kerîv (anche Kerîf) è l’uomo (o la famiglia) che tiene il bambino sulle ginocchia durante il Mor-Kirin. Da ciò nasce un legame simile al legame di sangue che dura tutta la vita, etnograficamente si dice esplicitamente che il vincolo Kerîv vale „forte quanto una parentela di sangue", motivo per cui tra le due famiglie per sette generazioni non può essere concluso alcun matrimonio (Diyarbakır Hafızası). Proprio per questo le famiglie scelgono spesso consapevolmente il Kerîv da un’altra casta o persino da una famiglia musulmana amica, per limitare i futuri divieti matrimoniali. Il Kerîv ha doveri di lealtà e protezione; in caso di conflitti nella famiglia viene invocato. Un Mirîd può scegliere un Kerîv da famiglie Şêx o Pîr → collegamento verticale tra le caste. Per la collocazione nei riti di nascita e circoncisione: vedi Ciclo della vita.
  • Vocabolario Êzdîkî: kerîv (padrino rituale), bira (fratello), xizm (parentela), peyman (patto)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: A Sinjar spesso endogamico all’interno della propria tribù; in Armenia più fortemente trasversale alle caste.
  • Fonte: Açıkyıldız 2010 cap. 4, Trust=A; Kreyenbroek 1995, Trust=A; Allison 2001 The Yezidi Oral Tradition in Iraqi Kurdistan, Trust=A; Diyarbakır Hafızası „Tradition from the cradle to the grave", Trust=C

6. Birayê / Xwişka Axretê: Fratello/sorella dell’aldilà

  • Descrizione: Una fratellanza spirituale che permane nell’aldilà. Secondo Kreyenbroek ogni Êzîdî dovrebbe scegliere dalla pubertà un Birayê Axretê (maschile) o una Xwişka Axretê (femminile), di norma da una linea Şêx o Pîr –, che compie riti centrali nei punti di passaggio del matrimonio e della morte e aiuta l’anima a raggiungere in sicurezza l’aldilà dopo la morte (Encyclopaedia Iranica, „Yazidis ii. Initiation"). È documentato etnograficamente che per un ragazzo vengono spesso designati due „fratelli" dell’aldilà, uno da una famiglia Pîr, uno da una famiglia Şêx; per le ragazze vengono scelte corrispondentemente Pîr/Şêx donne (Diyarbakır Hafızası). Senza questo legame l’anima è considerata disorientata. Per la rappresentazione dettagliata della funzione nell’aldilà e del ponte pira selat: vedi Morte, anima e reincarnazione; l’inserimento rituale nei riti di vita: Ciclo della vita.
  • Vocabolario Êzdîkî: bira (fratello), xwişk (sorella), axret (aldilà, prestito arabo), pira selat (ponte della preghiera/dell’aldilà)
  • Stato Sirr: pubblico (il concetto), riservato (il rituale preciso di scelta)
  • Varianti regionali: A Sinjar strettamente obbligatorio; nella diaspora spesso decaduto, viene rivitalizzato nelle associazioni giovanili.
  • Fonte: Kreyenbroek 1995, Trust=A; Omarkhali 2017 The Yezidi Religious Textual Tradition, Trust=A; Encyclopaedia Iranica „Yazidis ii. Initiation in Yazidism" (Kreyenbroek), Trust=A; Diyarbakır Hafızası „Tradition from the cradle to the grave", Trust=C

7. Visita del Pîr dopo la nascita: Prima benedizione

  • Descrizione: Entro i primi 40 giorni il Pîr di famiglia (o lo Şêx, a seconda della linea) visita il neonato. Posa la mano sulla fronte, pronuncia una du'a (preghiera), dà tre gocce di acqua Zemzem (vedi n. 56). Solo dopo il bambino è considerato „arrivato nella comunità".
  • Vocabolario Êzdîkî: pîr (padre spirituale), du'a (preghiera), bereket (benedizione), dest danîn (imposizione delle mani)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: Sheikhan: spesso più Pîr contemporaneamente; Armenia: solo un Pîr locale, in mancanza un rappresentante Şêx.
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A; ezipedia.de, Trust=B

8. Tradizione Çêl/Çile: Riposo di 40 giorni della madre

  • Descrizione: 40 giorni dopo la nascita la madre è çile-girtî (nella fase dei 40). Non lascia la casa, gli uomini entrano solo nell’anticamera, non prepara cibo per altri, fa il bagno rituale al 40° giorno. Solo allora „ritorna" nella comunità (derxistina ji çile).
  • Vocabolario Êzdîkî: çile (40 giorni), çil (quaranta), girtî (trattenuta/chiusa), paqijî (purezza)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: A Sinjar rigoroso; nella diaspora spesso ridotto a 7 o 14 giorni; l’Armenia segue una variante sovietizzata di 7 giorni.
  • Fonte: Spät 2018, Trust=A; Açıkyıldız 2010, Trust=A

9. Prima tosatura dei capelli (Por-Jêkirin)

  • Descrizione: Al primo compleanno o al Sersal dopo la nascita, al bambino vengono tagliati i capelli per la prima volta. La tosatura avviene per mano del Kerîv o di uno Şêx. I riccioli vengono avvolti in un panno bianco e deposti o sulla tomba di un santo o presso il santuario di Lalîş.
  • Vocabolario Êzdîkî: por (capelli), jêkirin (tagliare), kezî (ricciolo), gurz (ciocca)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: Sheikhan: in occasione del pellegrinaggio a Lalîş; Armenia: nel luogo sacro/santuario della patria; Diaspora: spesso nelle feste di Şêx Mend.
  • Fonte: Allison 2001, Trust=A; ezidi-heritage.org „Por-Jêkirin", Trust=B

10. Rituale della prima lettura: Destpêkirina Xwendinê

  • Descrizione: All’età scolare (circa 6-7 anni) il padre porta il bambino dal Pîr o dall’Hosta (maestro). Le prime parole dei testi sacri (Du'aya Sibehê, preghiera del mattino) vengono pronunciate. Il bambino riceve un pezzo dolce di pane („affinché il sapere sia dolce"). Solo allora inizia formalmente l’istruzione religiosa + secolare.
  • Vocabolario Êzdîkî: destpêkirin (inizio), xwendin (lettura/apprendimento), du'a (preghiera), hosta (maestro), şîrîn (dolce)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: In Armenia spesso mescolata alla tradizione della Bibbia cirillica invece di quella Hawar; in Germania nelle scuole Êzîdî del fine settimana.
  • Fonte: Omarkhali 2017, Trust=A; ezipedia.de, Trust=B

11. Zarokê Şewat: Bambino votato alla protezione

  • Descrizione: Bambino che, in caso di malattia, viene votato alla protezione di un santo (spesso Şêx Adî o Sultan Êzî). I genitori promettono di portare il bambino a Lalîş al prossimo Sersal e di offrire un sacrificio (pecora). Tali bambini portano spesso un nome come Adûlê, Êzdîn.
  • Vocabolario Êzdîkî: şewat (voto), zarok (bambino), qurban (sacrificio)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: Particolarmente diffuso a Sinjar a causa della mortalità infantile; in Armenia quasi scomparso.
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A

12. Heca Mezin: Passaggio alla pubertà

  • Descrizione: All’inizio della pubertà (circa 12-14 anni) per le ragazze inizia l’uso del foulard (non obbligatorio come nell’islam, ma socialmente atteso), per i ragazzi la partecipazione alle assemblee maschili (dîwan). Nessun rituale formalizzato, ma la prima partecipazione al Sersal come „adulto" segna il passaggio.
  • Vocabolario Êzdîkî: heca mezin (grande passo), mezinbûn (diventare adulti), dîwan (assemblea maschile)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: Sinjar più rigoroso; Armenia piuttosto simbolico.
  • Fonte: Spät 2018, Trust=A

2. MATRIMONIO (Dawet)


13. Xwastin: Richiesta di matrimonio

  • Descrizione: La famiglia dello sposo (zava) visita la casa della sposa (bûk), tipicamente padre + zio + Pîr/Şêx della famiglia. Portano dolci e tè. Il colloquio è formalizzato: si parla prima del tempo e della famiglia, poi formalmente „Em zaroyê xwe ji we dixwazin" (Chiediamo il vostro figlio per il nostro). La famiglia della sposa non risponde mai subito, il tempo di riflessione è un dovere d’onore (almeno 3 giorni).
  • Vocabolario Êzdîkî: xwastin (desiderare/chiedere), zava (sposo), bûk (sposa), xwazgîn (richiedente)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: Sheikhan: spesso con un Pîr mediatore; Armenia: più secolare; Diaspora: spesso prefigurato per videochiamata.
  • Fonte: Açıkyıldız 2010 cap. 5, Trust=A; ezipedia.de „Dawet", Trust=B

14. Şerbet: Bevanda di fidanzamento

  • Descrizione: Se il matrimonio viene accettato, la famiglia della sposa prepara lo şerbet, una bevanda dolce rossa di acqua di rose, zucchero, succo di melograno. Entrambe le famiglie bevono insieme. Il bere suggella il fidanzamento (xwestinnîşan) come un contratto. Una promessa di Şerbet infranta è disonore familiare.
  • Vocabolario Êzdîkî: şerbet (bevanda dolce), nîşan (fidanzamento/segno), peyman (patto)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: Sinjar: colore rosso obbligatorio; Armenia: spesso sostituito con vino; Diaspora: acqua minerale con sciroppo.
  • Fonte: Allison 2001, Trust=A; Spät 2018, Trust=A

15. Nîşan: Cerimonia di fidanzamento

  • Descrizione: Fidanzamento formale. Si scambiano gli anelli (gustîlk), la sposa riceve gioielli d’oro dalla famiglia dello sposo (zêr). Un Pîr pronuncia una preghiera di fidanzamento. Durata del periodo di fidanzamento: da 3 mesi a 2 anni, a seconda dei rapporti familiari.
  • Vocabolario Êzdîkî: nîşan (segno/fidanzamento), gustîlk (anello), zêr (oro)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: in Armenia spesso nella casa della cultura anziché a casa.
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A

16. Berber / Mehr: Prezzo della sposa

  • Descrizione: La famiglia dello sposo paga un berber (anche qelen, mehr) alla famiglia della sposa, storicamente in oro, bestiame, terra. Oggi spesso gioielli + somma di denaro. Importante: questa non è una transazione donna-come-merce, ma una garanzia per la donna in caso di divorzio (essa conserva il Mehr). L’importo viene negoziato nel colloquio di Xwastin.
  • Vocabolario Êzdîkî: berber (prezzo della sposa), qelen (analogo), mehr (prestito arabo)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: Sinjar: ancora in bestiame/terra; Armenia: puramente monetario dall’epoca sovietica; Diaspora: spesso simbolico (1 €).
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A; Kreyenbroek 1995, Trust=A

17. Şeva Hennêyê: Serata dell’henné

  • Descrizione: Una serata prima del matrimonio. Le donne si riuniscono nella casa della sposa. Le mani e i piedi della sposa vengono dipinti con l’hennê (henné), motivi spesso ruota solare, pavone, melograno. Accompagnata da canti (Tilûk), danza (Govend), tristi lamenti di addio (zaro-zaro). Anche lo sposo riceve l’henné sulla mano (un piccolo punto). Simbolismo: passaggio, fertilità, protezione.
  • Vocabolario Êzdîkî: şev (notte), hennê (henné), nexş (motivo), bûk (sposa), zarozaro (canto di lamento)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: Sinjar: 2-3 notti consecutive; Sheikhan: 1 notte; Armenia: oggi spesso ridotta a „serata tra ragazze"; Germania: in sale affittate con DJ.
  • Fonte: Açıkyıldız 2010 cap. 5, Trust=A; ezipedia.de „Hennê", Trust=B; Spät 2018, Trust=A

18. Dîlanê / Govenda Bûkê: Corteo nuziale

  • Descrizione: Il giorno del matrimonio lo sposo va a prendere la sposa con una grande carovana (dîlan). Davanti cavalcano/viaggiano musicisti con tamburi (def) e ciaramella (zurne). La carovana fa 3 soste lungo il percorso, a ogni sosta si danza, si canta, si distribuiscono dolci. La sposa viene condotta velata, il suo volto viene svelato solo nella casa dello sposo.
  • Vocabolario Êzdîkî: dîlan (corteo nuziale), govend (danza in cerchio), def (tamburo), zurne (ciaramella), bûk (sposa)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: Sinjar: cavalli/asini; Sheikhan: automobili dal ~1970; Armenia: corteo di auto con clacson; Diaspora: limousine a noleggio con convoglio.
  • Fonte: Allison 2001, Trust=A; Açıkyıldız 2010, Trust=A

19. Govend: Danza in cerchio

  • Descrizione: La principale danza comunitaria di ogni festa Êzîdî. Uomini e donne si tengono per i mignoli, formano un semicerchio o una linea aperta, il capofila (serek con un panno in mano) guida. Passo: per lo più in tempo a 6 con avanti-avanti-indietro. Si cantano canti durante il Govend (Tilûk). Al matrimonio il Govend dura spesso 4-6 ore con pause.
  • Vocabolario Êzdîkî: govend (danza in cerchio), serek (capofila), destmal (panno), pêl (passo)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: Sinjar: Şêxanî e Delîlo; Sheikhan: Govend specifico del Cêja Êzî; Armenia: passi fortemente armenizzati; Diaspora: spesso mescolato con elementi Halay curdi.
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A; ezidi-heritage.org „Govend", Trust=B

20. Tilûk: Canti nuziali

  • Descrizione: Canti specifici del matrimonio, spesso in alternanza tra coro maschile e femminile. Temi: lode della sposa, lamento della madre, brindisi allo sposo, canti del destino. Vengono guidati dai dengbêj (cantori). Canti importanti: „Lê lê dayê", „Dîlana bûkê", „Hawar hawar".
  • Vocabolario Êzdîkî: tilûk (canto nuziale), dengbêj (cantore), stran (canto), kilam (canto di lamento)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: Sinjar: voci maschili profonde, lente; Armenia: voci femminili più acute, più rapide.
  • Fonte: Allison 2001 The Yezidi Oral Tradition, Trust=A; Christine Allison Diss.

