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Musica ezidi + artisti: tradizione, generi, diaspora
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La musica ezidi comprende inni sacri (Qewlê), canti narrativi (Beyt), canzoni popolari (Stran), il lamento cantato (lawje/şîn) e le danze (Govend). Si trasmette oralmente; la scrittura svolge un ruolo solo nell’epoca moderna della diaspora.
Questo articolo tratta di generi, stili, funzione della musica, cantanti e artisti. Gli strumenti (organologia) sono trattati a parte in → /wiki/musikinstrumente. I testi sacri stessi → /wiki/qewl-tradition e /wiki/geistlichkeit.
Stato: 2026-06-15 · tabù del Sirr osservato · Wiki ezdixan.de
1. Panoramica: tre mondi sonori
La musica ezidi non può essere descritta come un unico “genere” uniforme. La ricerca (Allison, Kreyenbroek, Amy de la Bretèque) distingue tre mondi sonori fondamentalmente diversi, ciascuno con propri portatori, occasioni e tabù:
- Musica sacra: gli inni sacri (Qewlê), eseguiti esclusivamente dai Qewal, solo con due strumenti (Daf, Şibab). Religiosa, legata ai riti. → /wiki/qewl-tradition
- “Parola melodizzata” e lamento (kilamê ser, lawje, şîn), un ambito intermedio tra il parlare e il cantare, portato soprattutto da donne e dengbêj, nel lutto, nell’esilio e nella commemorazione degli eroi.
- Musica festiva e di danza profana: musica di nozze, di Capodanno e di govend, rumorosa e conviviale, con zurna e davûl. → Strumenti: /wiki/musikinstrumente
Una constatazione centrale dell’etnomusicologa Estelle Amy de la Bretèque è che gli ezidi codificano emotivamente questi mondi sonori: in modo semplificato, il duduk/belban lamentoso rappresenta il dolore e l’esilio, la zurna squillante la gioia e la danza (“Le pleur du duduk et la danse du zurna”, “Il pianto del duduk e la danza della zurna”) [Amy de la Bretèque 2010; 2013].
2. Musica sacra: la tradizione dei Qewal
2.1 I due gruppi sacri di Qewal
I Qewal (ar./kurm. qewwal “oratore, recitatore”) sono gli unici portatori autorizzati della musica sacra ezidi. Provengono esclusivamente da due gruppi ereditari, Dimlî (di lingua kurmancî) e Tazhî (di lingua araba) –, entrambi residenti a Başîqa e Bahzanê (Sheikhan, Iraq settentrionale):
- Pîr Sînî Bahrî: il lignaggio più antico
- Pîr Mam Şivan (anche: Pîr Mehmedê Reş), il secondo lignaggio
Solo i Qewal possono recitare pubblicamente gli inni sacri (Qewlê), e solo con due strumenti consentiti: Daf e Şibab. Gli ezidi laici possono ascoltare i Qewlê, ma non eseguirli pubblicamente [Kreyenbroek 1995, pp. 137–144; Allison 2001, pp. 28–33]. Gli inni sono composti nel dialetto curdo settentrionale, per lo più con rima finale, tipicamente con 20–60 strofe; il Qewl più lungo conosciuto ha 117 strofe [Encyclopaedia Iranica, “QAWL”].
Strumenti Daf & Şibab: costruzione, dimensioni e modalità d’esecuzione sono descritte in dettaglio in → /wiki/musikinstrumente. Qui solo brevemente: Daf = tamburo a cornice dei Qewal; Şibab = flauto lungo con 7 fori (riferimento ai 7 angeli). Entrambi sono sacri nella liturgia e non sostituibili con altri strumenti.
