wissen

Animali sacri e tabù nell'ezidismo

Contenuto generato dall'IA – non verificato. Questa traduzione è stata creata automaticamente da un modello linguistico locale e non è ancora stata verificata da esperti umani. I riferimenti alle fonti e le affermazioni dettagliate possono contenere errori. Si prega di considerarla una versione di lavoro. Passa alla versione originale tedesca per vedere lo stato verificato.
it2400 parole⏱ circa 11 min di lettura📚 10 sezioni🔖 ≥12 fontiQualità C · non verificato

8 verificate · Wikimedia Commons · licenza CC

🖼 Immagini

Nell’ezidismo numerosi animali recano un significato religioso-simbolico. Alcuni sono considerati sacri e non possono essere cacciati, uccisi o mangiati; altri sono tabù soltanto a livello regionale o legato alla casta; altri ancora compaiono come compagni, forma di trasformazione o cavalcatura degli esseri sacri nei Qewl (gli inni sacri). La simbolica animale non è dunque un tema marginale, ma attraversa in egual misura il mito della creazione, la genealogia dei santi, le feste e l’ordine di purità (Kreyenbroek 1995; Spät 2005; Açıkyıldız 2010; Aysif 2021).

Delimitazione di questo articolo. Il pavone come emblema dell’Angelo-Pavone è qui solo sfiorato, la sua teologia dettagliata si trova in Tawûsî Melek. I tabù alimentari e di purità (pesce, gallo, lattuga, il colore blu, i quattro elementi) sono trattati in modo sistematico in Purità, tabù e precetti alimentari. Questo contributo raccoglie invece gli animali stessi e il loro ruolo simbolico-religioso e rinvia per le questioni di dettaglio a quegli articoli, anziché ripeterli.

Importante in premessa: Il pavone e Tawûsî Melek non sono mai il «diavolo» nella tradizione ezidí. La simbolica animale e aviaria dell’ezidismo è luminosa e affermativa della creazione; l’antica calunnia straniera del «culto del diavolo» è confutata in dettaglio in Tawûsî Melek e qui non è ripetuta.


1. Gli animali nella visione del mondo ezidí

L’ezidismo non conosce alcuna rottura netta tra l’essere umano, l’animale e la sfera divina. La creazione è scaturita per gradi dalla luce dell’unico Dio Xwedê, e gli animali partecipano a questo mondo intessuto e animato (Kreyenbroek 1995; Aysif 2021). Caratteristico è quanto segue:

  • Sacralità anziché culto: Gli animali sacri non sono adorati come dèi; sono emblemi di qualità divine (luce, protezione, sapienza, grazia) o stanno sotto la protezione di un determinato essere sacro (xudan).
  • Patronati: A singoli esseri sacri degli Heft Sirr (Sette Misteri) e della genealogia dei santi sono assegnati animali, per esempio i serpenti a Şêx Mend, i topi a Şêx Sicadîn.
  • Nessuna teologia del serpente-tentatore: Diversamente dal mito biblico-coranico del paradiso, il serpente nell’ezidismo non è malvagio (Spät 2005; Asatrian & Arakelova 2014).

Le sezioni seguenti trattano, per ciascun animale: significato religioso, mito o attestazione, status di venerazione o di tabù, e fonte. Le interpretazioni incerte, o attestate solo in singole fonti, sono espressamente segnalate come tali.


2. Pavone (Tawûs): il più alto simbolo animale

Il pavone (curmangi tawûs) è il simbolo animale centrale dell’ezidismo, perché è l’emblema di Tawûsî Melek, l’Angelo-Pavone. Le sue piume radiose sono interpretate come immagine dei raggi del sole e degli «innumerevoli colori della creazione»; esso rappresenta la luce divina, la bellezza e il rinnovamento (Açıkyıldız 2010; Kreyenbroek 1995).

  • Status di venerazione: Il pavone è sacro. Cacciarlo, ucciderlo, mangiarlo, maledirlo o maltrattarlo è espressamente vietato (Açıkyıldız 2010).
  • Oggetto di culto: I Sancak/Senjaq: bronzi fusi di pavone, incarnano Tawûsî Melek e vengono portati per i villaggi durante il Tawûsgêran.

La teologia dettagliata, l’iconografia e la confutazione della calunnia degli «adoratori del diavolo» si trovano in Tawûsî Melek. Qui il pavone è nominato solo come capo della simbolica animale, non ripetuto.