21. Sebze Birîn: Pane simbolico

  • Descrizione: Pane rotondo speciale che, all’arrivo della sposa, viene spezzato sopra la sua testa. Simboleggia abbondanza, fertilità, fedeltà alla vita. I pezzi di pane vengono distribuiti agli ospiti, ciascuno deve mangiarne. Chi lo cuoce deve essere una parente che vive lei stessa in un matrimonio felice.
  • Vocabolario Êzdîkî: sebze (pane dolce, regionale), birîn (spezzare), nan (pane)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: Sinjar: con sesamo; Sheikhan: con datteri; Armenia: sostituito da una variante di lavash.
  • Fonte: Spät 2018, Trust=A; ezipedia.de, Trust=B

22. Sîlê Bûkê: La soglia della sposa

  • Descrizione: All’ingresso nella casa dello sposo la sposa non può calpestare la soglia della porta (tabù, la soglia è „sede degli angeli"/santuario). Viene sollevata oltre o la salta. Davanti al suo piede viene posto un melograno, che lei calpesta, simbolo della rottura con la vecchia famiglia.
  • Vocabolario Êzdîkî: sîl (soglia), derî (porta), hinar (melograno), (piede)
  • Stato Sirr: pubblico (il tabù della soglia è centrale dal punto di vista religioso, vedi n. 100)
  • Varianti regionali: universale, identico in ogni regione.
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A; Kreyenbroek 1995, Trust=A

23. Kerîv al matrimonio

  • Descrizione: Il Kerîv dello sposo (vedi n. 5) ha funzioni centrali: conduce lo sposo dalla sposa, tiene il pane nel rituale di Sebze-Birîn, è testimone di nozze. In caso di lite tra i coniugi viene poi invocato come paciere. Alcune famiglie designano un nuovo Kerîv appositamente per il matrimonio, altre mantengono il Kerîv dell’infanzia.
  • Vocabolario Êzdîkî: kerîv (padrino), şahid (testimone), nasdar (alleato)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A

24. Endogamia castale: Êndogamiya Kastî

  • Descrizione: Il più rigoroso tabù sociale. Le tre caste Şêx, Pîr e Mirîd non possono mai sposarsi tra loro. Anche all’interno delle famiglie Şêx esistono suddivisioni (Şêx Şemsanî, Şêx Adanî, Qatanî) con proprie regole di endogamia. Per le famiglie Pîr (40 linee) vale lo stesso rigore. Anche il matrimonio con un non-Êzîdî è assolutamente proibito, nessun convertito può diventare Êzîdî (l’essere Êzîdî è ereditario).
  • Vocabolario Êzdîkî: kast (casta), endogamî (matrimonio interno, prestito), Şêx/Pîr/Mirîd, pakî (purezza)
  • Stato Sirr: pubblico (il precetto), riservato (dettagli sulla suddivisione)
  • Varianti regionali: Sinjar: rigoroso; Armenia: spesso allentato dall’epoca sovietica (matrimoni misti con perdita dell’appartenenza); Diaspora-Germania: sempre più fragile.
  • Fonte: Kreyenbroek 1995, Trust=A; Açıkyıldız 2010, Trust=A; Omarkhali 2017, Trust=A

25. Berdar / Berdêl: Matrimonio di scambio

  • Descrizione: Tradizionale matrimonio di scambio fratello-sorella: il figlio della famiglia A sposa la figlia della famiglia B, e contemporaneamente la figlia di A sposa il figlio di B. Risparmia il Berber/prezzo della sposa, crea una doppia alleanza. Oggi quasi solo a Sinjar.
  • Vocabolario Êzdîkî: berdêl (scambio), guhastin (cambio)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: Sinjar: ancora praticato; Sheikhan: raro; altrove scomparso.
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A; Spät 2018, Trust=A

26. Berdar / Esclusione in caso di violazione

  • Descrizione: In caso di violazione dell’endogamia castale o di matrimonio con un non-Êzîdî incombe il Berdar (esclusione dalla comunità). La famiglia ripudia la coppia, essa perde il diritto alle cerimonie religiose, alla sepoltura nel cimitero Êzîdî, alle visite del Pîr. I figli nati da tali unioni non sono considerati Êzîdî e non possono essere accolti in seguito. In casi estremi (specialmente nella tradizione di Sinjar) anche violenza per onore, oggi fortemente criticata sul piano accademico e da parte dei consigli Êzîdî.
  • Vocabolario Êzdîkî: berdar (espulso), dûrxistin (ripudio), şerm (vergogna)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: Sinjar storicamente duro; Armenia più mite; Diaspora: dibattiti di riforma sempre più frequenti (Consiglio Yezidi Germania, Consiglio Êzîdî NRW 2022).
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A; Kreyenbroek 1995, Trust=A; Spät 2018, Trust=A

27. Bermalî: Matrimonio levirato

  • Descrizione: Se il marito muore, la vedova può tradizionalmente sposare il fratello non sposato del defunto (bermalî). Protezione per la vedova, garanzia dell’eredità all’interno della famiglia. Oggi raro, ma a Sinjar dopo il genocidio del 2014 è tornato più frequente (molte giovani vedove).
  • Vocabolario Êzdîkî: bermalî (levirato), jinbira (vedova)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: Sinjar: ancora praticato; altrove quasi scomparso.
  • Fonte: Spät 2018, Trust=A

28. Poligamia: Mehrehe

  • Descrizione: Gli uomini Êzîdî potevano storicamente sposare fino a 4 mogli (analogamente alla tradizione islamica per via regionale). La pratica però era rara, poiché il Berber è costoso. Oggi quasi scomparsa, nella diaspora illegale. Nelle famiglie Şêx esistevano regole speciali storiche per i dignitari di rango più elevato.
  • Vocabolario Êzdîkî: çend-jinî (poligamia), jin (donna)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A

29. Jin-Berdan: Divorzio

  • Descrizione: Il divorzio è possibile, ma stigmatizzato. Il Pîr o un consiglio di 3 Şêx deve approvarlo. Motivi principali accettati: infertilità, malattia grave, infedeltà. La donna conserva il Mehr/Berber, ritorna alla famiglia d’origine. I figli restano per lo più con il padre (linea paterna).
  • Vocabolario Êzdîkî: jin-berdan (lasciare la donna/divorzio), îxraç (separazione, arabo)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: Diaspora: sempre più in parallelo divorzio civile + conferma religiosa.
  • Fonte: Kreyenbroek 1995, Trust=A

30. Bûka Berfê: Sposa della neve (usanza degli scapoli)

  • Descrizione: Quando cade la prima neve, i giovani ragazzi non sposati vanno di casa in casa, portano una bambola di stoffa (bûka berfê, sposa della neve), raccolgono dolci, uova, pane. Termina con un banchetto nel villaggio. Tradizione soprattutto a Sheikhan e in Armenia, imparentata con simili tradizioni invernali curdo-armene.
  • Vocabolario Êzdîkî: bûk (sposa), berf (neve)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: Sheikhan + Armenia dominanti; a Sinjar rara (niente neve).
  • Fonte: ezipedia.de „Bûka Berfê", Trust=B; Allison 2001, Trust=A

3. LUTTO (Şîn)


31. Bûka Mirîya: Lamento funebre / Rituale della sposa del morto

  • Descrizione: Tradizione molto antica: se muore una persona giovane non sposata, viene messa in scena simbolicamente una „nozze con la morte". Per un uomo morto non sposato viene posta accanto al cadavere una bambola come sposa; per una donna analogamente. Le donne in lutto recitano kilam (canti di lamento). Simboleggia il compimento delle tappe della vita prima del passaggio.
  • Vocabolario Êzdîkî: bûk (sposa), mirî (morto), kilam (lamento), şîn (lutto)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: Sinjar: fortemente conservata; Sheikhan: rara; Armenia: conservata nei canti, raramente reale; dopo il genocidio del 2014 fortemente rivitalizzata a Sinjar per le giovani vittime Êzîdî.
  • Fonte: Allison 2001 (capitolo centrale), Trust=A; Açıkyıldız 2010, Trust=A

32. Şîn: Periodo di lutto 7-40 giorni

  • Descrizione: Il lutto diretto dura 7 giorni (heft rojî şîn), il lutto esteso 40 giorni (çile), il compimento ai 50 giorni (sêrişk) e all’anniversario (saliyana mirîyan). Nei primi 3 giorni la casa non può essere spazzata, nessuno specchio scoperto, nessuna musica. Gli uomini non si tagliano la barba per 40 giorni, le donne vestono di nero (Cilê Reş).
  • Vocabolario Êzdîkî: şîn (lutto), çile (40), sêrişk (50), salî (anno)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: Sinjar rigoroso; Diaspora spesso ridotto a 3-7 giorni.
  • Fonte: Açıkyıldız 2010 cap. 5, Trust=A; Kreyenbroek 1995, Trust=A

33. Şûştina Mirîyan: Lavaggio rituale del defunto

  • Descrizione: Prima della sepoltura il cadavere viene lavato ritualmente, gli uomini dagli uomini, le donne dalle donne, da persone designate appositamente appartenenti alla casta Mirîd (spesso con funzione kerîf). L’acqua deve essere acqua di sorgente fresca, idealmente acqua Zemzem da Lalîş. Successivamente si avvolge in un panno di lino bianco (kefen).
  • Vocabolario Êzdîkî: şûştin (lavare), mirî (morto), kefen (sudario), ava paqij (acqua pura)
  • Stato Sirr: semi-pubblico
  • Varianti regionali: universale. Nella diaspora spesso tramite imprese funebri, ma sotto la supervisione di un Pîr.
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A; Omarkhali 2017, Trust=A

34. Veşartin: Sepoltura

  • Descrizione: La sepoltura avviene rapidamente, possibilmente lo stesso giorno o il successivo. Tomba orientata verso Lalîş (per gli iracheni), o verso Est / il sole nascente (per la diaspora). Tradizionalmente nessuna bara, solo nel sudario direttamente nella terra. Il Pîr pronuncia la Du'aya Veşartinê (preghiera di sepoltura). Solo gli uomini alla tomba; le donne attendono in casa.
  • Vocabolario Êzdîkî: veşartin (nascondere/seppellire), gor (tomba), kêl (lapide), Lalîş (santuario come direzione)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: Diaspora: con bara per disposizioni delle autorità; Armenia: spesso con lapidi con iscrizioni cirilliche.
  • Fonte: Kreyenbroek 1995, Trust=A; Açıkyıldız 2010, Trust=A

35. Du’a li ser Mirîyan: Preghiera funebre

  • Descrizione: Alla tomba il Pîr/Şêx pronuncia una lunga preghiera che affida l’anima alla Pîra Selat (ponte dell’aldilà) e al Birayê Axretê. Contenuto: invocazione di Şêx Adî, Tawûsî Melek, Sultan Êzî, richiesta di un passaggio sicuro.
  • Vocabolario Êzdîkî: du'a (preghiera), mirî (morto), pira selat (ponte dell’aldilà), ax (terra)
  • Stato Sirr: semi-pubblico (testo completo solo nelle raccolte Qewl)
  • Fonte: Omarkhali 2017 Yezidi Religious Textual Tradition, Trust=A; Kreyenbroek 1995, Trust=A

36. Sêrişk: Commemorazione del 50° giorno

  • Descrizione: Al 50° giorno dopo la morte la famiglia si riunisce per la sêrişk. Si preparano cibi (Heriise, riso dolce), distribuiti a bisognosi e vicini. Visita del Pîr con un’ulteriore preghiera. Alcuni membri della famiglia possono ora deporre gli abiti neri. Segna la fine del lutto intenso.
  • Vocabolario Êzdîkî: sêrişk (giorno di commemorazione del cinquantesimo), pênciyan (50), xêr (elemosina/opera buona)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A

37. Saliyana Mirîyan: Anniversario

  • Descrizione: Al primo anniversario della morte grande assemblea commemorativa. Tutti i parenti vengono, si preparano cibi, si prega alla tomba. Solo dopo gli ultimi in lutto (spesso la vedova) depongono il nero. In alcune famiglie c’è la tradizione di visitare la tomba ogni anno nel giorno della morte.
  • Vocabolario Êzdîkî: saliyan (anniversario), bîranîn (commemorazione)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A; Allison 2001, Trust=A

38. Cilê Reş: Abito di lutto (nero)

  • Descrizione: Durante il periodo di lutto si veste di nero. Gli uomini almeno 40 giorni, le donne spesso 1 anno (le vedove più a lungo o permanentemente). Importante: presso gli Êzîdî il blu (Şîn) è un tabù ancora più forte del nero, il nero è lutto, il blu è divieto cosmico (vedi n. 96).
  • Vocabolario Êzdîkî: cil (abito), reş (nero), şîn (blu E lutto, doppio senso semantico!)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: Sinjar rigoroso; Armenia più libero; Diaspora spesso solo un fiocco di lutto.
  • Fonte: Kreyenbroek 1995, Trust=A; Açıkyıldız 2010, Trust=A

39. Kilam û Lawik: Canti di lamento e di lutto

  • Descrizione: Le donne cantano kilam (lamenti) durante l’esposizione della salma. Forma: canto alternato, spesso improvvisato, i contenuti comprendono la vita del defunto, la perdita, l’invocazione degli angeli. I Lawik sono versi di lutto più brevi. Importanti donne cantanti (stranbêj) assumono il ruolo di guida.
  • Vocabolario Êzdîkî: kilam (canto di lamento), lawik (versetto), stranbêj (cantante)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: Sinjar: profondo, prolungato; Armenia: con elementi melodici armeni; Sheikhan: spesso mescolato con versi Qewl.
  • Fonte: Allison 2001 (opera centrale!), Trust=A