2.2 Come funzionano le melodie sacre: kubrî e maqam
A differenza della musica notata occidentale, la melodia del Qewl non si basa su intervalli fissi. Amy de la Bretèque e Omarkhali descrivono il concetto di kubrî: un’“ossatura” melodico-ritmica, un’architettura musicale generale fatta di pattern recitativi, archi melodici e accentuazione ritmica, “a kubrî is not defined by stable intervals between pitches”. Lo stesso inno può avere diverse varianti melodiche a seconda del contesto rituale. Le analisi tonali mostrano spesso il tetracordo uşşak (Re–Mi♭–Fa–Sol), modi affini come kurdî; i Qewal stessi tuttavia non conoscono alcuna teoria consapevole del maqam, l’intonazione resta coerente anche se gli intervalli variano leggermente [Amy de la Bretèque & Omarkhali 2022, Oral Tradition 35/2, pp. 309–330].
I testi si apprendono strofa per strofa puramente a memoria; alcuni Qewal imparano testo e melodia contemporaneamente, altri prima il testo e la melodia mesi dopo [ibid.].
2.3 Classi di repertorio della musica sacra
| Classe | Êzdîkî | Funzione | Quando si canta |
|---|---|---|---|
| Qewl | qewl (pl. qewlê) | Inni liturgici principali | Feste, iniziazioni, giorni di commemorazione |
| Beyt | beyt (pl. beytê) | Inni narrativi | Racconti mitologici |
| Du’a | du’a | Preghiere | quotidiano / cerimoniale |
| Qesîde | qesîde | Canto di lode a Şêx Adî, Şêşims, Mîrê | Recitazioni dei giorni di festa |
| Heyrânok | heyran(ok) | Canto d’amore mistico | Sera di nozze, spirituale-allegorico |
Fonte: Omarkhali 2017, The Yezidi Religious Textual Tradition, pp. 47–62; per la collocazione teologica → /wiki/geistlichkeit.
3. Parola melodizzata & lamento: il campo specialistico di Amy de la Bretèque
Tra il “parlare” (axaftin) e il “cantare/musica” (stran) presso gli ezidi esiste un terzo modo di esecuzione autonomo, che l’etnomusicologa francese Estelle Amy de la Bretèque (CNRS/LESC Nanterre) ha studiato in modo centrale nel suo lavoro sul campo presso gli ezidi dell’Armenia. La sua opera di riferimento Paroles mélodisées. Récits épiques et lamentations chez les Yézidis d’Arménie (Classiques Garnier, Parigi 2013) è considerata il libro determinante su questo tema [Amy de la Bretèque 2013].
3.1 Kilamê ser: “parole su / parole intorno a”
Il termine chiave è kilamê ser (“parole su”, “paroles sur”), né canto/musica (stran) né lingua quotidiana (axaftin), ma una forma propria con configurazioni sonore e modalità d’uso specifiche. Caratteristiche:
- Dilatazione del tempo: la stessa frase dura sensibilmente più a lungo melodizzata che parlata.
- Linea melodica discendente: i consueti salti d’intonazione del parlato sono sostituiti da un andamento melodico più o meno costante e discendente.
- Movimento del corpo: accompagnato da oscillazioni orizzontali del busto.
- Suono del duduk/belban: la voce imita il duduk lamentoso (o viceversa), il duduk “parla” per così dire senza parole; “non è necessario pronunciarle verbalmente” [Amy de la Bretèque 2012, “Voices of Sorrow”, Yearbook for Traditional Music; recensione di Gradhiva].
3.2 Temi: dolore, esilio, commemorazione degli eroi
Kilamê ser esprime lo xem (afflizione, lutto) e compare in tre grandi campi tematici:
- Lutto e morte: presso le tombe, ai funerali, ai pasti al cimitero, ma anche in privato, quando si parla di cose dolorose.
- Esilio e assenza: la “nostalgia/estraneità” (xerîbî) suscitata dalla lontananza; un’intera “topografia emotiva” si estende dalla stanza intima alle destinazioni della diaspora (Mosca, Russia, Germania).
- Eroismo: kilamê ser mêranîê (“parole sull’eroismo”), i racconti epici della tradizione dei bardi su eroi, battaglie e i Fermane (persecuzioni).
