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Cariche e istituzioni religiose degli ezidi

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La società ezida è divisa in tre caste ereditarie, Şêx, Pîr e Mirîd (vedi Ordine sociale). Trasversalmente a questa divisione in caste si erge una seconda armatura: le concrete cariche religiose e i detentori di funzioni che mantengono viva la fede nella pratica, dal principe Mîr al capo spirituale Bavê Şêx, al direttore dei riti Pêşîmam, ai cantori di inni Qewwal e agli asceti Feqîr fino ai veggenti Koçek e ai custodi dei santuari Mijêwir. Questo articolo descrive per ogni carica: la funzione, l’accesso, la veste e le insegne, nonché la situazione odierna.

Stato: 2026-06-14 · Nomi propri in grafia kurmancî latina · Wiki ezdixan.de


Indice

  1. Due armature: caste e cariche
  2. Mîr, principe e capo
  3. Bavê Şêx (Baba Şêx), capo spirituale
  4. Pêşîmam, direttore dei riti centrali
  5. Qewwal, cantori di inni e tramandatori
  6. Feqîr, gli asceti nel Xirqe nero
  7. Koçek, servitore, veggente e accompagnatore dei morti
  8. Mijêwir, Baba Çawûş e la servitù
  9. L’interazione delle cariche
  10. Glossario dei termini
  11. Fonti

1. Due armature: caste e cariche

L’articolo Ordine sociale descrive le tre caste ereditarie: le caste religiose Şêx e Pîr nonché i laici (Mirîd). Ma appartenere a una casta non conferisce di per sé una carica. Sopra la divisione in caste si sovrappone una seconda armatura di funzioni concrete: il principe, il capo spirituale, i direttori dei riti, i cantori, gli asceti, i veggenti e i custodi dei luoghi sacri [1; 4].

Il legame tra le due armature è stretto, ma non identico. Le cariche più alte, Mîr, Bavê Şêx, Pêşîmam: sono genealogicamente legate in modo fisso ciascuna a una delle tre stirpi Şêx: Qatanî, Şemsanî, Adanî [1; 4]. Altre dignità sono in linea di principio aperte a ogni fedele pio: la dignità ascetica del Feqîr non è, secondo la dottrina, questione di nascita ma di vocazione [2; 3]; il ruolo di veggente del Koçek può essere acquisito indipendentemente dalla casta [1; 2]. I Qewwal, a loro volta, formano un gruppo proprio ed ereditario di tramandatori che va inteso come stante al di fuori dello schema Şêx–Pîr–Mirîd [1; 8].

Questa armatura di cariche spiega come una religione senza scrittura (vedi Religione e cultura) abbia organizzato per secoli i suoi riti, il suo sapere sacro e la guida della sua comunità senza un clero in senso occidentale: tramite funzioni chiaramente ripartite, ereditarie o conferite per vocazione, che si completano e si controllano a vicenda.


2. Mîr: principe e capo

Funzione

Il Mîr (principe, «emiro») è il capo temporale-spirituale di tutti gli ezidi. Egli riunisce funzioni rappresentative, amministrative e sacrali: è ritenuto il legittimo successore nella tradizione di Şêx Adî, amministra il santuario di Laliş, riceve i tributi e le offerte annuali e nomina il Bavê Şêx nonché il Pêşîmam [1; 4]. Il Mîr presiede il Consiglio spirituale (Meclîsa Ruhanî), al quale appartengono tra gli altri il Bavê Şêx, il Pêşîmam e il capo dei Qewwal [1; 4]. La sua persona è tradizionalmente ritenuta santificata [1].

Accesso

La carica è ereditaria e legata alla stirpe Qatanî degli Şêx, la famiglia Çol (Chol), che fa risalire la propria discendenza a Şêxûbekir, un parente di Şêx Adî [1; 4]. Sulla regola di successione le indicazioni divergono: in parte il figlio maggiore, in parte la designazione da parte del Mîr in carica; nel 2019 il Consiglio spirituale nominò il successore, indizio di un mutamento della procedura [4].