40. Canti funebri di Sinjar dopo il genocidio del 2014

  • Descrizione: Dopo il genocidio dell’IS del 3 agosto 2014 nacquero nuovi corpora di canti funebri (stranên Şingalê). Temi: massacri, fosse comuni, deportazione delle donne (Sebaya), ragazze yazide in schiavitù. Artisti contemporanei noti: Bahzanî Khoshabe, Khalil Naasan, Tara Jaff (in inglese). Questi canti sono oggi parte della memoria collettiva e vengono cantati a ogni commemorazione del 3 agosto (giorno del genocidio).
  • Vocabolario Êzdîkî: Şingal (Sinjar), Şingalê (di Sinjar), qirkirin (genocidio), Sebaya (schiava/deportata)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: cantati in tutto il mondo nella diaspora Êzîdî, ogni anno il 3 agosto (giorno del genocidio).
  • Fonte: Rapporti ONU 2016 They Came to Destroy (Trust=A); Spät 2018, Trust=A; ezidi-heritage.org, Trust=B

41. Pira Selat: Ponte dell’aldilà

  • Descrizione: Concetto teologico: dopo la morte l’anima attraversa la pira selat (sottile come un capello, tagliente come una spada). Chi ha un Birayê Axretê (vedi n. 6) e ha vissuto in purezza passa al sicuro dall’altra parte. I peccatori cadono giù nel fuoco/nell’oscurità. Concetto parallelo al ponte islamico Sirat, ma teologicamente autonomo.
  • Vocabolario Êzdîkî: pira selat (ponte della preghiera), axret (aldilà), cennet (paradiso, prestito)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Kreyenbroek 1995, Trust=A; Omarkhali 2017, Trust=A

42. Veguhastin Ruh: Migrazione dell’anima (reincarnazione)

  • Descrizione: Gli Êzîdî credono nella migrazione dell’anima (veguhastin ruh, „cambio d’abito"). L’anima può entrare in un nuovo corpo. Solo le anime Şêx e Pîr rimangono „pure", le anime Mirîd possono anche rinascere in animali in caso di colpa. Concetto centrale nella teologia, spesso illustrato con storie di Heciyê Heciyan.
  • Vocabolario Êzdîkî: veguhastin (cambio), ruh (anima), bedenê nû (nuovo corpo), cilê nû (nuovo abito)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Kreyenbroek 1995 cap. 6, Trust=A; Açıkyıldız 2010, Trust=A; Asatrian/Arakelova 2014 The Religion of the Peacock Angel, Trust=A

4. PELLEGRINAGGIO A LALÎŞ (Berata Lalîşê)


43. Berata Lalîşê: Pellegrinaggio a Lalîş (panoramica)

  • Descrizione: Lalîş, nel distretto di Sheikhan (Iraq settentrionale), è il santuario più sacro degli Êzîdî. Ogni Êzîdî dovrebbe pellegrinare almeno una volta nella vita (Berata). Periodo principale: 6-13 ottobre (Cêjna Cemayî/Mereka Şêx Adî). Altri periodi sono permessi ma meno meritori. Prima del viaggio: purificazione rituale (3 giorni di digiuno, camicia bianca, togliersi le scarpe alla porta).
  • Vocabolario Êzdîkî: berat (pellegrinaggio), Lalîş (luogo più sacro), ziyaret (visita a un santo), paqij (puro)
  • Stato Sirr: pubblico (svolgimento generale), riservato (rituali interni)
  • Varianti regionali: dopo la crisi del 2014 molti Êzîdî in diaspora; luoghi alternativi di pellegrinaggio affermati (santuario di Şêx Mend ad Hannover).
  • Fonte: Açıkyıldız 2010 cap. 6 (interamente su Lalîş), Trust=A; Kreyenbroek 1995, Trust=A; Spät 2018, Trust=A

44. Mereka Şêx Adî: Festa principale di ottobre a Lalîş

  • Descrizione: Festa principale di 7 giorni, 6-13 ottobre (calcolata secondo il calendario giuliano, nel gregoriano per lo più 6-13 ottobre). Culmine: processione del Sancak/Sancak del pavone al Cêjna Cemayî (giorno del radunarsi). Baba Şêx, Pîrê Libnan e altri dignitari supremi celebrano. Migliaia di pellegrini.
  • Vocabolario Êzdîkî: Mereka (assemblea), Şêx Adî (fondatore), cêjn (festa)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A

45. Kanîya Spî: La sorgente bianca a Lalîş

  • Descrizione: Sorgente sacra nel complesso di Lalîş. I pellegrini bevono da essa, si lavano viso e mani. L’acqua è considerata portatrice di benedizione, viene portata a casa in piccole bottiglie. Il luogo della sorgente simboleggia la fonte d’acqua cosmica da cui scaturì la creazione (simbologia centrale della creazione).
  • Vocabolario Êzdîkî: kanî (sorgente), spî (bianca), av (acqua)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A; Kreyenbroek 1995, Trust=A

46. Zemzem: Acqua sacra

  • Descrizione: Sorgente sotterranea direttamente sotto il santuario principale a Lalîş. L’acqua è considerata sacrosanta. Ogni pellegrino riceve 3 gocce di Zemzem (bocca, fronte, petto). L’acqua Zemzem viene raccolta e distribuita in tutto il mondo per rituali di nascita, matrimoni, sepolture. Il nome è parallelo alla sorgente islamica Zamzam alla Mecca, entrambe hanno presumibilmente una comune radice semitica.
  • Vocabolario Êzdîkî: zemzem (acqua sacra), çavkanî (sorgente), pîroz (sacro)
  • Stato Sirr: semi-pubblico (l’esistenza è pubblica, l’ubicazione precisa riservata agli esterni)
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A; Omarkhali 2017, Trust=A

47. Sancak: Sacra statua del pavone

  • Descrizione: Sette sacre statue di bronzo/ottone in forma di pavone (tawûs) che rappresentano Tawûsî Melek. Ogni Sancak appartiene a una regione (Sheikhan, Sinjar, Tiflis/Aparan-Armenia, Aleppo, ecc.). Vengono custodite a Lalîş e una volta all’anno portate in processione per i villaggi Êzîdî (Tawûsgêran, vedi n. 48). Dal genocidio del 2014 alcune sono in parte disperse/distrutte, alcune portate in salvo in Germania.
  • Vocabolario Êzdîkî: Sancak (sacro stendardo), tawûs (pavone), Tawûsî Melek (Angelo-Pavone)
  • Stato Sirr: semi-pubblico (esistenza e forma pubbliche, dettagli rituali riservati)
  • Varianti regionali: 7 Sancak tradizionali, assegnati regionalmente; dopo il 2014 ne restano solo 4-5.
  • Fonte: Açıkyıldız 2010 cap. 7 (capitolo completo sul Sancak), Trust=A; Kreyenbroek 1995, Trust=A

48. Tawûsgêran: Cerimonia di trasporto del pavone

  • Descrizione: Un Qewal (musicista sacrale, vedi n. 76) viaggia con il Sancak di villaggio in villaggio nella regione assegnatagli. In ogni villaggio si fa festa: il Sancak viene posto su un altare di pietra, i Mirîd baciano la figura del pavone, offrono denaro (pere), alimenti, un animale. Il Qewal canta i Qewl del suo repertorio. Durata: spesso 2-3 mesi l’anno. Tradizione dal XII secolo.
  • Vocabolario Êzdîkî: Tawûsgêran (giro del pavone), qewal (cantore sacrale), tawûs (pavone)
  • Stato Sirr: semi-pubblico
  • Varianti regionali: Il Sancak di Sinjar interrotto dopo il 2014; il Sancak armeno già non più regolare dall’epoca sovietica; gli Êzîdî di Germania hanno tour del Sancak improvvisati ad Hannover.
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A; Allison 2001, Trust=A; Spät 2018, Trust=A

49. Çîlexanê: Ritiro di 40 giorni a Lalîş

  • Descrizione: Gli asceti (Faqir) si ritirano per 40 giorni in stanze di clausura a Lalîş (çîle-xane = casa dei 40). Digiunano rigorosamente, pregano, tacciono. Simbolo: 40 è il numero sacro del compimento (analogo ai 40 giorni di Mosè, ai 40 giorni di Gesù). Non tutti i Faqir devono fare la Çîlexanê, ma chi vi riesce per 7 volte consecutive è considerato un uomo santo.
  • Vocabolario Êzdîkî: çîlexane (clausura dei 40), çile (40), xane (casa), faqir (asceta)
  • Stato Sirr: semi-pubblico
  • Varianti regionali: praticata solo a Lalîş.
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A; Kreyenbroek 1995, Trust=A

50. Rituale di pellegrinaggio di 7 giorni: Heft Rojên Beratê

  • Descrizione: Svolgimento idealizzato del pellegrinaggio: Giorno 1, arrivo, purificazione, bacio della porta. Giorno 2, visita al santuario principale, Zemzem. Giorno 3, Kanîya Spî, giro del cerchio di pietre. Giorno 4, collocazione del Sancak, ascolto dei Qewl. Giorno 5, santuario di Pîrê Libnan. Giorno 6, luogo di sepoltura di Şêx Adî. Giorno 7, conclusione, legare panni bianchi agli alberi (pero).
  • Vocabolario Êzdîkî: heft (sette), roj (giorno), berat (pellegrinaggio), pero (panno votivo)
  • Stato Sirr: semi-pubblico
  • Fonte: Açıkyıldız 2010 (piano dettagliato dello svolgimento), Trust=A

51. Legatura dei Pero: Panni votivi

  • Descrizione: I pellegrini legano strisce di stoffa colorate (pero) agli alberi sacri di Lalîş, per lo più al gelso davanti al santuario principale. Ogni Pero è un desiderio: guarigione, matrimonio, dono di figli, protezione. La tradizione risale a culti arborei pre-islamici. I Pero non vengono mai rimossi; quelli vecchi si deteriorano naturalmente.
  • Vocabolario Êzdîkî: pero (striscia di stoffa), dirext (albero), daxwaz (desiderio), girêdan (legare)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: diffuso in tutti i luoghi sacri Êzîdî, non solo a Lalîş.
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A; Spät 2018, Trust=A

52. Santuario di Pîrê Libnan

  • Descrizione: Uno dei santuari secondari a Lalîş, dedicato a Pîrê Libnan (Pîr del Libano, santo architetto che avrebbe costruito Lalîş). Il suo santuario viene visitato a ogni Berat. Simbolo: martello e attrezzi da muratore.
  • Vocabolario Êzdîkî: Pîrê Libnan (Pîr del Libano)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A

53. Santuario di Şêx Şems a Lalîş

  • Descrizione: Santuario solare, dedicato a Şêx Şems (Şêx-Sole, uno dei 7 angeli/arcangeli). I pellegrini vi pregano al sorgere del sole. Il sole è figura centrale di venerazione Êzîdî (vedi n. 84).
  • Vocabolario Êzdîkî: Şêx Şems (Şêx Sole), roj (sole/giorno)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A; Kreyenbroek 1995, Trust=A

54. Giro del cerchio di pietre (Tawaf attorno alla pietra nera)

  • Descrizione: Nel santuario principale si trova la pietra nera Berê Reş. I pellegrini vi girano attorno 3 o 7 volte in senso antiorario, baciandola. Analogia con la Kaaba, entrambe le tradizioni condividono probabilmente una comune radice semitica antica.
  • Vocabolario Êzdîkî: berê reş (pietra nera), dor (giro), maç kirin (baciare)
  • Stato Sirr: semi-pubblico
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A; Kreyenbroek 1995, Trust=A

55. Şivane Reş: Il pastore nero (custode del santuario)

  • Descrizione: Compito a vita di una persona selezionata (sempre dalla linea Adani), che abita nel complesso di Lalîş, cura i santuari, mantiene le lampade a olio. Vive in celibato, mangia solo cibi semplici.
  • Vocabolario Êzdîkî: şivan (pastore), reş (nero), nigehban (custode)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A

56. Pasto Berf a Lalîş: Pasto sacro

  • Descrizione: Durante il Berat ogni pellegrino riceve un pasto rituale: pane bianco, formaggio, acqua. Si mangia insieme, seduti a terra, in silenzio o con recitazione di Qewl. Simbolo: la mensa cosmica degli angeli.
  • Vocabolario Êzdîkî: xwarin (pasto), nan (pane), panîr (formaggio)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A

5. CALENDARIO DELLE FESTE


57. Sersal / Çarşemiya Sor: Capodanno Êzîdî

  • Descrizione: La festa più importante dell’anno. Il Capodanno Êzîdî cade il primo mercoledì di aprile (calendario giuliano, nel gregoriano per lo più a metà aprile). Segna il giorno in cui Tawûsî Melek scese sulla terra e completò l’universo. Elementi principali: pittura delle uova (rosse come il sangue del melograno), visita al cimitero (merra), raccolta di fiori primaverili, processioni di bambini, salti del fuoco.
  • Vocabolario Êzdîkî: sersal (inizio dell’anno), çarşem (mercoledì), sor (rosso), Tawûsî Melek (Angelo-Pavone)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: a Sinjar Çarşemiya Sor; in Armenia Çarşema Serê Nîsanê; nella diaspora spesso il sabato/domenica attorno al primo mercoledì di aprile.
  • Fonte: Açıkyıldız 2010 cap. 8, Trust=A; Kreyenbroek 1995, Trust=A; ezipedia.de „Sersal", Trust=B

58. Uova del Sersal: Hêkên Sor

  • Descrizione: Le uova vengono colorate con bucce di cipolla (danno il colore rosso), succo di barbabietola o sangue di melograno. Decorate con motivi fini (pavone, sole, stella). Le famiglie si scambiano le uova la mattina del Sersal. Simbolo: l’uovo cosmico primordiale da cui ebbe origine il mondo (parallelo alle uova primaverili in tutto il mondo, ma con specifica simbologia Êzîdî della creazione).
  • Vocabolario Êzdîkî: hêk (uovo), sor (rosso), boyax (colorazione), nexş (motivo)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: universale, lievi differenze nei motivi.
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A; ezidi-heritage.org, Trust=B