Amy de la Bretèque parla di uno “spazio di pena condiviso” (un espace de peine partagé) e di una “cultura del dolore e dell’esilio” regionale [Amy de la Bretèque 2013; recensione di Gradhiva 2014]. Al libro sono allegati 65 documenti audiovisivi con commenti e sottotitoli sulla piattaforma della Société Française d’Ethnomusicologie.
3.3 I lamenti come genere femminile: Allison & Spät
Il lamento cantato è tradizionalmente un genere quasi esclusivamente femminile, eseguito da e per le donne in spazi di lutto separati per sesso, storicamente con uno status sociale inferiore alle forme di canto dominate dagli uomini. Christine Allison ha documentato in The Yezidi Oral Tradition in Iraqi Kurdistan (2001) come le donne cantassero nelle loro case in memoria dei defunti. Nei ~due decenni successivi al suo lavoro sul campo, quest’arte è decaduta fortemente tra gli ezidi non sinjari; le cantanti semiprofessioniste sono diventate rare [Allison 2001; Spät 2022].
I termini locali per il lamento variano regionalmente: xerîbî (esilio/estraneità/nostalgia), şîn (“lutto”), stranên şînî / dîlok (“canti di lutto”), zêmar (lamento puramente femminile). Non esiste un unico termine canonico.
3.4 Rinascita del lamento dopo il 2014 (Sinjar)
Mentre altre parti della tradizione orale erano minacciate dallo sfollamento, il lamento è rinato tra i profughi sinjari dopo l’attacco dell’ISIS dell’agosto 2014. I nuovi lamenti funzionano come una “valvola di sicurezza psicologica” per elaborare il trauma collettivo e personale. Intrecciano il linguaggio formulare tradizionale con contenuti nuovi concreti: ragazze rapite e ridotte in schiavitù, morti insepolti, la fuga, la difesa del santuario di Şerfedîn [Spät 2022, “Singing the Pain”, Oral Tradition].
Cantanti attestate da questa ricerca (Spät 2022):
- Dêy Şîrîn: profuga anziana, iniziò il lamento solo dopo il 2014.
- Basê Qasim e Xanif Muho: cantanti sinjari semiprofessioniste di Siba Sheikh Khidir, si esibirono a Lalîş.
- Şîrîn Ibrahim: cantante di Siba Sheikh Khidir, incentrata sulle esperienze delle donne prigioniere.
- Sheikha Kamo Reşo Paço: cantante sceicale adani i cui lamenti nominano capi della resistenza (es. Qasim Şeşo).
Allo stesso tempo, la tecnologia moderna (registrazioni col telefono, social media) inizia ad ammorbidire i rigidi confini di genere del genere.
4. Musica ezidi profana: Stranbêj, Dengbêj, generi
4.1 Stranbêj vs. Dengbêj vs. Çîrokbêj
La tradizione esecutiva curdo-ezidi conosce tre ruoli classici (Encyclopaedia Iranica; Allison 2001):
- Çîrokbêj (“narratore di storie”), narratore di storie in prosa.
- Stranbêj (“dicitore di canti”), cantante di stran profani (canzoni); durante la danza lancia un verso che i danzatori ripetono in coro (soprattutto dove, per ragioni religiose, gli strumenti sono ritenuti sconvenienti).
- Dengbêj (“dicitore di voce”), tradizione epica dei bardi; lunghi canti narrativi storici, spesso a cappella, chiamati kilam. I dengbêj portano i canti di villaggio in villaggio con l’arte della memoria.
Questi ruoli sono diffusi in tutto il mondo curdo; gli ezidi, in particolare il corpus sovietico-armeno, hanno sviluppato repertori specifici [Allison 2001, pp. 41–58; Christensen 1975; Encyclopaedia Iranica].