Veste e sede

La sede tradizionale è Ba’edrê (Ba’adra) nel distretto di Şêxan presso Laliş [1; 4]. A differenza del Bavê Şêx o del Feqîr, il Mîr non porta un abito rituale stabilito; la sua dignità si mostra nella rappresentanza e nel rango, non in una veste particolare. Sull’abbigliamento regionale vedi Costume e abbigliamento.

Situazione odierna

Dal 2019 è in carica Mîr Hazim Tahsin Beg (n. 1963), insediato come successore di suo padre Mîr Tahsin Said Beg, che aveva regnato circa 75 anni [4]. L’insediamento fu contestato: parti della comunità, soprattutto da Şingal, criticarono la vicinanza politica al PDK e riconoscono in parte un candidato rivale (Naif Dawud) [4]. Il conflitto attorno alla carica principesca è un sintomo delle lacerazioni successive al genocidio del 2014.


3. Bavê Şêx (Baba Şêx): capo spirituale

Funzione

Il Bavê Şêx («Padre-Şêx», spesso reso come Baba Şêx) è la massima autorità spirituale nell’interpretazione delle questioni religiose e il capo spirituale della comunità [1; 4]. Vigila sulle leggi religiose, sorveglia gli altri ecclesiastici, in particolare i Koçek, ed è indispensabile nelle cerimonie centrali a Laliş; molti riti non possono essere compiuti senza di lui [1; 4]. Osserva i rigorosi digiuni di quaranta giorni (in estate e in inverno) e visita le comunità per l’istruzione religiosa [4].

Accesso

La carica è ereditaria nella stirpe Şemsanî degli Şêx (secondo l’indicazione diffusa, nel ramo dei discendenti di Fexredîn) ed è nominata dal Mîr [1; 4]. Un Bavê Şêx può lasciare la carica solo per morte o per apostasia dalla fede, la destituzione non è prevista [4].

Residenza, veste e insegne

Il Bavê Şêx risiede a Laliş, il santuario centrale (vedi Santuari). Conduce una vita pia e sobria e si presenta in veste dignitosa e semplice; caratteristiche sono le vesti bianche e la lunga barba bianca come segno di dignità [1; 4].

Situazione odierna

Il 18 novembre 2020 Şêx Alî Ilyas (n. 1979 a Şêxan) prestò giuramento a Laliş come Bavê Şêx, quale successore del defunto Xurto Hecî Îsmaîl (mandato 1995–2020) [4]. Anche questo insediamento fu accompagnato da proteste; parti degli ezidi di Şingal rifiutarono il riconoscimento [4]. All’inizio del 2025 fu riferita una grave malattia del titolare della carica; informazioni più recenti e affidabili sullo stato della carica non sono disponibili per questo articolo [4].


4. Pêşîmam: direttore dei riti centrali

Funzione

Il Pêşîmam («imam presiedente») è il direttore dei riti di alto rango degli ezidi. Il suo compito centrale classico è il compimento dei riti centrali, anzitutto dei matrimoni: celebra le nozze e dispone tradizionalmente i doni nuziali, nonché la conservazione e l’interpretazione della fede [1; 4]. Alcune tradizioni conoscono più funzioni di Pêşîmam (per esempio un «Gran Pêşîmam», un Pêşîmam dei Feqîr e uno del Bavê Şêx) [4].

Accesso

A differenza del Mîr e del Bavê Şêx, la persona del Pêşîmam non viene ereditata liberamente all’interno di una sola famiglia, ma è chiamata dal Mîr: dalla stirpe Adanî degli Şêx, che fa risalire la propria discendenza a Şêx Hesen (m. 1254) [1; 4]. Alla stirpe Adanî era tradizionalmente consentito in via esclusiva leggere e scrivere, il che spiega il legame della carica rituale ed erudita a essa [1] (vedi Ordine sociale).