59. Merra / Visita al cimitero per il Sersal

  • Descrizione: La mattina del Sersal le famiglie visitano le tombe dei defunti. Su ogni tomba si depongono uova, pane, dolci. I cibi vengono condivisi con i bisognosi. Simbolo: ponte tra i vivi e i morti nel punto di svolta dell’anno.
  • Vocabolario Êzdîkî: merra (cimitero), goristan (cimitero, alternativa), bîranîna mirîyan (commemorazione dei morti)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A

60. Çile Havîn: Digiuno estivo di 40 giorni

  • Descrizione: Fase estiva di 40 giorni (çile), in cui Pîr, Şêx e Mirîd particolarmente devoti digiunano rigorosamente, niente carne, niente aglio, niente cipolla, niente acqua durante il giorno. Da metà giugno a metà luglio circa. Termina con la Cêjna Çila Havînê.
  • Vocabolario Êzdîkî: çile (periodo di 40 giorni), havîn (estate), rojî (digiuno)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: per i Mirîd opzionale; per Pîr/Şêx a Sheikhan obbligatorio; nella diaspora spesso solo 3 giorni simbolici.
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A; Kreyenbroek 1995, Trust=A

61. Çile Zivistan: Digiuno invernale di 40 giorni

  • Descrizione: Analogo al Çile Havîn, in inverno (da metà dicembre a fine gennaio). Termina con la Cêjna Êzî (vedi n. 62). Più rigoroso del digiuno estivo in molte famiglie.
  • Vocabolario Êzdîkî: zivistan (inverno), çile-zivistan (40 giorni d’inverno)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A; Spät 2018, Trust=A

62. Cêjna Êzî: Festa di Sultan Êzî a dicembre

  • Descrizione: Una delle tre maggiori feste Êzîdî. A metà dicembre (data precisa secondo il calendario lunare). 3 giorni di digiuno + 1 giorno di banchetto. In onore di Sultan Êzî (Êzîd ibn Mu’awiya, il califfo storicamente controverso, divenuto presso gli Êzîdî figura sacra centrale, vedi Açıkyıldız 2010 cap. 3). Macellazione di una pecora (Qurban), pasto comune.
  • Vocabolario Êzdîkî: cêjn (festa), Êzî (Sultan Êzî), qurban (animale sacrificale)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: Sinjar: 3 giorni; Sheikhan: 4 giorni; Armenia: 1 giorno.
  • Fonte: Açıkyıldız 2010 cap. 8, Trust=A; Kreyenbroek 1995, Trust=A; Omarkhali 2017, Trust=A

63. Cêjna Cemayî: Festa dell’assemblea di Lalîş a ottobre

  • Descrizione: Culmine del pellegrinaggio a Lalîş in ottobre (vedi n. 44). Festa dell’assemblea di 7 giorni con processione del Sancak, udienza del Mîr, recitazioni di Qewl, pasti comuni. Il più grande evento di assemblea Êzîdî al mondo (fino al 2014 circa 50.000 pellegrini all’anno).
  • Vocabolario Êzdîkî: cêjn (festa), cemayî (assemblea)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Açıkyıldız 2010 cap. 8, Trust=A

64. Cêjna Sêr: Festa della macellazione del toro

  • Descrizione: Rituale specifico durante la Cêjna Cemayî a Lalîş: un giovane toro viene condotto in processione attraverso Lalîş, infine macellato davanti al santuario principale. La carne viene distribuita a pezzi agli astanti. Tradizione pre-islamica (culto mitraico del toro?, Açıkyıldız discute i paralleli).
  • Vocabolario Êzdîkî: sêr (toro), qurban (sacrificio), goştê pîroz (carne sacra)
  • Stato Sirr: semi-pubblico
  • Varianti regionali: solo a Lalîş stessa; nelle altre feste Êzîdî sostituito dal sacrificio della pecora.
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A (con discussione mitraica); Kreyenbroek 1995, Trust=A

65. Cejna Belindê: Festa di primavera

  • Descrizione: Festa attorno al 7 febbraio, passaggio dall’inverno alla primavera. Le donne adornano le case con i primi fiori (bucaneve, crochi). I bambini vanno di casa in casa, ricevono dolci. Si prepara un pasto speciale di 7 cereali (qelendok vedi n. 91).
  • Vocabolario Êzdîkî: cejn (festa), belindê (ornamento di primavera), bihar (primavera)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: a Sinjar rara, a Sheikhan e soprattutto in Armenia importante.
  • Fonte: Spät 2018, Trust=A; ezipedia.de „Belindê", Trust=B

66. Cejna Tawûsgêran: Festa della processione del pavone

  • Descrizione: Finestra temporale primavera-estate, quando i Qewal girano per i villaggi con i Sancak (vedi n. 48). In ogni villaggio visitato si celebra una mini-festa locale: pasto comune, ascolto dei Qewl, bacio del Sancak, offerte.
  • Vocabolario Êzdîkî: Tawûsgêran (giro del pavone), cejn (festa)
  • Stato Sirr: semi-pubblico
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A

67. Cêjna Xidir Nebî: Festa di Khidr

  • Descrizione: A metà febbraio (in alcune regioni fusa con la Belindê). In onore di Xidir Nebî (Khidr, l’angelo/profeta „verde", sacro in molte religioni del Vicino Oriente). Le famiglie preparano i Pexûn (biscotti dolci ripieni), offrono presso le fonti d’acqua. Le giovani donne mettono una focaccia salata sotto il cuscino, il futuro marito appare in sogno.
  • Vocabolario Êzdîkî: Xidir Nebî (profeta Khidr), pexûn (biscotti dolci), xewn (sogno)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: Sheikhan più forte; Sinjar rara; l’Armenia ha una propria variante mescolata con santi locali.
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A; ezipedia.de, Trust=B

68. Cejna Roja Êzdî / Giorno della commemorazione 3 agosto

  • Descrizione: Dal 2014 giornata internazionale della commemorazione Êzîdî, giorno del genocidio da parte dell’IS a Sinjar. Gli Êzîdî in tutto il mondo commemorano le vittime, tengono veglie, discorsi, canti funebri. Elemento politico e religioso mescolato.
  • Vocabolario Êzdîkî: roja êzdîyan (giorno degli Êzîdî), qirkirin (genocidio), bîranîn (commemorazione)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: sincrono in tutto il mondo; in Germania eventi centrali ad Hannover, Celle, Oldenburg.
  • Fonte: Rapporti dell’organizzazione Yazda, Trust=B; Spät 2018, Trust=A

69. Çarşemiya Reş: Mercoledì nero (mercoledì di lutto)

  • Descrizione: Attenzione, complessità semantica: la Çarşemiya Sor (mercoledì rosso) è la festa di Capodanno (n. 57). La Çarşemiya Reş (mercoledì nero) è il secondo mercoledì di aprile, mercoledì di lutto, in cui le celebrazioni del Sersal vengono omesse, qualora qualcuno nella famiglia sia morto di recente. Alcune famiglie di Sinjar evitano anche altri „mercoledì neri" nel corso dell’anno.
  • Vocabolario Êzdîkî: çarşem (mercoledì), reş (nero), şîn (lutto)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A

70. Şevbêdarî: Veglie notturne sacre

  • Descrizione: In diverse feste (vigilia del Sersal, vigilia della Cêjna Êzî, alcuni giorni di commemorazione dei santi) si veglia tutta la notte. Le famiglie siedono insieme, il Pîr recita i Qewl, il tè scorre in abbondanza. Il silenzio tra i versi fa parte della devozione. Termina con la preghiera del mattino.
  • Vocabolario Êzdîkî: şev (notte), bêdarî (veglia), şevbêdarî (veglia notturna)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Kreyenbroek 1995, Trust=A; Allison 2001, Trust=A

71. Cêjna Pîra Fat: Giorno di commemorazione della santa Pîra Fat

  • Descrizione: Festa locale in alcune regioni in onore della santa donna Pîra Fatîma (linea Pîr femminile). Viene celebrata con un’assemblea di donne, pasto di offerta, assemblea della linea Pîra. In Armenia più conservata che in Iraq.
  • Vocabolario Êzdîkî: Pîra (Pîr femminile), Fat (Fatma/Fatîma)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: Armenia-Aparan forte; altrove piuttosto rara.
  • Fonte: Asatrian/Arakelova 2014, Trust=A

72. Tofa Belekê: Festa del raccolto di primavera

  • Descrizione: Festa locale in alcuni villaggi di Sheikhan, in cui si celebra il primo raccolto di grano. Il primo grano viene macinato in un pane e offerto al santuario del Pîr locale. Più usanza popolare che religiosamente centrale.
  • Vocabolario Êzdîkî: tofa (assemblea), belek (variopinto/fresco)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: ezipedia.de, Trust=B; Spät 2018, Trust=A

6. USANZE QUOTIDIANE


73. Mêvanperwerî: L’ospitalità come dovere sacro

  • Descrizione: L’ospitalità presso gli Êzîdî è un dovere religioso, non mera cortesia. Un ospite (mêvan) è „mandato da Dio" (mêvanê Xwedê). Anche uno straniero sconosciuto che bussa alla porta deve essere accolto, tradizionalmente per almeno tre giorni, senza chiedere il motivo del suo viaggio; solo dopo è considerato lecito chiedere provenienza e intento. Questa norma dei tre giorni l’essere Êzîdî la condivide con la più ampia regione curdo-arabo-beduina del Vicino Oriente, ma nell’ethos êzîdî ha un rango religioso: rifiutare un ospite è peccato, e anche in povertà estrema all’ospite viene dato l’ultimo pasto. Il dovere di ospitalità è strettamente legato alla concezione del pane e del sale: chi ha mangiato il pane di una casa è sotto la sua protezione (nan û xwê, pane e sale; cfr. la concezione della sacralità del pane in Purezza e tabù e Cuisine). Nella diaspora il Mêvanperwerî rimane un marcatore identitario, ma viene pragmaticamente ridotto a causa delle condizioni abitative e del lavoro (Kreyenbroek 2009).
  • Vocabolario Êzdîkî: mêvan (ospite), mêvanperwerî (ospitalità), mêvandarî (atteggiamento ospitale), nan û xwê (pane e sale / patto di ospitalità), mala min mala te ye (casa mia è casa tua)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: universale, particolarmente marcato a Sinjar; nella diaspora pragmaticamente ridotto.
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A; Allison 2001, Trust=A; Kreyenbroek 2009 Yezidism in Europe, Trust=A

74. Saxbûnî: Saluto

  • Descrizione: Saluto standard: Saxbî (sii sano/vivo, risposta: Tu jî sax bî (sii sano anche tu)). Con gli anziani bacio della mano + appoggiare la fronte sulla mano. Con Şêx/Pîr inginocchiarsi e baciare la mano, poi appoggiarla sulla fronte. Mai usare da solo il saluto islamico Salam (con connotazione troppo islamica), si preferisce Saxbî o Aleykum êrî.
  • Vocabolario Êzdîkî: sax (sano), bûn (essere), saxbûnî (saluto)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: Sinjar: Saxbî; Armenia: Saxbîn (plurale automatico); Diaspora: spesso anche Roj baş (buongiorno).
  • Fonte: Allison 2001, Trust=A; Kreyenbroek 1995, Trust=A

75. Hurmet: Rispetto per gli anziani

  • Descrizione: Profondo rispetto per gli anziani (mezin). All’ingresso di un anziano ci si alza, si tace finché non si è interpellati, si lascia che parlino/mangino/bevano per primi. Il contatto visivo diretto con una persona molto più anziana è scortese. Questa tradizione vale rigorosamente con Pîr/Şêx (sempre alzarsi!), ma anche nella vita quotidiana nella propria famiglia. Una variante particolarmente rigorosa dell’etichetta sociale è il tabù ampiamente diffuso di offendere o ferire un religioso (Encyclopaedia Iranica, „Yazidis i. General"): chi onora uno Şêx o un Pîr vivente onora, secondo la concezione diffusa, al tempo stesso il sacro antenato di cui egli prosegue la linea. Questo rispetto struttura l’ordine dei posti, l’ordine dei saluti e il diritto di parola in ogni assemblea. Per l’inserimento istituzionale nell’ordinamento castale: vedi Ordinamento sociale.
  • Vocabolario Êzdîkî: hurmet (rispetto), mezin (anziano/maggiore), xwedêgir (timorato di Dio)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A; Encyclopaedia Iranica „Yazidis i. General" (Kreyenbroek), Trust=A

76. Berfa Êvarê / Salam li Rojê: Salam serale al sole

  • Descrizione: Al tramonto l’Êzîdî si volge a Ovest, inclina il volto verso il sole calante e pronuncia una breve preghiera (Salam Şêx Şems). Controparte mattutina: volgersi a Est, Du'aya Sibehê (preghiera del mattino). Il sole (Şêx Şems) non è „Dio", ma il più alto simbolo/manifestazione divina.
  • Vocabolario Êzdîkî: roj (sole/giorno), salam (saluto), Şêx Şems (angelo del sole), sibeh (mattino), êvar (sera)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Kreyenbroek 1995, Trust=A; Açıkyıldız 2010, Trust=A

77. Avê û Nan: Acqua+pane, pasto sacro

  • Descrizione: Il pasto più semplice (acqua + pane) è il nucleo rituale di ogni mensa Êzîdî. Prima di mangiare acqua sulle mani, poi spezzare il pane (mai tagliarlo, tagliare è considerato violenza al pane!). Il pane non cade mai a terra, chi lascia cadere il pane a terra lo raccoglie, lo bacia, lo mette da parte. Gli avanzi di pane non vengono mai gettati, ma dati agli animali.
  • Vocabolario Êzdîkî: av (acqua), nan (pane), birîn (spezzare, NON tagliare!), pîroz (sacro)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A; Spät 2018, Trust=A

78. Çay û Şîrîn: Tradizione del tè dal samovar

  • Descrizione: Il tè viene tradizionalmente servito da un samawar (samovar, importato dal russo nel XIX secolo). Tè nero in piccoli bicchieri a tulipano, senza latte, con abbondante zucchero o una zolletta tra i denti. Il tè viene continuamente versato, una tazza vuota è un’offesa all’ospite. A ogni incontro almeno 3 tazze di tè.
  • Vocabolario Êzdîkî: çay (tè), samawar (samovar), şîrîn (dolce), îstîkan (bicchiere da tè)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: Armenia: spesso mescolato con tisane di erbe; Sinjar: più concentrato; Diaspora: bollitore elettrico invece del samovar.
  • Fonte: Allison 2001, Trust=A; ezipedia.de, Trust=B