4.2 Generi
| Genere | Êzdîkî | Contenuto | Occasione |
|---|---|---|---|
| Lawik / Lawje | lawik, lawje | Canto di lamento/lutto | Funerale, tempo di lutto |
| Lorî | lorî | Ninnananna | Cura dei bambini |
| Govend-Stran | stranên govendê | Canto di accompagnamento alla danza | Nozze, Sersal |
| Heyranok | heyranok | Canto mistico-amoroso | Serata di festa |
| Şer/Şer-i Mêran | şer | Canto eroico | Ricordo degli eroi + Fermane |
| Kilamê ser | kilamê ser | parola melodizzata (lutto/eroi) | Lutto, commemorazione, narrazione |
| Zêmar | zêmar | Canto di lamento (puramente femminile) | Lutto |
| Xerîbî | xerîbî | Canto di esilio/nostalgia | Lontananza, diaspora |
| Lamenti di Sinjar | , | Canti del genocidio del 2014 | Giorni di commemorazione, 3 agosto |
Fonti: Düchting 2021; Amy de la Bretèque 2013; Spät 2022; circolo di studi ezidi di Erevan (Şerefxanê Boyik, Wezîrê Eşo) 1965–90; Christensen 1975.
4.3 Strumenti secolari: in breve
Al di fuori della liturgia dei Qewal, nella musica popolare ezidi si usano comunemente, tra gli altri, Tembûr/Saz, Belban/Mey (parenti del duduk, lamentosi), Zirne/Zurna e Davûl (rumorosi, per la danza e le nozze), nonché la Kemençe nella diaspora armeno-ezidi. Costruzione, intonazione e modalità d’esecuzione sono trattate in dettaglio in → /wiki/musikinstrumente. [Allison 2001, pp. 51–58; Amy de la Bretèque 2010]
5. Govend: la danza in fila ezidi
Il Govend non è solo una danza, ma un rituale sociale:
- Forma a fila/catena, i membri si tengono per i mignoli o per le spalle
- Guidato dal Serçopî (capofila della danza, davanti con un fazzoletto)
- Accompagnamento di zirne+davûl o daf
- Una forma centrale a Sersal–Çarşemiya Sor, nozze, Eyda Êzîd → /wiki/feste
- Forme specifiche: Şexanî, Delîlo, Çepîk, Çepik-Sersal, Govenda Sêdaran (a tre)
- L’ordine dei danzatori ha un significato sociale (gli anziani davanti, le donne a destra dell’uomo a sinistra, i giovani in mezzo)
Il Govend è la controparte musicale-corporea del lamento: emotivamente sta dalla parte della gioia (“danza della zurna”), mentre la parola melodizzata costituisce il lato del lutto [Açıkyıldız 2010, pp. 154–160; Düchting 2021, pp. 89–97; Amy de la Bretèque 2010]. Collegamento con le usanze e il calendario festivo → /wiki/traditionen, /wiki/feste.
6. Musicisti ezidi importanti
6.1 Pionieri classici (Armenia sovietica)
Karapetê Xaço (Karapet Xaço, ~1900/1903 – 15 gennaio 2005)
Cantante etnicamente armeno divenuto il più importante dengbêj della tradizione curdo-ezidi: non ezidi di nascita, ma determinante per il repertorio canoro ezidi-curdo. Nato nel villaggio di Bileyder (oggi Binatlı, provincia di Batman, Turchia) nell’Impero ottomano. Nel 1915, da bambino, sopravvisse all’annientamento del suo villaggio durante il genocidio armeno, salvato, tra l’altro, dalla sua conoscenza del kurmancî e dal suo talento canoro. Dopo anni nella Legione straniera francese, nel 1946 rispose all’appello sovietico al ritorno e si stabilì in Armenia via Batumi. Lì lavorò fino agli anni 2000 nel dipartimento curdo di Radio Erevan; la sua voce e le sue centinaia di kilam raggiunsero, attraverso questa emittente, tutte le regioni curde. Opere: “Lawijê Filîtê Quto”, “Lawiyê Şerefa Şex Bekir”; raccolta “Kilamê Karapetê Xaço” [Wezîrê Eşo, Karapetê Xaço û Lawijê Wî, Erevan 1991, ISBN 5-540-00831-3; ermenihaber.am 2019; Düchting 2018].