Veste e situazione odierna

Un abito di carica proprio e generalmente vincolante non è descritto in modo uniforme per il Pêşîmam nella letteratura accessibile; egli si presenta nella dignità di un alto Şêx. La carica sussiste e appartiene al Consiglio spirituale [1; 4]. Sui riti nuziali che dirige, vedi Tradizioni.


5. Qewwal: cantori di inni e tramandatori

Funzione

I Qewwal (sg. Qewwal, «colui che dice la parola») sono i cantori e tramandatori professionali dei Qewl: gli inni sacri nei quali si tramanda il sapere religioso degli ezidi (in dettaglio: Tradizione Qewl). In una religione senza scrittura essi sono la memoria vivente della comunità: conservano e trasmettono i testi sacri, li insegnano e si esibiscono nelle grandi cerimonie [1; 8]. Il loro compito rituale più importante è il Tawûsgeran: la processione nella quale le Senceq (anche Sancak; stendardi di pavone in bronzo che rappresentano Tawûsî Melek) vengono portate attraverso le comunità ezide, connessa con la raccolta di doni religiosi per Laliş [1; 8]. Tawûsî Melek è qui il più alto in rango dei santi angeli e non deve in alcun caso essere equiparato al «diavolo» (vedi Tawûsî Melek).

Accesso e origine: un punto da leggere con esattezza

I Qewwal formano un gruppo proprio ed ereditario con radici nella casta Mirîd e si collocano così al di fuori dello schema Şêx–Pîr; la carica si eredita all’interno di determinate famiglie [1; 8].

Sull’origine tribale è richiesta esattezza, poiché qui circolano diverse grafie e attribuzioni:

  • L’esposizione specialistica di riferimento (Encyclopaedia Iranica, articolo «Qawl», sulla base di Kreyenbroek) formula in modo inequivocabile: „The Qawwāls come from two clans, the Kurmanji-speaking Dimli and the Arabic-speaking Tazhi, settled in the villages of Baʿšiqa and Beḥzānē, in the Šaiḵan area.", vale a dire due gruppi: Dimlî (di lingua kurmancî) e Tazhî (di lingua araba) [8].
  • L’articolo gemello «Yazidis i. General» della stessa enciclopedia nomina i medesimi due gruppi [1].
  • In alcune liste tribali ed esposizioni popolari compare inoltre il nome Hekarî (anche Hakarî, dalla regione storica di Hakkârî) come uno dei gruppi associati ai Qewwal [9].

Va fissato: La letteratura scientifica standard (Kreyenbroek; Iranica) conosce le due tribù Qewwal come Dimlî e Tazhî. La grafia «Tazhî e Hekarî» combina un nome accertato (Tazhî) con un nome non attestato nella letteratura specialistica come tribù Qewwal principale (Hekarî). Laddove una fonte nomini «Hekarî» per i Qewwal, ciò andrebbe segnalato come attribuzione divergente ovvero popolare, l’enunciato attestato e qui di riferimento è Dimlî/Tazhî [1; 8]. (L’articolo interno al portale Ordine sociale indica di conseguenza «Dimlî e Tazhî»; un’eventuale indicazione «Tazhî/Hekarî» altrove contraddice la letteratura standard e va corretta.)

La sede delle famiglie Qewwal sono i due villaggi gemelli di Başîqa e Bahzanê (Beḥzānē) a est di Mosul nell’area di Şêxan [1; 8].

Strumenti e insegne

I Qewwal suonano due strumenti ritenuti sacri [1; 8]:

Strumento Tipo Funzione
Def tamburo a cornice (tamburello con sonagli) ritmo e accompagnamento degli inni
Şibab flauto di canna / flauto dritto accompagnamento melodico

Inoltre nelle esposizioni popolari viene nominato anche il liuto a manico lungo Sazz (saz/tembûr); la coppia centrale messa in risalto nella letteratura specialistica come ritualmente sacra resta tuttavia Def e Şibab [1; 8]. Gli stendardi Senceq non sono strumenti, bensì gli oggetti cultuali sacri che i Qewwal portano nel Tawûsgeran. Più sulla musica: Musica.