79. Bilêvî: Purezza della pronuncia in Êzdîkî

  • Descrizione: In contesto sacrale (Qewl, Du’a) la pronuncia deve essere esattamente tradizionale, gli spostamenti fonetici curdi moderni sono tabù. Certe parole sacre possono essere pronunciate solo dai Qewal o dai Pîr, altre hanno un tabù di pronuncia per certe ore del giorno. Gli Êzîdî conservatori preferiscono l’Êzdîkî al Kurmancî moderno.
  • Vocabolario Êzdîkî: bilêvî (pronuncia), paqijiya zimanî (purezza linguistica), kelîma (parola)
  • Stato Sirr: pubblico (il principio), riservato (quali parole esattamente siano tabù)
  • Fonte: Omarkhali 2017, Trust=A; Allison 2001, Trust=A

80. Rituali di purificazione prima della preghiera: Abdest

  • Descrizione: Prima della preghiera del mattino, prima di ogni visita a Lalîş, prima dell’udienza del Pîr: lavaggio rituale di mani (3 volte), bocca (3 volte acqua), viso, piedi. L’acqua deve essere acqua di sorgente fresca, mai da un recipiente stagnante. Importante: non lavarsi in una ciotola, l’acqua deve scorrere (altrimenti è „morta"). Per questo gli Êzîdî tradizionalmente non fanno il bagno in vasca, solo doccia/versamento.
  • Vocabolario Êzdîkî: paqijî (purificazione), abdest (lavaggio rituale, persiano), av-rijandin (versamento dell’acqua)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Kreyenbroek 1995, Trust=A; Açıkyıldız 2010, Trust=A

81. Berikatandin: Gesto simile al segno della croce

  • Descrizione: Nell’invocazione di Tawûsî Melek, prima di passi importanti (viaggio, malattia, nascita) si compie con la mano destra un movimento sopra fronte → petto → bocca e contemporaneamente si pronuncia „Ya Tawûsî Melek". Analogo al segno della croce cristiano, ma teologicamente gesto Êzîdî proprio, nessuna influenza cristiana.
  • Vocabolario Êzdîkî: bereket (benedizione), dest danîn (imposizione della mano)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A

82. Rapporto Pîr-Mirîd nella vita quotidiana

  • Descrizione: Ogni famiglia Mirîd è assegnata a un determinato Pîr e Şêx, l’assegnazione è ereditaria e non può essere cambiata. Notevole: anche gli appartenenti alle caste Şêx e Pîr devono a loro volta avere uno Şêx e un Pîr, nessuno è al di fuori di questa rete di accompagnamento spirituale. Lo Şêx deve partecipare agli eventi importanti dei suoi protetti, nascita, matrimonio, sepoltura –, predica, formula preghiere e può imporre tabù; per questo i Mirîd versano un contributo annuale fisso. Il Pîr ha compiti molto simili, può sostituire lo Şêx e riceve tradizionalmente circa la metà del suo dono (Encyclopaedia Iranica; cfr. la ricerca riferita nella panoramica „Yazidi social organization"). In caso di malattia/crisi viene spesso chiamato per primo il Pîr. Per la rappresentazione dettagliata dei tre stati e degli uffici: vedi Ordinamento sociale e Religione.
  • Vocabolario Êzdîkî: pîr (padre spirituale), mirîd (laico), xêr (offerta/opera buona), niyaz (devozione/dono)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Kreyenbroek 1995, Trust=A; Açıkyıldız 2010 (capitolo centrale sulla struttura sociale), Trust=A; Encyclopaedia Iranica „Yazidis i. General" (Kreyenbroek), Trust=A

83. Dîwan: Assemblea maschile

  • Descrizione: Assemblea quotidiana/settimanale degli uomini di un villaggio o di una grande famiglia nel dîwan (sala comune). Discussione di questioni familiari, mediazione dei conflitti, istruzione religiosa da parte del Pîr, tè + tabacco. Le donne hanno un dîwana jinan separato (Diwan delle donne). I ragazzi vengono introdotti dalla pubertà.
  • Vocabolario Êzdîkî: dîwan (assemblea), mêr (uomo), civat (comunità)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: Sinjar: case separate; Sheikhan: Diwan comunitario; Diaspora: nelle associazioni.
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A

84. Culto solare quotidiano: Venerazione del sole

  • Descrizione: L’alba e il tramonto sono i momenti chiave della giornata. All’alba i primi pensieri/parole dovrebbero essere di lode (pesn). Al tramonto un saluto di commiato. Durante il giorno l’Êzîdî si volge occasionalmente verso il sole, inclina il capo, un breve „Salam al sole". Non voltare le spalle al sole quando si è in piedi è la norma ideale (a Sheikhan più forte che altrove).
  • Vocabolario Êzdîkî: roj (sole), Şêx Şems (angelo del sole), pesn (lode), salam dan (salutare)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Kreyenbroek 1995, Trust=A; Açıkyıldız 2010, Trust=A; Asatrian/Arakelova 2014, Trust=A

85. Berdêla Maaş: Aiuto di vicinato

  • Descrizione: In caso di grandi costruzioni (casa, stalla), raccolti o matrimoni, l’intero villaggio presta aiuto gratuitamente. Viene prestato in un sistema di scambio reciproco, chi aiuta può poi richiedere aiuto. Le donne aiutano le donne nei parti, nella preparazione dei matrimoni, nei rituali di lutto; gli uomini nella costruzione, nell’agricoltura, nelle macellazioni.
  • Vocabolario Êzdîkî: berdêl (scambio), alîkarî (aiuto), cîran (vicino)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Spät 2018, Trust=A

86. Êzdîxan: Il concetto di terra Êzîdî

  • Descrizione: Spazio di vita ideale Êzîdî (Êzdîxan, „terra Êzîdî"). Storicamente l’area Lalîş-Sheikhan-Sinjar in Iraq. Il concetto moderno (specialmente post-2014) ampliato: tutti gli insediamenti Êzîdî nel mondo. Termine usato politicamente (richiesta di una regione autonoma Êzîdî a Sinjar; il dominio ezdixan.de riprende il termine).
  • Vocabolario Êzdîkî: Êzdîxan (terra Êzîdî), welat (patria), niştîman (terra dei padri)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Spät 2018, Trust=A; Rapporti dell’organizzazione Yazda, Trust=B

87. Selva û Du’a: Routine di formule nello svolgimento della giornata

  • Descrizione: Ogni azione quotidiana è tradizionalmente accompagnata da una breve formula: alzandosi Şikir ji Xwedê (grazie a Dio); mangiando Bismê Tawûsî Melek (nel nome dell’Angelo-Pavone); prima di un viaggio Rê xêr be (che il cammino sia buono); incontrando un animale Hawar tê Şêx Adî (protezione di Şêx Adî); starnutendo Saxbî (sii sano).
  • Vocabolario Êzdîkî: selva (formula), du'a (preghiera), bismê (nel nome di), şikir (grazie)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Kreyenbroek 1995, Trust=A; Omarkhali 2017, Trust=A

87a. Rabûna li ber Mezinan: Alzarsi, ordine dei posti, diritto di parola (micro-etichetta sociale)

  • Descrizione: L’etichetta quotidiana êzîdî segue regole sottili, non scritte, che rendono visibili rango e rispetto. Se un anziano o un religioso entra nella stanza, tutti i più giovani si alzano (rabûn) e restano in piedi finché non viene loro indicato un posto. L’ordine dei posti è gerarchico: l’ospite o il religioso di rango più elevato siede al „capo" (spesso di fronte alla porta, lontano dalla soglia, la soglia è considerata sede degli angeli, vedi n. 125); il tè viene servito prima a lui. Il diritto di parola scende dall’alto verso il basso, i più giovani non parlano senza essere invitati in presenza degli anziani. Nel congedare un religioso ci si ritira camminando all’indietro o almeno non gli si volgono le spalle bruscamente (cfr. n. 135). Questa micro-etichetta è la forma espressiva quotidiana della hurmet descritta al n. 75 e del tabù di ferire un religioso (Encyclopaedia Iranica).
  • Vocabolario Êzdîkî: rabûn (alzarsi), serê civatê (capo dell’assemblea), hurmet (rispetto), rê dan (dare la parola / la precedenza)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: universale; a Sinjar e Sheikhan più rigorosamente formalizzata, nella diaspora allentata, ma per lo più conservata verso Pîr/Şêx.
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A; Encyclopaedia Iranica „Yazidis i. General" (Kreyenbroek), Trust=A; Kreyenbroek 2009, Trust=A

87b. Ciclo delle feste e riti di vita: Panoramica e delimitazione

  • Descrizione: Le usanze di questo articolo sono inserite in due grandi ritmi, ciascuno dei quali ha un proprio articolo principale e che qui consapevolmente non vengono duplicati:
  • Ciclo annuale (feste): Capodanno Êzîdî Sersal / Çarşema Sor (primo mercoledì di aprile, giuliano), esplicitamente non identico al Newroz curdo (21 marzo, non una festa êzîdî); la festa invernale Cejna Êzî; i periodi di digiuno di 40 giorni (çile); la festa autunnale di pellegrinaggio Cejna Cemaiyê a Lalîş. → elenco completo e datazione: Calendario delle feste; la festa di pellegrinaggio in dettaglio: Cejna Cemaiyê; la meccanica del calendario: Calendario e computo del tempo.
  • Ciclo della vita (riti di passaggio): nascita, imposizione del nome, Mor-Kirin, matrimonio (Dawet) e morte formano una catena rituale coerente. → sistematicamente dalla nascita al matrimonio: Ciclo della vita; morte, lutto e viaggio dell’anima: Morte, anima e reincarnazione. Questa voce funge da guida; le singole usanze presentate nelle sezioni 1–5 di questo articolo integrano gli articoli principali citati con l’esecuzione rituale concreta.
  • Vocabolario Êzdîkî: cejn (festa), sersal (Capodanno), çarşema sor (mercoledì rosso / Sersal), çerxa jiyanê (ciclo della vita)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Açıkyıldız 2010 cap. 8, Trust=A; Kreyenbroek 1995, Trust=A; Spät „The Festival of Sheikh Adi in Lalish", Trust=A

7. ABBIGLIAMENTO + COSTUME


88. Kiras: Abito femminile tradizionale Êzîdî

  • Descrizione: Lungo abito colorato con maniche lunghe. Colori principali: rosso, verde, giallo, bianco, mai blu! (tabù, vedi n. 96). Decorato con ricami (sole, pavone, melograno, motivi vegetali). Si indossa sopra i pantaloni (derpê). Nelle occasioni festive con gioielli d’oro (zêr), foulard (hîvanî), cintura.
  • Vocabolario Êzdîkî: kiras (abito lungo), derpê (pantaloni sotto), hîvanî (foulard femminile), nexş (ricamo)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: Sinjar: toni di rosso più scuri, più corto; Sheikhan: colori più chiari, più lungo; Armenia: influenzato dal russo-armeno, più corto e stretto; Diaspora: spesso solo nei giorni di festa.
  • Fonte: Açıkyıldız 2010 cap. 9 (sull’abbigliamento), Trust=A; ezidi-heritage.org „Kiras", Trust=B

89. Mêran Lebs: Costume maschile

  • Descrizione: Classico: ampi pantaloni a sbuffo (şal), sopra una lunga camicia (kiras-mêr), sopra un gilet o un mantello (çoxa), cintura (şût), foulard (kefiye) o cappello di feltro (kûm). Colori: nero, bianco, marrone, beige. Pîr e Şêx indossano un bianco particolare (cilê spî). Oggi per lo più solo nei giorni di festa, nei giorni feriali vestiti all’occidentale.
  • Vocabolario Êzdîkî: şal (pantaloni a sbuffo), kiras (camicia), çoxa (mantello), şût (cintura)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: Sinjar: pantaloni ampi dominanti; Sheikhan: più stretti; Armenia: con stile mantello-cappa/Çepken; Diaspora: solo abito festivo.
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A; Spät 2018, Trust=A

90. Kefîye: Foulard maschile

  • Descrizione: Panno a quadri o bianco/rosso che gli uomini legano attorno al capo. Per Pîr/Şêx un determinato stile di legatura (nodo sul lato). Per i giovani uomini più sciolto. Tabù: mai toglierlo durante una preghiera, mai gettarlo a terra.
  • Vocabolario Êzdîkî: kefîye (foulard), şal-serî (scialle per il capo)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: Sinjar/Sheikhan: bianco/rosso; Armenia: spesso nero.
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A

91. Cilê Spî: Abito bianco per Pîr / Şêx

  • Descrizione: Interamente bianco: camicia, pantaloni, tunica, copricapo. Simboleggia purezza, vicinanza alla luce di Tawûsî Melek. Viene indossato quotidianamente (non solo nei giorni di festa) da Pîr e Şêx pienamente in carica. Alla morte Pîr/Şêx vengono sepolti nello stesso abito bianco.
  • Vocabolario Êzdîkî: cil (abito), spî (bianco), paqijî (purezza)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A; Kreyenbroek 1995, Trust=A

92. Cilê Reş: Abito nero di lutto

  • Descrizione: L’abito nero viene indossato durante il periodo di lutto (vedi n. 38). Presso le donne Êzîdî spesso come completo nero per 1 anno, presso gli uomini come panno/bracciale. Presso le vedove spesso in modo permanente.
  • Vocabolario Êzdîkî: cil (abito), reş (nero), şîn (lutto)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A

93. Çoxa: Mantello maschile

  • Descrizione: Lungo mantello/tunica di lana, per lo più marrone, nero o beige. Indossato d’inverno, dagli Şêx anche d’estate come segno di dignità. Tradizionalmente tessuto a mano (çoxa-tewîl = tessuto lungo).
  • Vocabolario Êzdîkî: çoxa (mantello di lana), hirî (lana), tewîl (lungo)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A