Egîdê Cimo (1939–2017)
Dengbêj classico, Aparan-Armenia. Opere principali con accompagnamento di tembûr. Archivio sonoro: Radio Erevan, dipartimento curdo [Bahzani.net database artisti; Pîrbarî 2008].
Reşîdê Lezgîn (1900–1980)
Importante stranbêj della comunità ezidi sovietico-armena.
Şerifê Biro (1920–1990)
Dengbêj, si esibì spesso insieme a Karapetê Xaço.
Hesenê Cangîr: registrazioni pioniere anni 1930–50.
6.2 Tradizione di Sinjar / Iraq
Sînem Şîrazî
Cantante ezidi di Sinjar, si esibì più volte su KurdSat (canale televisivo curdo, KRG). Canzoni sul destino di Sinjar prima e dopo il 2014.
Cevahîr Şerîf
Cantante di lamenti di Sinjar dopo il genocidio del 2014.
Dilovan Şingalî
Giovane cantante ezidi di Sinjar, noto per i lamenti di Sinjar.
Sulla generazione di cantanti di lamenti sinjari documentata accademicamente (Dêy Şîrîn, Basê Qasim, Xanif Muho, Şîrîn Ibrahim, Sheikha Kamo Reşo Paço) vedi sopra la sezione 3.4 [Spät 2022].
6.3 Generazione della diaspora (DE/SE/US)
Aziz Waysi
Musicista ezidi-americano, Lincoln (Nebraska, USA). Combina canzoni ezidi tradizionali con arrangiamenti moderni. Concerti per i giorni di commemorazione di Sinjar.
Koma Stark
Band tedesco-ezidi di Hannover. Miscela di tradizionale + moderno. Esibizioni attive nella diaspora.
Berivan Hesso
Cantante ezidi in Germania, canzoni commemorative di Sinjar.
Giovane generazione (Hannover, Celle, Oldenburg, Stoccarda)
Una scena in crescita dal genocidio del 2014, che combina lo stran tradizionale con pop, rap ed elementi elettronici. Canali YouTube importanti: Êzîdî Music Archive, Lalish TV Music, Êzdîxan TV Music.
6.4 Diaspora armeno-ezidi & ricercatori
Wezîrê Eşo (1932–2017)
Ricercatore + collezionista, Erevan. Edizioni standard di canti armeno-ezidi, ha documentato migliaia di testi.
Cîhanê Çecan
Cantante popolare ezidi-armena, tradizione di Aparan.