Situazione odierna

La situazione dei Qewwal è precaria. Già prima del 2014 il loro numero si era ridotto a una manciata, e le scuole tradizionali dei Qewwal non esistevano più [1; 8]. Il genocidio dello «Stato Islamico» nel 2014 devastò la loro terra tribale di Başîqa/Bahzanê e accelerò la rottura della catena di trasmissione orale [8]. Con la crescente messa per iscritto degli inni cambia inoltre fondamentalmente il ruolo dei Qewwal quali portatori esclusivi del sapere [1; 8]. A lungo i Qewwal vissero in modo endogamico; ormai i matrimoni con i Mirîd sono diffusi [1].


6. Feqîr: gli asceti nel Xirqe nero

Funzione

I Feqîr (sg. Feqîr, letteralmente «il povero») sono gli asceti dell’ezidismo, dignitari che ordinano la propria vita rigorosamente secondo i comandamenti religiosi e «seguono con la massima severità i riti, i tabù e gli atti religiosi della fede» [2; 3]. Imitano la santità di Şêx Adî, osservano i digiuni di quaranta giorni, servono a Laliş, partecipano alle cerimonie (per esempio al Tewaf e alla festa comunitaria Cêjna Cemaiyê) e mediano nei conflitti della comunità [2; 3]. Sono ritenuti il «cuore ascetico e mistico» della fede e godono di alta stima, dinanzi a un Feqîr vestito del Xirqe per tradizione tutti si alzano, incluso il Mîr [2].

Accesso

La dignità di Feqîr non è, secondo la dottrina, questione di nascita ma di vocazione: è in linea di principio aperta a ogni ezida pio che riceva la «vocazione», inclusi i Mirîd [2; 3]. Nella pratica, tuttavia, la dignità è stata spesso trasmessa nel corso delle generazioni all’interno di determinate famiglie, sicché di fatto è divenuta in parte ereditaria [2; 3]. Alcune fonti distinguono di conseguenza tra Feqîr provenienti da famiglie religiose e quelli provenienti dalla casta Mirîd [4].

Veste e insegne

Il segno distintivo caratterizzante è il Xirqe (anche kherqe, xerqe), una tunica di lana scura, nera ritenuta la «più degna di tutte le vesti religiose» e collegata nella tradizione con la veste primordiale dei primi esseri umani (Adamo ed Eva) [2; 3]. Il Xirqe stesso è sacro; viene consacrato ritualmente alla «Sorgente Bianca» (Kaniya Sipî) a Laliş [2]. A ciò si aggiungono, a seconda della fonte, una cintura rossa, anelli di rame e un berretto nero (kulik) che simboleggia la corona di Şêx Adî [2]. Sulla simbologia della veste vedi Costume e abbigliamento.

Situazione odierna

I Feqîr annoverano fino a oggi tra le figure religiose più stimate degli ezidi e, quali portatori del Xirqe, restano presenti a Laliş e nelle comunità [2; 3]. Con la diaspora si pone per loro, come per tutti i dignitari, la questione di come proseguire la disciplina ascetica e il servizio rituale nelle condizioni dell’esilio (vedi Diaspora).


7. Koçek: servitore, veggente e accompagnatore dei morti

Funzione

Il Koçek («il piccolo», anche Kochek) riunisce due ruoli: quello dell’aiutante servitore e quello del veggente. Come servitore svolge compiti pratici (per esempio procurare legna e acqua), osserva i digiuni e può assumere i compiti di uno Şêx o Pîr assente [2; 4]. La sua vera importanza risiede però nel dono della veggenza: i Koçek sono ritenuti persone dotate di visioni, sogni e stati di trance mediante i quali contemplano il passato e il futuro [2; 6]. La tradizione ezida parla di «cadere nel libro» (defterê keftin/xwendin), uno stato di coscienza alterato in cui si parla attraverso il veggente [6].