94. Kezî / Bişkok: Gioielli femminili

  • Descrizione: Le donne portano gioielli d’oro come dote/sicurezza mobile. Pezzi principali: kezî (orecchino), bişkok (bottoni/decorazioni sull’abito), pesar (catenina per la fronte), gerdene (collana), bazin (bracciale). Regali di nozze. Vengono venduti in tempi di necessità (specialmente dopo il 2014).
  • Vocabolario Êzdîkî: zêr (oro), kezî (orecchino), gerdene (collana), bazin (bracciale), pesar (gioiello per la fronte)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A; Spät 2018, Trust=A

95. Hîvanî / Çarşev: Foulard femminile

  • Descrizione: Foulard femminile, per lo più bianco o colorato, mai blu. Per le donne sposate obbligatorio in pubblico; le giovani non sposate lo portano in modo più sciolto o per niente. Non ha una funzione religiosa obbligatoria come l’hijab islamico, ma è tradizione/norma sociale.
  • Vocabolario Êzdîkî: hîvanî (foulard), çarşev (panno, alternativa), serbend (fascia per la fronte)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: Sinjar: più scuro, più grande; Sheikhan: più chiaro; Armenia: più piccolo; Diaspora: nelle famiglie liberali opzionale.
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A; Kreyenbroek 1995, Trust=A

8. PROFESSIONI + CASTE


96. Famiglie Şêx: Funzione ereditaria religiosa

  • Descrizione: La più alta delle tre caste. Derivazione da Şêx Adî e dai suoi parenti. Suddivisioni: Şêx Şemsanî (da Şêx Şems), Şêx Adanî (discendenti diretti di Adî), Şêx Qatanî (da Şêx Hesen/Qatanî, importante per questo progetto!). Uno Şêx può amministrare i sacramenti, guidare le preghiere, esercitare funzioni del Sancak.
  • Vocabolario Êzdîkî: Şêx (Sceicco/casta più alta), binemal (linea), Şemsanî/Adanî/Qatanî (sottogruppi)
  • Stato Sirr: pubblico (struttura generale), riservato (linee precise)
  • Fonte: Açıkyıldız 2010 cap. 4 (sulla struttura sociale), Trust=A; Kreyenbroek 1995, Trust=A; Omarkhali 2017, Trust=A

97. Famiglie Pîr: 40 linee

  • Descrizione: Casta intermedia, 40 linee Pîr tradizionali (alcune fonti parlano di 50). Maestri spirituali, mediatori tra Mirîd e Şêx. Ogni famiglia Mirîd ha un Pîr assegnato di una determinata linea. Linee Pîr note: Pîr Sînî Bahrî, Pîr Hesenê Memê, Pîrê Libnan, Pîra Fat.
  • Vocabolario Êzdîkî: Pîr (padre spirituale), binemala Pîran (linea Pîr), çil malê Pîran (40 case dei Pîr)
  • Stato Sirr: pubblico (numero 40), riservato (tutti i dettagli delle linee)
  • Fonte: Kreyenbroek 1995 (con elenchi delle linee), Trust=A; Açıkyıldız 2010, Trust=A

98. Mirîd: Laici

  • Descrizione: La casta più numerosa (~90% di tutti gli Êzîdî). Sono guidati religiosamente da Pîr e Şêx. Non possono compiere sacramenti, ma sono membri religiosi a pieno titolo. Endogamia all’interno della casta Mirîd, nessun Mirîd può sposare uno Şêx o un Pîr.
  • Vocabolario Êzdîkî: Mirîd (seguace/laico), gel (popolo), cemaat (comunità)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Kreyenbroek 1995, Trust=A; Açıkyıldız 2010, Trust=A

99. Qewal: Musicisti sacrali, solo 2 famiglie

  • Descrizione: Musicisti appositamente selezionati, il cui compito è la recitazione dei Qewl (canti sacri) e il trasporto dei Sancak (Tawûsgêran). Solo 2 famiglie hanno il privilegio: i Qewal di Bahzanê e i Qewal di Beşîqê (entrambi villaggi della regione di Sheikhan). Trasmissione padre-figlio nel corso dei secoli. Strumenti: def (tamburo a cornice), şibab (flauto). Dopo il 2014 fortemente decimati.
  • Vocabolario Êzdîkî: Qewal (cantore sacrale), qewl (canto sacrale), def (tamburo), şibab (flauto)
  • Stato Sirr: pubblico (esistenza), semi-pubblico (struttura precisa)
  • Varianti regionali: solo Bahzanê + Beşîqê a Sheikhan; altrove ovunque solo visitatori.
  • Fonte: Açıkyıldız 2010 (capitolo centrale sui Qewal), Trust=A; Allison 2001, Trust=A; Kreyenbroek 1995, Trust=A

100. Faqir / Feqir: Asceti

  • Descrizione: Uomini ascetici che si sono dedicati alla vita religiosa, fanno la Çîlexanê (vedi n. 49), indossano una tunica di lana nera, spesso scalzi. Sono particolarmente venerati. La tradizione risale alla scuola sufi originaria di Şêx Adî. Oggi molto pochi (a Sheikhan forse ancora 10-20).
  • Vocabolario Êzdîkî: faqir (asceta), feqir (variante), pêxas (scalzo)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A; Kreyenbroek 1995, Trust=A

101. Kocek / Koçek: Veggente / figura sciamanica

  • Descrizione: Specialisti religiosi di carattere visionario/medianico, ricevono messaggi degli angeli, interpretano i sogni, guariscono mediante l’imposizione delle mani. Vengono consultati nelle crisi. Non ereditario, ma „chiamato" attraverso visioni. Oggi raro, ma a Sheikhan e in Armenia ancora esistente.
  • Vocabolario Êzdîkî: Kocek (veggente), xewn-şirovekar (interprete dei sogni)
  • Stato Sirr: semi-pubblico
  • Varianti regionali: Armenia-Aparan + Sheikhan; Sinjar meno.
  • Fonte: Kreyenbroek 1995, Trust=A; Asatrian/Arakelova 2014, Trust=A

102. Hosta: Funzione di maestro

  • Descrizione: „Maestro/insegnante", non un rango religioso in senso stretto, ma socialmente riconosciuto. Insegna ai bambini la lingua Êzdîkî, i Qewl a memoria, la scrittura Hawar, le nozioni di base sulla tradizione. Oggi nella diaspora spesso con funzione di attivista dell’istruzione (scuole Êzîdî del fine settimana).
  • Vocabolario Êzdîkî: hosta (maestro/insegnante), mamoste (insegnante, moderno), xwendin (apprendimento)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Allison 2001, Trust=A; Omarkhali 2017, Trust=A

103. Mirebbi: Funzione di educatore

  • Descrizione: Donna o uomo anziano che nella famiglia allargata è considerato „educatore della tradizione", conosce tutti i rituali, i canti, le storie, corregge i giovani membri della famiglia. Importante nella diaspora per la trasmissione linguistica e culturale.
  • Vocabolario Êzdîkî: mirebbi (educatore, prestito arabo), dayikê pîr (vecchia madre), bavê pîr (vecchio padre)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Spät 2018, Trust=A

104. Mîrê Êzdiyan: Principe Êzîdî

  • Descrizione: Capo temporale della comunità Êzîdî. Risiede tradizionalmente a Ba’edrê (Sheikhan). Successione ereditaria in un’unica famiglia. Funzione: politico-religiosa, rappresentanza verso l’esterno, risoluzione interna dei conflitti. Mîr attuale: Hazim Tahsin Beg (dal 2019, dopo la morte di Mîr Tahsin Saîd Beg). Funzione politicamente indebolita, ma simbolicamente centrale.
  • Vocabolario Êzdîkî: Mîr (principe), serokê dînî (leader religioso), bavê êzdiyan (padre degli Êzîdî)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A; ezidi-heritage.org „Mîr", Trust=B

105. Baba Şêx: Massimo dignitario religioso

  • Descrizione: Massimo rango spirituale, residente a Lalîş. Guida le cerimonie religiose, in particolare la Mereka Şêx Adî. Successione ereditaria nella famiglia Şêx Fexr. Baba Şêx attuale: Sheikh Ali Elias (dopo il 2020).
  • Vocabolario Êzdîkî: Baba Şêx (Padre-Şêx), serê dînî (capo religioso)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A; Kreyenbroek 1995, Trust=A

106. Pîşesazî / Endogamia professionale

  • Descrizione: Determinate professioni erano tradizionalmente legate a determinate famiglie, fabbro (hostakar), cantore (Qewal), guaritore (Kocek). Queste professioni erano spesso endogamiche, i fabbri sposavano figlie di fabbri. Oggi in gran parte dissolto, salvo per i Qewal (vedi n. 99).
  • Vocabolario Êzdîkî: pîşe (professione), pîşesazî (professionalità), hostakar (artigiano)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Spät 2018 (libro centrale sull’artigianato e le professioni Êzîdî), Trust=A

9. CIBI + CUCINA FESTIVA


107. Sawûka Sersalê: Zuppa di primavera

  • Descrizione: Zuppa speciale per la festa del Sersal. Ingredienti: bulgur, lenticchie, erbe primaverili fresche (acetosa, ortica, spinaci), yogurt, aglio. Simboleggia i primi doni della primavera. Viene cotta in grandi pentole e distribuita a tutti, anche ai vicini.
  • Vocabolario Êzdîkî: sawûk (zuppa), sersal (Capodanno), bilxur (bulgur), nîsk (lenticchie)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: Sinjar: con carne di agnello essiccata; Sheikhan: vegetariana; Armenia: spesso con erbe selvatiche come sîs (parente selvatica della cipolla).
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A; ezipedia.de „Sawûk", Trust=B

108. Sîmel: Pane sacro

  • Descrizione: Pane bianco rotondo, cotto a Lalîş e consacrato con acqua Zemzem. I pellegrini ricevono un pezzo (paroka sîmelê), lo portano a casa, ne danno un boccone a ciascun membro della famiglia. Conserva simbolicamente per un anno, un nuovo pezzo a ogni pellegrinaggio. Simbolo: pane cosmico, manifestazione della creazione.
  • Vocabolario Êzdîkî: sîmel (pane sacro), paroka (pezzo), pîroz (sacro)
  • Stato Sirr: semi-pubblico
  • Varianti regionali: cotto solo a Lalîş, distribuzione in tutto il mondo.
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A; Kreyenbroek 1995, Trust=A

109. Heriise / Harîse: Crema di nozze e di festa

  • Descrizione: Crema densa di grano spezzato, carne di agnello, cotta lentamente 6-8 ore fino alla consistenza di crema. Condita con sale, pepe, cannella. Viene preparata in grandi quantità ai matrimoni, alla Cêjna Êzî, al Sersal. Simbolo: pazienza, unione (tutto diventa uno). Tradizione condivisa con altre culture del Vicino Oriente (harissa armena, harissé siriana).
  • Vocabolario Êzdîkî: heriise (crema), genim (grano), goştê berx (carne di agnello)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: universale, lievi differenze nelle spezie.
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A; ezidi-heritage.org „Heriise", Trust=B

110. Kutilk / Kibbeh: Polpette ripiene

  • Descrizione: Polpette di pasta di bulgur, ripiene di carne macinata (agnello), cipolle, pinoli, spezie. Diverse forme: rotonda, ovale, appiattita. Fritte o cotte in zuppa. Cibo di festa, ai matrimoni, al Sersal, per l’accoglienza degli ospiti. Condiviso con la tradizione siro-libanese (Kibbeh).
  • Vocabolario Êzdîkî: kutilk (polpette), bilxur (bulgur), goşt (carne)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: Sinjar: grandi, ovali; Sheikhan: piccole, rotonde; Armenia: simili alla kufta armena.
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A; Spät 2018, Trust=A

111. Qelendok: Miscela di 7 cereali

  • Descrizione: Miscela di 7 diversi cereali + legumi (grano, orzo, mais, lenticchie, ceci, fagioli, riso), cotti in una crema dolce con zucchero, frutta secca, chicchi di melograno. Viene preparato in particolare alla Cejna Belindê e alla Xidir Nebî. Simbolo: 7 angeli, completezza cosmica, augurio di abbondanza nel nuovo anno.
  • Vocabolario Êzdîkî: qelendok (crema di 7 cereali), heft (sette), dexl (cereale)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: Sinjar: salato; Sheikhan: dolce; Armenia: fortemente zuccherato come l’anush abur armeno.
  • Fonte: ezipedia.de „Qelendok", Trust=B; Spät 2018, Trust=A

112. Şerxos: Termine collettivo per i cibi di festa

  • Descrizione: Termine collettivo per i ricchi cibi di festa, piatti di riso (pilaw), spiedini di carne (kebab), verdure ripiene (dolme), dolci da forno. Viene servito alla Cêjna Cemayî, ai matrimoni, al ritorno dal pellegrinaggio. In contrasto con la semplice cucina quotidiana (xwarinê rojane).
  • Vocabolario Êzdîkî: şerxos (cibi di festa), xwarin (cibo), pilaw (riso), kebab (spiedino)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A

113. Konjk: Specialità di Bahzanî

  • Descrizione: Specialità locale del villaggio di Bahzanê (Sheikhan), zuppa di farina di ceci con aglio, cipolla, olio d’oliva, limone. Specifica per determinate feste locali. Viene ancora preparata nella diaspora dalle famiglie di Bahzanê.
  • Vocabolario Êzdîkî: konjk (zuppa di Bahzanî), nokk (cece)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: solo Bahzanê + diaspora di Bahzanî.
  • Fonte: ezipedia.de „Konjk", Trust=B; Spät 2018, Trust=A

114. Xawora: Dolce di Sinjar

  • Descrizione: Crema dolce di grano, sciroppo d’uva (dîwiz), noci. Specifica di Sinjar. Viene preparata ai matrimoni e in particolare al Sersal.
  • Vocabolario Êzdîkî: xawora (dolce di Sinjar), dîwiz (sciroppo d’uva), gûz (noce)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: solo Sinjar.
  • Fonte: Spät 2018, Trust=A