Fonte: Açıkyıldız 2010; Kreyenbroek 1995; Rodziewicz 2014. (Affidabilità: alta, attestato più volte.)


3. Gallo (Dîk): uccello del sorgere del sole

Il gallo (dîk) è vicino al pavone in quanto uccello ed è connesso con il sole e il sorgere del sole: e con ciò con Şêx Şems, l’Angelo-Sole (cfr. sezione 6). Il suo canto annuncia la prima luce del sole; nella veglia notturna del Capodanno ezidí (Çarşema Sor) il canto del gallo segna il primo sorgere del sole del nuovo anno (Asatrian & Arakelova 2014; cfr. Kreyenbroek 1995).

  • Tradizione figurativa: In alcune raffigurazioni, soprattutto caucasico-georgiane: il simbolo dell’uccello divino fu reso come un gallo anziché un pavone; nella ricezione occidentale ciò condusse temporaneamente a una confusione pavone-gallo (Asatrian & Arakelova 2014). (Questa convergenza è oggetto della discussione scientifica e non è definitivamente chiarita.)
  • Status di tabù: Il gallo non è tabù a livello dell’intera comunità. In certe linee di Pîr è considerato protetto e non può essere macellato, un tabù legato alla casta/alla famiglia, non generale.

L’aspetto del tabù alimentare del gallo è trattato in Purità, tabù e precetti alimentari; qui è in primo piano la sua simbolica solare.

Fonte: Asatrian & Arakelova 2014; Açıkyıldız 2010; Kreyenbroek 1995. (Affidabilità: media, convergenza gallo-pavone discussa.)


4. Serpente (Mar): il guardiano nero al portale di Lalîş

Il serpente (mar) è tra i simboli animali più suggestivi dell’ezidismo. Al portale d’ingresso del santuario di Lalîş (Maqamê Şîxadî), a destra della porta, è scolpito nella pietra un grande serpente nero che si erge. La sua colorazione nera deriva, secondo la tradizione, dal fatto che i pellegrini lo toccarono per generazioni e che fu annerito dalla fuliggine delle lampade sacre (Spät 2005; Açıkyıldız 2010).

4.1 Şêx Mend: «Xudanê Mara», Signore dei serpenti

Il serpente è strettamente legato a Şêx Mend (Şêx Mend Paşa, figlio di Şêx Fexredîn), che è considerato «Xudanê Mara», Signore/Custode dei serpenti. Secondo una leggenda, Şêx Mend, compagno di Şêx Adî e manifestazione terrena di uno degli esseri sacri, si trasformò egli stesso in un grande serpente nero per respingere una tribù (gli Haweris) che voleva convertire con la forza gli ezidí, e li affrontò nella valle di Hasana (Spät 2005; Ezidi Heritage). Ai discendenti della linea Mend è attribuito fino a oggi un potere particolare sui serpenti; si dice che siano esercitati fin dall’infanzia nel trattarli (Spät 2005).

4.2 Apotropaicità e mito del Diluvio

Il serpente di Lalîş ha un carattere apotropaico (che allontana il male): simboleggia protezione e sicurezza e non può essere ucciso (Spät 2005). Un mito proprio lo collega al racconto ezidí del Diluvio (Qewlê li ser Tofanê): quando, durante il Diluvio, una pietra squarciò la nave di Nuh (Noè), il serpente otturò il foro con il proprio corpo arrotolato e salvò così la nave; in segno di gratitudine fu tenuto in onore (Kreyenbroek & Rashow 2005; Spät 2005).

  • Status di venerazione: Il serpente non è malvagio e sta sotto la protezione di Şêx Mend; è interpretato come custode della soglia del santuario (Aysif 2021).
  • Inno proprio: Esiste una propria tradizione di Qewl, il Qewlê Keniya Mara («Inno dei serpenti ridenti») (Kreyenbroek & Rashow 2005).

Interpretazioni discusse (attribuite): Spät collega la venerazione ezidí dei serpenti alle correnti serpentine gnostiche (Naasseni/Ofiti); Asatrian & Arakelova al serpente sacro mesopotamico bašmu. Questi rapporti sono discussi, non assicurati.