Particolarmente importante è il Koçek nei riti funebri e dell’aldilà: dopo la sepoltura un veggente viene pregato dalla famiglia di indagare il destino dell’anima del defunto: se rinascerà come ezida (gli ezidi conoscono concezioni della trasmigrazione delle anime); se l’anima è vista su una buona via, la famiglia festeggia [2; 6]. Così il Koçek ha una funzione centrale nel rapporto con la morte e il lutto (vedi anche Religione e cultura).

Accesso

Il ruolo di Koçek può essere acquisito indipendentemente dalla casta: non è legato a una determinata linea di nascita, bensì al dono attribuito; i Koçek sono sotto la supervisione del Bavê Şêx [1; 2; 4]. A Şingal i veggenti dotati di capacità particolari sono in parte chiamati cinndar («possessore di spiriti/jinn») [6].

Veste e situazione odierna

Un abito di carica stabilito non è descritto per il Koçek allo stesso modo che per il Feqîr; la sua autorità si fonda sul dono della veggenza, non su insegne. La tradizione della veggenza sussiste, ma è finita sotto pressione a causa di espulsione, genocidio e diaspora, molti portatori del sapere sono morti o dispersi [6].


8. Mijêwir, Baba Çawûş e la servitù

Mijêwir: custode di santuario

Il Mijêwir (anche Micêwir) è il custode di un singolo santuario o sacrario [1; 4]. Oltre a Laliş, gli ezidi venerano numerosi santuari locali (mezar) per singoli santi (vedi Santuari); il Mijêwir cura questo luogo e il cimitero annesso, conserva il sapere religioso locale, dirige le sepolture, organizza le feste e il Tewaf annuale del villaggio e ospita i Qewwal di passaggio [4]. Egli adempie così le questioni religiose di un luogo, mentre il capovillaggio temporale (muxtar) regola le questioni statali-amministrative [4]. I Mijêwir provengono di regola dalla casta Şêx o Pîr, occasionalmente dai Feqîr [4].

Baba Çawûş: guardiano di Laliş

Il Baba Çawûş è il guardiano supremo del santuario di Şêx Adî a Laliş, nominato dal Mîr; vive lì piamente e in celibato e supervisiona la cura del santuario centrale [1; 4].

Ferraş e servitù

Presso il santuario di Laliş opera una serie di ulteriori servitori (in alcune esposizioni designati come Ferraş/«servitù») che svolgono servizi subordinati di tempio e di pulizia, come la cura degli spazi sacri e delle lampade. Queste funzioni di servizio sono delimitate nella letteratura accessibile in modo meno netto delle cariche principali; si subordinano alla supervisione del Baba Çawûş e del Bavê Şêx [1; 4]. Un ruolo particolare svolge inoltre l’ordine femminile della Feqra sotto la guida della Kebanî, che cura il mausoleo di Şêx Adî e plasma le sacre sfere berat [1; 4].


9. L’interazione delle cariche

Le cariche si incastrano in un sistema di reciproca complementazione e controllo: nessuna carica sta per sé sola:

  • Equilibrio di potere al vertice. Le tre cariche più alte sono ripartite tra le tre stirpi Şêx: il Mîr (Qatanî/famiglia Çol, sede Ba’edrê) come capo temporale-spirituale, il Bavê Şêx (Şemsanî, sede Laliş) come autorità spirituale, il Pêşîmam (Adanî) come direttore dei riti. Poiché ogni stirpe fornisce esattamente un’istanza di vertice, il potere è all’incirca bilanciato tra i gruppi religiosi [1; 4].
  • Catena di nomina. Il Mîr nomina il Bavê Şêx e il Pêşîmam e presiede il Consiglio spirituale: così le cariche di vertice sono legate l’una all’altra [1; 4].
  • Sapere e rito. I Qewwal portano la parola sacra (i Qewl) e compiono con le Senceq il Tawûsgeran; i Feqîr incarnano la severità ascetica; i Koçek mediano tra i vivi e l’aldilà. Insieme assicurano trasmissione, disciplina e consolazione (vedi Tradizione Qewl).
  • Sul posto. Mijêwir, Baba Çawûş e la servitù mantengono vivi i luoghi sacri e il culto locale, da Laliş al più piccolo santuario di villaggio.