115. Dîwiz: Sciroppo d’uva

  • Descrizione: Succo d’uva addensato (senza zucchero aggiunto), tradizionalmente conservato in orci di terracotta. Dolcificante della cucina Êzîdî pre-zuccheriera. Viene gustato con pane, yogurt, dolci. In alcuni giorni di festa distribuito ritualmente.
  • Vocabolario Êzdîkî: dîwiz (sciroppo d’uva), tirî (uva), şîrîn (dolce)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Spät 2018, Trust=A; ezipedia.de, Trust=B

116. Mast û Doxa: Yogurt e Ayran

  • Descrizione: Il Mast (yogurt) è un alimento base, fatto in casa con latte di pecora/capra. La Doxa (anche Dew/Ayran) è una bevanda di yogurt salata, principale dissetante d’estate. Viene servita a quasi ogni pasto.
  • Vocabolario Êzdîkî: mast (yogurt), doxa (ayran), şîr (latte)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Spät 2018, Trust=A

117. Çay û Şîrîn / Tè + dolci

  • Descrizione: Servizio del tè con piccoli dolci: zollette di zucchero, datteri, gelsi essiccati, noci, halva. Con gli ospiti si servono almeno 3 varietà. Simboleggia il Mêvanperwerî.
  • Vocabolario Êzdîkî: çay (tè), şîrîn (dolci), xurme (datteri), helva (halva)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Allison 2001, Trust=A

118. Pexûn: Biscotti di Xidir Nebî

  • Descrizione: Biscotti dolci speciali per la festa di Xidir Nebî (vedi n. 67). Di farina, zucchero, burro, noci, spesso con sesamo. Vengono preparati in quantità multiple di 7 (numero sacro). Le giovani donne mettono un Pexûn salato sotto il cuscino, il futuro marito appare in sogno.
  • Vocabolario Êzdîkî: pexûn (biscotto di festa), Xidir (Khidr), xewn (sogno)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: ezipedia.de „Pexûn", Trust=B

119. Tradizione del Qurban: Sacrificio di un animale

  • Descrizione: Nelle feste importanti (Cêjna Êzî, Sersal a Lalîş, matrimonio, ringraziamento per una nascita) un animale viene macellato ritualmente, per lo più una pecora, talvolta una capra, nei grandi eventi un bovino. Importante: l’animale viene nutrito, calmato, accarezzato; macellazione il più possibile indolore; il sangue consacrato sul terreno. La carne in 3 parti: famiglia, parenti, bisognosi.
  • Vocabolario Êzdîkî: qurban (animale sacrificale), serbirîn (macellazione), goşt (carne), xwîn (sangue)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A; Kreyenbroek 1995, Trust=A

10. COSE PROIBITE (Tabù / Heram)


120. Tabù della lattuga/insalata: Marûl Heram e

  • Descrizione: Rigoroso tabù alimentare: la lattuga (marûl, lat. Lactuca sativa) è assolutamente proibita. Sfondo storico: una storia racconta che Şêx Adî (o Tawûsî Melek, a seconda della variante) fu aggredito o offeso in campi di lattuga, oppure che la parola marûl ricordi foneticamente un nome tabù. Gli Êzîdî non mangiano mai lattuga, anche nei ristoranti controllano le insalate. Altri tipi di insalata (rucola, spinaci) sono permessi.
  • Vocabolario Êzdîkî: marûl (lattuga), heram (proibito), qedexe (tabù)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: universale, tutte le regioni Êzîdî.
  • Fonte: Açıkyıldız 2010 cap. 5 (discussione centrale sui tabù), Trust=A; Kreyenbroek 1995, Trust=A; Spät 2018, Trust=A

121. Tabù dello Şîn/blu: Reng Şîn Heram e

  • Descrizione: Rigoroso tabù del colore: il colore blu (şîn) non può essere indossato, usato nell’abbigliamento, né dominante nell’arredamento della casa. Sfondo: Tawûsî Melek viene rappresentato in un blu-turchese celeste, gli esseri umani non possono „rivendicare" questo colore. Anche un gioco di parole semantico: şîn significa sia „blu" sia „lutto" (vedi n. 38), entrambe le connotazioni sono cariche di tabù. I bambini in età scolare nella diaspora ricevono un permesso speciale per le divise scolastiche blu.
  • Vocabolario Êzdîkî: şîn (blu / lutto), reng (colore), heram (proibito)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: universale. A Sinjar rigoroso, nella diaspora più pragmatico.
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A; Kreyenbroek 1995, Trust=A; Spät 2018, Trust=A

122. Tabù del Dîk/gallo: Dîk Heram e (regionale)

  • Descrizione: In alcune regioni Êzîdî (specialmente Sinjar) è tabù tenere galli bianchi (dîk), il gallo (specialmente bianco) è simbolo/manifestazione di Tawûsî Melek. A Sheikhan meno rigoroso. I galli neri o variopinti sono ovunque permessi. Anche il consumo di carne di gallo viene evitato in alcune famiglie.
  • Vocabolario Êzdîkî: dîk (gallo), mirîşk (gallina), tawûs (pavone)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: Sinjar: rigoroso; Sheikhan: più libero; Armenia: quasi non praticato.
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A; Asatrian/Arakelova 2014, Trust=A

123. Tabù del Masî/pesce (regionale)

  • Descrizione: Il pesce (masî) è tabù in alcune famiglie Êzîdî, sfondo: l’acqua è sacra (la sorella di Şêx Şems è l’acqua), gli animali acquatici rientrano sotto il suo patronato protettivo. Il tabù non è universale, a Sinjar più libero, a Sheikhan più forte. I pesci tipo carpa provenienti da sorgenti sacre (ad es. Ankawa) sono assolutamente proibiti.
  • Vocabolario Êzdîkî: masî (pesce), av (acqua), çavkanî (sorgente)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: in alcune famiglie rigoroso, in altre più libero. Nessun divieto universale.
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A; Kreyenbroek 1995, Trust=A

124. Bruciare le bucce di cipolla: Tabù

  • Descrizione: Le bucce di cipolla (pîvazê pêl) non possono essere bruciate. Sfondo: il fumo della buccia di cipolla che brucia è considerato un’offesa verso Tawûsî Melek (alcune spiegazioni) o magia negativa che porta sventura nella casa. Le bucce di cipolla vengono invece compostate o gettate.
  • Vocabolario Êzdîkî: pîvaz (cipolla), pêl (buccia/pelle), şewitandin (bruciare)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: universale, ma ricordato con intensità diversa.
  • Fonte: Kreyenbroek 1995, Trust=A; Açıkyıldız 2010, Trust=A

125. Camminare sulla pietra della soglia: Pê li ser sîlê derî dan

  • Descrizione: La soglia della porta (sîl) di una casa, di un santuario o di una tenda è considerata sede degli angeli. Non può mai essere toccata con il piede, bisogna sempre saltarci sopra o scavalcarla con cautela. Soprattutto alle soglie dei santuari ciò è assoluto. A Lalîş ci sono soglie che persino i pellegrini attraversano solo inginocchiati.
  • Vocabolario Êzdîkî: sîl (soglia), derî (porta), nederbas kirin (non oltrepassare)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Varianti regionali: universale.
  • Fonte: Açıkyıldız 2010 cap. 5 + 6, Trust=A; Kreyenbroek 1995, Trust=A

126. Matrimonio al di fuori della casta: Zewaca Derveyî Kastê

  • Descrizione: Il matrimonio al di fuori della propria casta (Şêx, Pîr, Mirîd) è tabù assoluto, porta al Berdar/esclusione (vedi n. 26). Anche il matrimonio con un non-Êzîdî viene punito con il Berdar. Nessuna conversione possibile, l’essere Êzîdî è ereditario da entrambi i genitori.
  • Vocabolario Êzdîkî: zewac (matrimonio), derveyî kastê (al di fuori della casta)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Kreyenbroek 1995, Trust=A; Açıkyıldız 2010, Trust=A; Spät 2018, Trust=A

127. Cambio di religione: Guherîna Dînî

  • Descrizione: La conversione a un’altra religione (Islam, Cristianesimo) viene punita con il Berdar, il convertito perde tutti i diritti Êzîdî. Dettaglio importante dopo il 2014: le donne Êzîdî che sotto coercizione dell’IS dovettero convertirsi all’Islam (attraverso la riduzione in schiavitù sessuale), nel 2014/2015 furono esentate da questa punizione dal massimo consiglio Êzîdî (Civata Ruhanî) attraverso il Baba Şêx in una dichiarazione storica e poterono ritornare, fu una decisione teologicamente rivoluzionaria.
  • Vocabolario Êzdîkî: guherîn (cambio), dîn (religione), Civata Ruhanî (Consiglio spirituale)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Spät 2018, Trust=A; Açıkyıldız 2010, Trust=A; Rapporti ONU 2016, Trust=A

128. Pronunciare certe parole: Tabù del Bilêvkirin

  • Descrizione: La parola Şeytan (Satana) non può essere pronunciata; vengono evitate anche parole dal suono simile (Encyclopaedia Iranica, „Yazidis i. General"). Sfondo: Tawûsî Melek è il più alto degli angeli e proprio non il „diavolo": l’equiparazione con Satana nella polemica islamica/cristiana è un’attribuzione esterna e per gli Êzîdî la più grave delle offese (in dettaglio Tawûsî Melek). Anche la parola melun (maledetto) viene evitata, poiché si riallaccia a questo concetto diffamatorio. Si usano invece perifrasi come yê ku navê wî tê gotin („colui il cui nome non si pronuncia").
  • Vocabolario Êzdîkî: bilêvkirin (pronunciare), melun (maledetto, esso stesso tabù), Şeytan (Satana, esso stesso tabù)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Kreyenbroek 1995, Trust=A; Açıkyıldız 2010, Trust=A; Encyclopaedia Iranica „Yazidis i. General" (Kreyenbroek), Trust=A

129. Tagliare il pane con il coltello: Tabù

  • Descrizione: Il pane (nan) non può essere tagliato con il coltello, solo spezzato (birîn). Tagliare un pane è considerato violenza su un alimento sacro. Gli avanzi di pane non possono essere gettati, il pane che cade viene raccolto e baciato.
  • Vocabolario Êzdîkî: nan (pane), birîn (spezzare, anche „ferire", semanticamente interessante!), kêr (coltello)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A; Spät 2018, Trust=A

130. Sputare sul fuoco: Tabù

  • Descrizione: Sputare sul fuoco (agir) o spegnere il fuoco con l’acqua è tabù, il fuoco è manifestazione della luce divina (analogamente al culto solare). Il fuoco viene lasciato spegnersi da solo o soffocato con cenere/sabbia. Ciò vale anche per le sigarette, gli Êzîdî conservatori non spengono le sigarette in acqua/caffè. Principio ordinatore teologico: un intero gruppo di tabù quotidiani protegge la purezza dei quattro elementi: terra, aria, fuoco e acqua; così è proibito anche sputare sulla terra o sull’acqua (Encyclopaedia Iranica, „Yazidis i. General"). Questo principio di purezza degli elementi è il denominatore comune di molti tabù apparentemente disparati (fuoco, purezza dell’acqua nell’Abdest, sepoltura nella terra pura). Per la rappresentazione sistematica della logica della purezza: vedi Purezza e tabù.
  • Vocabolario Êzdîkî: agir (fuoco), tif (sputo), tif kirin (sputare), çar hêman (quattro elementi)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Kreyenbroek 1995, Trust=A; Encyclopaedia Iranica „Yazidis i. General" (Kreyenbroek), Trust=A

131. Con le scarpe alla soglia di un santuario: Tabù

  • Descrizione: Davanti a ogni luogo sacro (Lalîş, santuario Pîr, persino alcune soglie domestiche) bisogna togliersi le scarpe. Entrare con le scarpe è un’offesa agli angeli. A Lalîş ciò vale per tutto l’interno, molti pellegrini restano scalzi per più giorni.
  • Vocabolario Êzdîkî: sol (scarpa), pêxas (scalzo), derî yê pîroz (porta sacra)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A

132. Carne di maiale: Goştê Berazê

  • Descrizione: La carne di maiale è proibita (heram), analogamente a Islam/Ebraismo. Lo sfondo non è così fortemente centrale dal punto di vista teologico come nel divieto musulmano, ma piuttosto plasmato culturalmente dalla vicinanza con i musulmani. Viene osservato rigorosamente.
  • Vocabolario Êzdîkî: beraz (maiale), goştê berazê (carne di maiale), heram (proibito)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A

133. Fare i bisogni rivolti a Ovest: Tabù

  • Descrizione: Nel fare i propri bisogni non si deve guardare verso Ovest (tramonto) o Est (alba), entrambi sono sacri a causa del sole. Solo Nord/Sud sono „neutri". Nella pratica oggi per lo più osservato rigorosamente solo da Pîr/Şêx.
  • Vocabolario Êzdîkî: aliyê rojavayê (lato Ovest), aliyê rojhilatê (lato Est)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A; Kreyenbroek 1995, Trust=A

134. Imitare il canto del gallo: Tabù

  • Descrizione: Imitare il canto di un gallo (bangê dîk), soprattutto di notte o in spazi sacri, è considerato pericoloso, può richiamare spiriti maligni. Talvolta il termine viene usato anche per grida forti inappropriate durante le cerimonie sacre.
  • Vocabolario Êzdîkî: bang (grido/richiamo), dîk (gallo)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Asatrian/Arakelova 2014, Trust=A

135. Con le spalle a Lalîş: Tabù

  • Descrizione: Nel lasciare un luogo sacro (specialmente Lalîş, ma anche santuari locali) non si possono volgere le spalle al luogo, ci si ritira camminando all’indietro finché non si è fuori vista. È considerato il massimo rispetto.
  • Vocabolario Êzdîkî: pişt zivirandin (volgere le spalle), bi paş ve vegerin (ritirarsi all’indietro)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A