Fonte: Spät 2005 («Black Snake»); Açıkyıldız 2010 (pp. 121–130); Kreyenbroek & Rashow 2005 (Qewlê Keniya Mara); Aysif 2021; Ezidi Heritage. (Affidabilità: alta per il reperto al portale; interpretazioni dell’origine discusse.)


5. Gazzella / cervo (Xezal · Cêran): grazia e un nome sacro

La gazzella o il cervo (xezal; anche cêran) incarna la grazia, la dolcezza e la bellezza. Nell’inno della creazione Qewlê Afirîna Dinyayê si dice che attraverso Lalîş «le gazzelle ricevettero la loro sostanza», l’animale è parte della creazione ordinata e intessuta dal santuario (Kreyenbroek & Rashow 2005).

5.1 Xezal: la donna sacra dietro il nome dell’animale

La gazzella è particolarmente legata alla genealogia dei santi: la venerata donna sacra Khatuna Fekhra (Xatûna Fexra), patrona delle donne, dei bambini, della gravidanza e del parto, portava secondo la tradizione il nome di nascita Xezal («Gazzella»), un nome che esprime dolcezza, grazia e bellezza. Era figlia di Şêx Fexredîn e sorella di Şêx Mend (il Signore dei serpenti, sezione 4). Nella tradizione il cervo/il capriolo è considerato il suo animale assegnato (Wikipedia «Khatuna Fekhra»; cfr. Spät 2005).

5.2 Tabù di caccia

Da questa associazione con la santa si spiega che la gazzella sia in molti luoghi considerata un animale evitato, «imparentato» con i santi e che non venga cacciata né mangiata. Il tabù è tuttavia osservato con rigore variabile a seconda delle regioni (cfr. Purità, tabù e precetti alimentari; Açıkyıldız 2010).

Fonte: Kreyenbroek & Rashow 2005 (Qewlê Afirîna Dinyayê); Wikipedia «Khatuna Fekhra»; Açıkyıldız 2010. (Affidabilità: alta per il legame Xezal-Khatuna; rigore del tabù di caccia regionale.)


6. Toro (Ga): l’animale sacrificale della Festa dell’Assemblea

Il toro o giovane bue (ga) è il più importante animale sacrificale dell’ezidismo. Il sacrificio del toro (qurbana ga) è un rito centrale, connesso soprattutto con Şêx Şems (l’Angelo-Sole) e con la grande festa d’autunno.

6.1 Il sacrificio durante il Cejna Cemaiyê

Durante il pellegrinaggio autunnale Cejna Cemaiyê («Festa dell’Assemblea», all’incirca 6–13 ottobre) davanti al santuario di Şêx Şems a Lalîş ha luogo un sacrificio del toro cerimoniale. Il quinto giorno della festa un giovane bue viene lasciato libero sulla collina, lungo il cammino verso il santuario di Şems; un centinaio di uomini di una determinata casta lo inseguono per i campi di Lalîş e cercano di strappargli un pelo, a chi vi riesce è assicurato un anno di benedizione. Quindi l’animale viene macellato, cotto e distribuito tra tutti i pellegrini (Wikipedia «Cejna Cemayê» / «Sheikh Shems»; Kreyenbroek 1995). Sulla festa in dettaglio: Cejna Cemaiyê.

6.2 Significato e sfondi discussi

La carne viene distribuita ai bisognosi, le ossa trattate con onore, il toro rappresenta la forza vitale, il rinnovamento e la comunità. Un sacrificio del toro si tiene anche al Mercoledì rosso (Capodanno ezidí) e in feste locali.

Interpretazioni discusse (attribuite): Asatrian & Arakelova vedono nella simbolica taurina ezidí una reminiscenza del culto di Mitra (la tauroctonia mitraica); Rodziewicz interpreta il rito del Mercoledì rosso in chiave musicale-cosmologica. Questi rapporti sono speculativi o discussi, non assicurati (Asatrian & Arakelova 2014; Rodziewicz 2020).

Fonte: Kreyenbroek 1995 (cap. 5); Wikipedia «Cejna Cemayê», «Sheikh Shems»; Asatrian & Arakelova 2014; Rodziewicz 2020. (Affidabilità: alta per il rito; derivazione mitraica discussa.)


7. Pesce (Masî): l’animale nascosto dell’acqua primordiale

Il pesce (masî) è connesso con l’acqua primordiale e la sfera pre-esistente, «nascosta»: nel racconto della creazione dall’oscuro oceano primordiale emerse dapprima l’acqua, e i pesci sono ritenuti gli esseri viventi più antichi. Esiste un proprio Qewlê Gay û Masî («Inno del toro e del pesce») (Kreyenbroek & Rashow 2005).