[Fonti 6.x: Düchting 2021; Pîrbarî 2008; Amy de la Bretèque 2013; YCS Yezidi Cultural Society 2020; ermenihaber.am 2019; database artisti Bahzani.net]
7. Musica per occasione
7.1 Nozze (Dawet)
- Zurne+davûl davanti alla casa della sposa
- Le file di govend si formano all’uscita del cortile
- Canto nuziale speciale: Bûka Ehmedê (regionale Sinjar)
- Ritmi di battito di mani (Çepîk)
- Heyranok la sera dell’henné (Şeva Henê)
7.2 Lutto (Şîn)
- Zêmar / kilamê ser (lamento delle donne), spesso a turno in due o in tre; parola melodizzata anziché canto accompagnato dagli strumenti
- Periodo di lutto di 40 giorni, canto + narrazione presso la tomba o in casa, anche ai pasti al cimitero
- Canzoni speciali di Sinjar-2014: “Şingala Min” (Il mio Sinjar), “Pirsa Şingalê” (La questione di Sinjar)
7.3 Sersal / Çarşemiya Sor (Capodanno ezidi)
- Stran festivi, soprattutto “Sersal Pîroz”, “Çarşemiya Sor”
- Canti di govend per l’accompagnamento alla danza → /wiki/feste
7.4 Pellegrinaggio a Lalîş (Cêjna Cemayîya)
- Qewlê sacri (solo Qewal)
- In modo comunitario-popolare: canti di lode a Şêx Adî, Şêşims
7.5 Tawûsgêran (processione del pavone)
- Qewlê di accompagnamento da parte dei Qewal
- Inni specifici cantati solo in questa cerimonia
[Fonti 7.x: Açıkyıldız 2010, cap. 6; Spät 2018, pp. 92–108]
8. La musica sotto l’ISIS: divieto e rinascita
Sotto l’occupazione di Sinjar da parte dell’ISIS (ago. 2014 – 2017) la musica ezidi fu completamente vietata. Gli strumenti furono confiscati, i cantanti si nascosero o fuggirono. Dopo la liberazione di Sinjar ebbe inizio una netta rinascita, soprattutto nel lamento cantato (vedi sezione 3.4):
- Concerti e sessioni di lamento nel campo di Sharya (Dohuk, campo per sfollati) e a Lalîş
- Nuove canzoni generazionali sulla schiavitù, la fuga e la liberazione
- Progetti di raccolta della diaspora di Erevan/Aparan
- “Sinjar Sings”: serie di concerti-documentario nella diaspora europea (Hannover, Stoccolma)
La ricerca valuta i lamenti ricomposti dopo il 2014 come un mezzo centrale di elaborazione del trauma e di memoria collettiva [Spät 2022; UN A/HRC/32/CRP.2 2016 “They Came to Destroy”, allegato sulla distruzione culturale; Yazda 2019 Cultural Heritage Report]. Contesto storico delle persecuzioni → /wiki/traditionen.
9. Registrazioni + archivi
9.1 Fonti online liberamente accessibili
| Piattaforma | URL / denominazione | Contenuto |
|---|---|---|
| YouTube | “Lalish TV Music” | Registrazioni sacre + festive, cicli di canti di Sinjar |
| YouTube | “Êzdîxan TV” | Mix di musica ezidi, diaspora |
| YouTube | “Êzîdî Music Archive” | Registrazioni storiche dell’epoca sovietica |
| YouTube | “PUKmedia Yezidi” | Canti legati a Sinjar |
| Archive.org | cerca “Karapetê Xaço” | Raccolta Karapetê Xaço |
| SFE-multimedia | ebreteque.net / Société Française d’Ethnomusicologie | 65 documenti AV commentati su Paroles mélodisées |
| Spotify | “Êzîdî” / “Yezidi” | selezione crescente di artisti della diaspora |
9.2 Archivi accademici / istituzionali
- Programma curdo di Radio Erevan (1955–1991), migliaia di registrazioni di canti ezidi
- LESC / CNRS Nanterre: registrazioni sul campo di Amy de la Bretèque (ezidi dell’Armenia)
- AMAR Foundation (Regno Unito), progetto di registrazione del folklore ezidi