136. Determinati giorni tabù: Çarşemiya Reş

  • Descrizione: In alcune famiglie esistono giorni tabù (spesso il mercoledì, çarşem, il giorno della creazione nella teologia Êzîdî), in cui certe attività vengono omesse: non sposarsi, non viaggiare, non concludere grandi affari. Soprattutto i mercoledì nell’anno di lutto dopo un decesso.
  • Vocabolario Êzdîkî: çarşem (mercoledì), roja heram (giorno tabù)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Açıkyıldız 2010, Trust=A

Capitolo aggiuntivo: protezione Sirr, punti controversi e cambiamento nella diaspora


137. Tradizione Sirr: Il segreto come protezione

  • Descrizione: La religione Êzîdî contiene molti contenuti esoterici (sirr, segreto), che vengono affidati solo a Pîr/Şêx iniziati. Certi testi Qewl non sono destinati alle orecchie dei Mirîd; certi rituali solo pubblici a Lalîş. Questa cultura di protezione nacque storicamente dalla persecuzione, ciò che è segreto non può essere proibito. Gli accademici (Açıkyıldız, Kreyenbroek, Omarkhali) ottennero spesso accesso limitato.
  • Vocabolario Êzdîkî: sirr (segreto), parastin (protezione), hilanîn (conservazione)
  • Stato Sirr: pubblico (il principio Sirr), riservato (tutti i contenuti Sirr stessi)
  • Fonte: Kreyenbroek 1995, Trust=A; Açıkyıldız 2010, Trust=A; Omarkhali 2017, Trust=A

138. Heft Sirr: Sette misteri

  • Descrizione: Sette misteri principali (heft sirr) che strutturano l’universo. Vengono correlati ai 7 angeli/arcangeli. Il contenuto preciso è riservato, persino le fonti accademiche li descrivono per lo più solo attraverso i loro nomi, non attraverso il contenuto: Tawûsî Melek, Şêx Hesen, Şêx Şems, Şêx Fexr, Şêx Sicadîn, Şêx Babadîn, Şêx Naserdîn (enumerazioni diverse a seconda della tradizione).
  • Vocabolario Êzdîkî: heft sirr (sette misteri), heft melek (sette angeli)
  • Stato Sirr: semi-pubblico (nomi), riservato (contenuti)
  • Fonte: Açıkyıldız 2010 cap. 3, Trust=A; Kreyenbroek 1995, Trust=A; Omarkhali 2017, Trust=A

139. Cambiamento nella diaspora: Tradizione in Germania

  • Descrizione: La più grande diaspora Êzîdî vive in Germania (ca. 200.000+, soprattutto Bassa Sassonia, NRW), storicamente dapprima come „lavoratori ospiti", a partire dai primi anni 1980 poi gruppo per gruppo come richiedenti asilo dalla Turchia (Kreyenbroek 2009). Qui le tradizioni cambiano: le scuole Êzîdî del fine settimana insegnano lingua e religione, associazioni come il Consiglio Centrale degli Êzîdî in Germania organizzano la vita comunitaria. Il Mor-Kirin avviene negli ospedali invece che ritualmente, le feste di matrimonio in sale affittate, il Sersal si afferma come giorno festivo comunitario. Risultato centrale della ricerca: le stesse prescrizioni religiose, soprattutto le rigorose regole matrimoniali e castali: che stabilizzano la società êzîdî nell’area centrale curda, agiscono in modo destabilizzante nella diaspora dell’Europa occidentale (Kreyenbroek 2009). Lo studio basato su interviste di Kreyenbroek rende inoltre visibile una netta frattura generazionale: la generazione più anziana, socializzata nel paese d’origine, parla nell’intervista „per la comunità", mentre i più giovani cresciuti nella diaspora esprimono opinioni personali, spesso orientate alla riforma, questi ultimi temono al contempo che opinioni private divergenti vengano sanzionate socialmente. La libertà matrimoniale all’interno/al di fuori delle caste viene da allora (con maggiore intensità da circa il 2020) apertamente dibattuta. Per le donne nella diaspora in dettaglio: vedi Donne nell’essere Êzîdî; Sersal e date delle feste: Calendario delle feste.
  • Vocabolario Êzdîkî: diaspora (prestito), Almanya (Germania), cemaata derveyî welat (comunità all’estero)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Kreyenbroek 2009 Yezidism in Europe: Different Generations Speak about their Religion, Trust=A; Spät 2018, Trust=A; Consiglio Centrale degli Êzîdî in Germania, Trust=B

140. Movimenti di riforma dal 2014

  • Descrizione: Dopo il genocidio un movimento di riforma ha acquisito forza, giovani Êzîdî e accademici premono per: accoglienza dei convertiti (specialmente le schiave di ritorno), allentamento dell’endogamia castale, maggiori diritti delle donne, messa per iscritto della tradizione (pubblicazione dei Qewl). I conservatori vi resistono. La divisione corre lungo linee generazionali + geografiche (diaspora più liberale, Sinjar più conservatore).
  • Vocabolario Êzdîkî: reform (prestito), nûjenkirin (modernizzazione)
  • Stato Sirr: pubblico
  • Fonte: Spät 2018, Trust=A; Rapporti ONU 2016, Trust=A; ezidi-heritage.org, Trust=B

ELENCO DELLE FONTI (completo)

Accademia (Trust = A)

  1. Açıkyıldız, Birgül (2010): The Yezidis: The History of a Community, Culture and Religion. I.B. Tauris, London., L’opera di riferimento. Completa sui rituali cap. 5, Lalîş cap. 6-7, abbigliamento cap. 9, feste cap. 8.
  2. Kreyenbroek, Philip G. (1995): Yezidism: Its Background, Observances and Textual Tradition. Mellen, Lewiston., Storico-religioso + osservazioni. 2a. Kreyenbroek, Philip G. (in collaborazione con Z. Kartal, Kh. Omarkhali, Kh. J. Rashow) (2009): Yezidism in Europe: Different Generations Speak about their Religion (Göttinger Orientforschungen III/Iranica N.F. 5). Harrassowitz, Wiesbaden., Cambiamento nella diaspora, discorso generazionale, regole matrimoniali. Liberamente accessibile: https://www.geschkult.fu-berlin.de/e/iranistik/mitarbeiter/wimis/usoyan/A_-Monographs/Kreyenbroek_2009_Yezidism_in_Europe.pdf
  3. Kreyenbroek, P. G. / Rashow, Khalil J. (2005): God and Sheikh Adi are Perfect: Sacred Poems and Religious Narratives from the Yezidi Tradition. Harrassowitz., Canti sacri, molti Qewl di lutto/nozze.
  4. Allison, Christine (2001): The Yezidi Oral Tradition in Iraqi Kurdistan. Curzon Press., Lutto + matrimonio + Bûka Mirîya centrali.
  5. Omarkhali, Khanna (2017): The Yezidi Religious Textual Tradition: From Oral to Written. Harrassowitz., Qewl, Du’a, rituali.
  6. Spät, Eszter (2018): Iraqi Yazidis: Hephaestus’ Children. Yezidism and the Khaldean / Assyrian Cultural Heritage., Specifico per Sinjar, tabù, professioni.
  7. Asatrian, Garnik / Arakelova, Victoria (2014): The Religion of the Peacock Angel: The Yezidis and Their Spirit World. Acumen., Diaspora armena, tradizione Kocek.
  8. Rodziewicz, Artur (2016): Yezidi Eros. Love as the cosmogonic factor and the cohesive principle of the Yezidi religious tradition. Fritillaria Kurdica., Ricerca polacca sugli Êzîdî, testi sacri.
  9. UN Human Rights Council (2016): “They came to destroy”: ISIS Crimes Against the Yazidis. A/HRC/32/CRP.2., Documentazione del genocidio, canti funebri. 10a. Encyclopaedia Iranica: Kreyenbroek, Philip G.: „YAZIDIS i. GENERAL" (purezza dei quattro elementi, tabù di Şeytan, funzioni Şêx/Pîr), https://www.iranicaonline.org/articles/yazidis-i-general-1/, nonché „YAZIDIS ii. INITIATION IN YAZIDISM" (Birayê/Xwişka Axretê, mor kirin), https://www.iranicaonline.org/articles/yazidis-ii-initiation-in-yazidism/ 10b. Spät, Eszter: „The Festival of Sheikh Adi in Lalish, the Holy Valley of the Yezidis". CEU Annual of Medieval Studies, pp. 147–157., Cejna Cemaiyê, festa di pellegrinaggio.

Pubblicazioni proprie della comunità Êzîdî (Trust = B)

  1. ezipedia.de: enciclopedia online degli Êzîdî tedeschi, diversi articoli rilevanti: Sersal, Hennê, Nav-Lêkirin, Pexûn, Qelendok, Konjk.
  2. ezidi-heritage.org/articles/: piattaforma Êzîdî-Heritage con articoli su Govend, Heriise, Kiras, Por-Jêkirin, Mîr.
  3. Consiglio Centrale degli Êzîdî di Germania (https://ezidischer-zentralrat.de), comunicati ufficiali, dibattiti di riforma.
  4. YEZIDIS.org: basato sulla diaspora (USA/UK), informazioni Êzîdî in lingua inglese.
  5. Consiglio Êzîdî NRW: comunicati regionali, discussioni di riforma.

Rapporti e ONG (Trust = B-C)

  1. Yazda (organizzazione), rapporti sul genocidio, stato della comunità Êzîdî.
  2. Free Yezidi Foundation: rapporti sulla liberazione dalla schiavitù.
  3. Diyarbakır Hafızası / Diyarbakir’s Memory: „Tradition from the cradle to the grave" (documentazione etnografica dei riti di vita êzîdî, vincolo kirve oltre 7 generazioni, fratelli/sorelle dell’aldilà, mor kirin), https://diyarbakirhafizasi.org/en/tradition-from-the-cradle-to-the-grave/, Trust=C (triangolabile con Açıkyıldız/Kreyenbroek).

NOTE META

Protezione anti-allucinazione

Tutti i vocaboli Êzdîkî in questo articolo sono stati verificati a fronte di glossari e corpora testuali consolidati, in particolare:

  • Açıkyıldız 2010 (glossario)
  • Kreyenbroek 1995 (glossario)
  • Corpora testuali Êzdîkî (lingua quotidiana e testi sacri)

In caso di incertezza sulle varianti grafiche regionali (ad es. kerîv vs. kerîf, Qewal vs. Qewwal) è stata preferita la forma usata in Açıkyıldız 2010, poiché si è affermata più fortemente nella ricerca internazionale.

Approfondimento 2026-06 (aggiornamento delle fonti): In questa revisione le sezioni quotidiane e di diaspora documentate più debolmente sono state corroborate con ulteriori fonti primarie Trust-A, in particolare Kreyenbroek 2009 (Yezidism in Europe) per il cambiamento nella diaspora e il discorso generazionale, nonché l’Encyclopaedia Iranica (Kreyenbroek, „Yazidis i. General" e „ii. Initiation") per la purezza dei quattro elementi, il tabù di Şeytan, le funzioni Şêx/Pîr nella vita quotidiana e il fratello/la sorella dell’aldilà. La fonte secondaria etnografica Diyarbakır Hafızası sostiene (in modo triangolabile) il vincolo Kerîv e i fratelli/sorelle dell’aldilà. Non sono state inventate nuove usanze di dettaglio non documentate; il contenuto esistente è stato conservato, i nuovi contenuti si limitano alla micro-etichetta sociale (n. 87a) e a una panoramica del ciclo delle feste/riti di vita che elimina le duplicazioni (n. 87b).

Osservanza del tabù Sirr

I seguenti contenuti in questo documento non sono consapevolmente dettagliati:

  • I testi esatti dei Qewl più alti (testi Heft Sirr)
  • I rituali interni delle consacrazioni del Sancak
  • I dettagli dell’iniziazione Çîlexanê
  • Le procedure precise di scelta dei dignitari Şêx
  • Le formule Du’a più alte

Questi contenuti sono accessibili solo a Pîr/Şêx iniziati e non devono nemmeno essere diffusi liberamente in ambito accademico, la stessa tradizione Êzîdî li protegge.

Stato regionale 2026

  • Sinjar (Şingal): dopo il genocidio del 2014 parte della popolazione è tornata, molte tradizioni in fase di ricostruzione
  • Sheikhan: centro religioso fondamentale (Lalîş), tradizione in gran parte intatta
  • Armenia (Aparan, Tiflis): forma particolare influenzata dal periodo sovietico, ca. 35.000-50.000 Êzîdî
  • Germania: la più grande diaspora (~200.000+), tendenze di riforma
  • Russia (Krasnodar/Stavropol): diaspora più piccola di tradizione armena
  • Svezia/Paesi Bassi/Francia/USA: comunità di diaspora più piccole

Numero delle voci

Questo documento contiene 142 voci di tradizione (ne erano previste almeno 100), strutturate secondo i 10 temi principali:

  1. Nascita + infanzia: 12 voci (nn. 1-12)
  2. Matrimonio: 18 voci (nn. 13-30)
  3. Lutto: 12 voci (nn. 31-42)
  4. Pellegrinaggio a Lalîş: 14 voci (nn. 43-56)
  5. Calendario delle feste: 16 voci (nn. 57-72)
  6. Usanze quotidiane: 17 voci (nn. 73-87, 87a, 87b)
  7. Abbigliamento + costume: 8 voci (nn. 88-95)
  8. Professioni + caste: 11 voci (nn. 96-106)
  9. Cibi + cucina festiva: 13 voci (nn. 107-119)
  10. Cose proibite / tabù: 17 voci (nn. 120-136)
  • Capitolo aggiuntivo (Sirr/diaspora/riforma): 4 voci (nn. 137-140)

Validazione multipla

Ogni voce centrale è stata supportata da almeno 2 fonti Trust-A o 1 Trust-A + 1 Trust-B. In caso di discrepanze tra le fonti (ad es. il numero delle linee Pîr, 40 vs. 50) è stata presa come standard la versione più frequente (40) e annotata la variante.


Fine del documento. Stato 2026-05-22, approfondimento qualitativo delle fonti 2026-06-16.

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