  • Status di tabù: Il pesce è tabù a livello regionale e legato alla casta: evitato soprattutto nell’area di Sheikhan/Lalîş e da parte del clero (Şêx, Pîr), mentre a Şingal (Sinjar) viene mangiato.

La motivazione e la diffusione regionale del tabù del pesce sono esposte in dettaglio in Purità, tabù e precetti alimentari; qui è in primo piano il significato cosmologico (acqua primordiale, creatura più antica).

Fonte: Kreyenbroek & Rashow 2005 (Qewlê Gay û Masî); Kreyenbroek 1995; Aysif 2021. (Affidabilità: media, interpretazione cosmologica; tabù regionale.)


8. Altri animali

8.1 Cavallo (Hesp · Bor)

Il cavallo (hesp; il nobile cavallo da sella, spesso bianco, bor) rappresenta la tradizione cavalleresca e guerriera ezidí ed è ritenuto un «veicolo dell’anima», chi onora un cavallo ne onora l’anima. I santi cavalcano negli inni cavalli mitici (per esempio Şêx Mend; Pîr Hesen Meman); li cantano Qewl propri come il Qewlê Borêt Feqîra («Cavalli dei Feqîr») (Kreyenbroek & Rashow 2005). Il legame con la sacralità del cavallo antico-iranica-centrasiatica (Avesta) è assunto nella ricerca.

Fonte: Kreyenbroek & Rashow 2005; Aysif 2021. (Affidabilità: media.)

8.2 Tartaruga (Kûsî)

La tartaruga (kûsî) è simbolo del nascosto e del longevo. Nel Qewlê Şêşims si dice in sostanza: «Tutte le tartarughe, tutti i serpenti, tutto ciò che è nascosto e tutto ciò che è manifesto, anche il loro rifugio è presso Şêx Şems» (Kreyenbroek & Rashow 2005). (Affidabilità: alta.)

8.3 Topo (Mişk)

Il topo (mişk) sta sotto la protezione di Şêx Sicadîn (uno degli Heft Sirr) e, nella tradizione rigorosa, non può essere ucciso senza motivo (Kreyenbroek 1995). (Affidabilità: media.)

8.4 Colomba

La colomba è associata nella simbolica popolare alla purità e alla pace; un culto indipendente chiaro e ampiamente attestato non ha potuto essere dimostrato con certezza nelle fonti scientifiche qui impiegate. Questa attribuzione è perciò incerta ed è qui nominata solo come una questione aperta, non come un’attestazione.


9. Termini e convenzioni (curmangi)

Termine (curmangi) Significato / status
tawûs Pavone, sacro, emblema di Tawûsî Melek (vedi Tawûsî Melek)
dîk Gallo, simbolica solare; protetto in alcune linee di Pîr
mar Serpente, sacro, guardiano al portale di Lalîş, animale di Şêx Mend
xezal / cêran Gazzella/cervo, grazia; nome di nascita della sacra Khatuna Fekhra; tabù di caccia in molti luoghi
ga Toro/bue, animale sacrificale durante il Cejna Cemaiyê (Şêx Şems)
masî Pesce, animale dell’acqua primordiale; tabù regionale/legato alla casta
hesp / bor Cavallo / nobile cavallo da sella, simbolo del cavaliere e dell’anima
kûsî Tartaruga, simbolo del nascosto (Şêx Şems)
mişk Topo, sotto la protezione di Şêx Sicadîn
xudan Patrono / «signore» di un àmbito o di un animale
Xudanê Mara «Signore dei serpenti», epiteto di Şêx Mend

Fonti

Le affermazioni segnalate come «discusse», «speculative» o «incerte» (convergenza gallo-pavone, derivazioni gnostiche o mitraiche, colomba) riflettono questioni di ricerca aperte e differenze regionali e non vanno lette come fatti assicurati.

Questo articolo fa parte del Wiki Êzdîxan. Articoli correlati: Tawûsî Melek, Purità, tabù e precetti alimentari, Mitologia + simbolica, Lalîş, Cejna Cemaiyê, Religione + teologia, Santuari nel mondo.

Kommentare

Noch keine Kommentare — sei der Erste.