- Yazidi Cultural Heritage Project (KRG Dohuk), documentazione del patrimonio culturale
- Lalish Cultural Center Duhok: biblioteca audio
10. Stato della ricerca
10.1 Opere accademiche di riferimento
- Amy de la Bretèque, Estelle (2013) Paroles mélodisées. Récits épiques et lamentations chez les Yézidis d’Arménie, Classiques Garnier, Parigi, l’opera di riferimento su lamento & parola melodizzata
- Amy de la Bretèque, Estelle & Omarkhali, Khanna (2022) “The Yezidi Religious Music”, Oral Tradition 35/2, pp. 309–330
- Spät, Eszter (2022) “Singing the Pain: Yezidi Oral Tradition and Sinjari Laments after ISIS”, Oral Tradition
- Allison, Christine (2001) The Yezidi Oral Tradition in Iraqi Kurdistan, Curzon Press, ISBN 0-7007-1397-2
- Kreyenbroek, Philip G. (1995) Yezidism: Its Background, Observances and Textual Tradition, Edwin Mellen Press, ISBN 0-7734-9004-3
- Omarkhali, Khanna (2017) The Yezidi Religious Textual Tradition, Harrassowitz, ISBN 978-3-447-10856-0
- Açıkyıldız, Birgül (2010) The Yazidis: The History of a Community, Culture and Religion, I.B. Tauris, ISBN 978-1-848-85274-7
- Christensen, Dieter (1975) “On Variability in Kurdish Dengbêj Songs”, Yearbook of Inter-American Musical Research 11
- Düchting, Reinhardt (2021) “Êzîdîsche Musik in der Diaspora”, Zeitschrift für Volkskunde 117(2), pp. 245–268
10.2 Raccolte + edizioni
- Pîrbarî, Dimitri (2008) Êzîdiyên Sovêtê, Karapetê Xaço û Hevalên Wî, Erevan
- Wezîrê Eşo (1991) Karapetê Xaço û Lawijê Wî, Erevan, ISBN 5-540-00831-3
- Şerefxanê Boyik (2005) Folklora Kurdên Êzdiyên Sovyêtê, Erevan
10.3 Fonti ONG + comunitarie
- ÊzîdîPress (Hannover/online dal 2014), copertura continua sui nuovi musicisti
- Bahzani.net (Sinjar/online), database di artisti
- Yazda Cultural Heritage: rapporti sul patrimonio culturale
- Free Yezidi Foundation: documentario-concerto dei sopravvissuti di Sinjar
- Lalish Cultural Center Duhok: accademico-pratico
11. Raccomandazioni per iniziare
- Canto di Sersal “Sersal Pîroz”: festivo, facilmente accessibile
- Karapetê Xaço, “Lawijê Filîtê Quto”: dengbêj classico
- Sînem Şîrazî, lamento di Sinjar: riferimento moderno
- Accompagnamento di govend con zurne + davûl: si sente in qualsiasi video di nozze
- Esempi AV “Voices of Sorrow” / Paroles mélodisées (Amy de la Bretèque), lamento melodizzato da ascoltare
12. Tabù del Sirr
- I canti interiori di iniziazione dei Qewal non sono citati in questa panoramica (solo le strutture).
- Gli inni sacri Sirran solo in edizioni accademiche (Omarkhali 2017), nessun testo integrale qui.
- La parola tabù è sostituita sistematicamente con “[Non detto]”; Tawûsî Melek non è mai equiparato al diavolo.
Fonti (bibliografia a testo integrale)
| N. | Autore / opera | URL | Trust |
|---|---|---|---|
| 1 | Amy de la Bretèque, Estelle (2013) Paroles mélodisées. Récits épiques et lamentations chez les Yézidis d’Arménie, Classiques Garnier | https://classiques-garnier.com/paroles-melodisees-recits-epiques-et-lamentations-chez-les-yezidis-d-armenie.html | A |
| 2 | Amy de la Bretèque, E. & Omarkhali, K. (2022) “The Yezidi Religious Music”, Oral Tradition 35/2 | https://oraltradition.org/the-yezidi-religious-music/ | A |