Trasversalmente a ciò operano la rete ereditaria Şêx–Pîr–Mirîd e i legami personali (il proprio Şêx, il proprio Pîr, il fratello/la sorella dell’aldilà, il Kirîv), descritti nell’Ordine sociale. Insieme, le due armature spiegano come una comunità piccola, spesso perseguitata e oggi dispersa in tutto il mondo abbia potuto preservare la propria fede senza scrittura sacra e senza clero centrale per secoli, e quali pressioni il genocidio e la diaspora pongono oggi su questo sistema finemente bilanciato.

Le donne compaiono in questa armatura di cariche soprattutto attraverso l’ordine della Feqra/Kebanî; sul ruolo e sui dibattiti intorno alla posizione delle donne vedi Le donne nell’ezidismo.


10. Glossario dei termini

Termine (kurmancî) Significato
Mîr principe; capo temporale-spirituale di tutti gli ezidi (stirpe Qatanî, famiglia Çol)
Bavê Şêx (Baba Şêx) «Padre-Şêx»; capo spirituale, risiede a Laliş (stirpe Şemsanî)
Pêşîmam «imam presiedente»; direttore dei riti centrali, soprattutto dei matrimoni (stirpe Adanî)
Qewwal cantore di inni e tramandatore ereditario dei Qewl; da Dimlî e Tazhî, sede Başîqa/Bahzanê
Def / Şibab strumenti sacri dei Qewwal: tamburo a cornice / flauto
Senceq (Sancak) stendardo di pavone in bronzo (Tawûsî Melek); portato nel Tawûsgeran
Tawûsgeran processione nella quale le Senceq vengono portate attraverso le comunità
Feqîr «il povero»; asceta nel Xirqe di lana nera
Xirqe (kherqe) sacra tunica di lana nera dei Feqîr
Koçek «il piccolo»; servitore e veggente dotato di visioni; opera nei riti funebri
Mijêwir (Micêwir) custode di un singolo santuario/sacrario
Baba Çawûş guardiano supremo del santuario di Şêx Adî a Laliş
Feqra / Kebanî ordine femminile celibatario a Laliş / la sua guida
Meclîsa Ruhanî Consiglio spirituale sotto la presidenza del Mîr

Fonti

  1. Allison, Christine: “YAZIDIS i. GENERAL”, Encyclopaedia Iranica (2004, akt. 2017). https://www.iranicaonline.org/articles/yazidis-i-general-1/
  2. „The Feqir: The Ascetics of the Yazidi Faith", Kurdish History. https://www.kurdish-history.com/post/yazidi-feqir
  3. „Society", Yazidi Cultural Heritage. https://www.yazidiculturalheritage.com/society/
  4. Wikipedia (en): „Yazidi social organization". https://en.wikipedia.org/wiki/Yazidi_social_organization
  5. Kreyenbroek, Philip G.: Yezidism, Its Background, Observances and Textual Tradition. Edwin Mellen Press, Lewiston 1995. (grundlegende Monographie zu den Qewl und der religiösen Tradition)
  6. Spät, Eszter: „The Book Revealing the Future in a Religion without Books: the Apocalyptic Visions of Yezidi Seers", International Journal of Divination and Prognostication 2/1 (2020). https://brill.com/view/journals/ijdp/2/1/article-p1_1.xml
  7. Omarkhali, Khanna: The Yezidi Religious Textual Tradition: From Oral to Written. Harrassowitz, Wiesbaden 2017.
  8. „QAWL", Encyclopaedia Iranica (Kreyenbroek). https://www.iranicaonline.org/articles/qawl/
  9. „List of Yezidi tribes", Yezidica. https://yezidica.miraheze.org/wiki/List_of_Yezidi_tribes
  10. Açıkyıldız, Birgül: The Yezidis: The History of a Community, Culture and Religion. I.B. Tauris, London 2010., vgl. dies., „Sacred Spaces in the Yezidi Religion". https://www.academia.edu/27748126/Sacred_Spaces_in_the_Yezidi_Religion

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