| 3 | Amy de la Bretèque, E. (2012) “Voices of Sorrow: Melodized Speech, Laments, and Heroic Narratives Among the Yezidis of Armenia”, Yearbook for Traditional Music | https://www.cambridge.org/core/journals/yearbook-for-traditional-music/article/abs/voices-of-sorrow-melodized-speech-laments-and-heroic-narratives-among-the-yezidis-of-armenia/9D17CD97FE29878E0B1C631F5D90CC59 | A |
| 4 | Recensione di Gradhiva di Paroles mélodisées (2014) | https://journals.openedition.org/gradhiva/3105 | B |
| 5 | Amy de la Bretèque, profilo delle pubblicazioni (LESC/CNRS, ebreteque.net) | https://www.ebreteque.net/publications | B |
| 6 | Spät, Eszter (2022) “Singing the Pain: Yezidi Oral Tradition and Sinjari Laments after ISIS”, Oral Tradition | https://oraltradition.org/singing-the-pain-yezidi-oral-tradition-and-sinjari-laments-after-isis/ | A |
| 7 | Allison, Christine (2001) The Yezidi Oral Tradition in Iraqi Kurdistan, Curzon Press, ISBN 0-7007-1397-2 | https://books.google.com/books/about/The_Yezidi_Oral_Tradition_in_Iraqi_Kurdi.html?id=1WBTVlGe8P8C | A |
| 8 | Kreyenbroek, Philip G. (1995) Yezidism, Edwin Mellen, ISBN 0-7734-9004-3 | , | A |
| 9 | Omarkhali, Khanna (2017) The Yezidi Religious Textual Tradition, Harrassowitz, ISBN 978-3-447-10856-0 | , | A |
| 10 | Açıkyıldız, Birgül (2010) The Yazidis, I.B. Tauris, ISBN 978-1-848-85274-7 | , | A |
| 11 | Christensen, Dieter (1975) “On Variability in Kurdish Dengbêj Songs”, Yearbook of Inter-American Musical Research 11 | , | A |
| 12 | Encyclopaedia Iranica, “QAWL” (Yezidi religious hymns) | https://www.iranicaonline.org/articles/qawl/ | A |
| 13 | Düchting, Reinhardt (2021) “Êzîdîsche Musik in der Diaspora”, Zeitschrift für Volkskunde 117(2) | , | A |
| 14 | Spät, Eszter (2018) The Yezidis, Saqi Books, ISBN 978-0-86356-593-4 | , | A |
| 15 | Pîrbarî, Dimitri (2008) Êzîdiyên Sovêtê, Karapetê Xaço û Hevalên Wî, Erevan | , | B |
| 16 | Wezîrê Eşo (1991) Karapetê Xaço û Lawijê Wî, Erevan, ISBN 5-540-00831-3 | , | B |
| 17 | Şerefxanê Boyik (2005) Folklora Kurdên Êzdiyên Sovyêtê, Erevan | , | B |
| 18 | ermenihaber.am (2019) Biografia di Karapetê Xaço | https://www.ermenihaber.am/tr/news/2019/01/15/Ermeni-Karapetê-Xaço/145748 | B |
| 19 | UN OHCHR A/HRC/32/CRP.2 (2016) “They Came to Destroy: ISIS Crimes Against the Yazidis”, Ginevra | https://www.ohchr.org/en/hr-bodies/hrc/regular-sessions/session32/list-reports | A |
| 20 | Yazda (2019) Cultural Heritage Threat Assessment | https://www.yazda.org/ | B |
| 21 | ÊzîdîPress (online dal 2014) | https://www.ezidipress.com/ | B |
| 22 | Database artisti Bahzani.net | https://www.bahzani.net/ | C |
| 23 | Lalish Cultural Center Duhok, biblioteca audio | , | B |
| 24 | AMAR Foundation (RU) progetto di folklore ezidi | https://www.amarfoundation.org/ | B |
| 25 | Programma curdo di Radio Erevan (1955–1991), archivio sonoro | , | A |
Codice Trust: A = accademico con revisione paritaria; B = istituzionale, ONG o comunità riconosciuta; C = database online, fonte comunitaria senza revisione paritaria formale.
Stato: 2026-06-15 · Autenticità ezidi verificata · Ortografia coerente: Tawûsî Melek, Lalîş, Sersal, Çarşemiya Sor, Êzdîkî/Kurmancî, Xwedê (mai Allah). Strumenti → /wiki/musikinstrumente · Testi sacri → /wiki/qewl-tradition · Teologia → /wiki/geistlichkeit · Usanze → /wiki/traditionen, /wiki/feste
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