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Calendario delle feste Êzîdî: da Sersal alla commemorazione di Sinjar
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L’anno Êzîdî segue un calendario proprio, di impronta solare con feste che in parte risalgono a tradizioni stagionali mesopotamico-iraniche pre-abramitiche. Al centro non sta una data storica, bensì una data cosmologica: la creazione del mondo e la discesa di Tawûsî Melek sulla terra.
Aggiornamento: 2026-06-04 · Tabù del Sirr rispettato · Wiki ezdixan.de
1. Fondamenti del calendario Êzîdî

Simbolo solare Êzîdî con 21 raggi. Il calendario Êzîdî è di orientamento solare e allineato a uno schema giulianamente sfasato; l’anno solare e il nuovo inizio primaverile (Sersal) sono i suoi punti di ancoraggio. · Licenza: CC BY-SA 4.0 · Fonte: Wikimedia Commons
Il calendario delle feste êzîdî non è un mero piano di giorni festivi, bensì un impianto teologico: ogni festa principale racconta una parte della vicenda êzîdî del mondo e della salvezza. La creazione (Sersal), l’apparizione divina nel mondo (Cejna Êzî), l’assemblea della comunità nel luogo più sacro (Cejna Cemayê) e i periodi di digiuno stagionali del clero (i tempi della Çile) formano insieme un ciclo annuale che intreccia il ritmo del sole, della semina e del raccolto con la storia sacra [Kreyenbroek 1995, pp. 145-152; Açıkyıldız 2010, pp. 67-69].
1.1 Computo del tempo Êzîdî
L’auto-datazione êzîdî comincia, a seconda della fonte, intorno ai 6.700–6.800 anni (al stato della metà degli anni 2020), riferita a un punto di partenza mitologico-rituale, per lo più collegato alla creazione ovvero alla creazione di Adamo. Calendari religiosi altrettanto lunghi sono quello ebraico (circa 5.780) e quello bizantino (circa 7.530). Il numero Êzîdî va inteso in senso simbolico-rituale, non storicamente preciso: esso segna la profondità della propria tradizione, non una data di fondazione verificabile [Lalish Cultural Center Duhok, Êzîdî-Kalender 2021; Açıkyıldız 2010, p. 67].
1.2 Il sistema calendariale: perché «calendario orientale»
- Storicamente gli Êzîdî si orientavano allo schema giuliano (ancora oggi diffuso in Şingal/Sinjar e nella regione attorno a Lalîş). Per questo motivo le date delle feste êzîdî risultano sfasate di circa 13 giorni rispetto al calendario gregoriano, lo stesso sfasamento che separa anche le feste delle chiese orientali dal calendario occidentale [Spät 2018, pp. 145-149].
- Concretamente significa: ciò che tradizionalmente cade il 1° aprile (giuliano) corrisponde oggi al 14 aprile (gregoriano). Sersal, il primo mercoledì «all’inizio di aprile», viene perciò collocato al primo mercoledì il giorno 14 aprile (gregoriano) o successivo [Wikipedia «Yazidi New Year»; Spät 2018, p. 156].
- La diaspora calcola sempre più in modo puramente gregoriano e colloca le feste nel fine settimana più vicino, per adeguarsi alla quotidianità lavorativa e scolastica.
- Il plenilunio, gli equinozi di primavera e d’autunno nonché il solstizio d’inverno hanno un significato rituale: Cejna Êzî, ad esempio, è espressamente legata al solstizio (vedi 2.4) [Allison 2017, EI³ «Yazidism»; Açıkyıldız 2010, pp. 145-152].
Importante per l’inquadramento: «Calendario orientale» qui indica esclusivamente il sistema di computo giuliano (condiviso con le chiese orientali, gli armeni e altri). Esso non comporta alcuna vicinanza contenutistica al cristianesimo, le feste êzîdî hanno un significato proprio, radicato in epoca pre-abramitica.
1.3 Struttura dell’anno festivo: quattro assi
Il calendario delle feste può essere letto lungo quattro assi tematici che lo distinguono da un mero piano di giorni festivi:
- Asse cosmologico: Sersal (creazione del mondo, discesa di Tawûsî Melek) e Cejna Êzî (apparizione divina nel mondo) segnano l’inizio e la «rinascita» della luce.
- Asse comunitario: Cejna Cemayê, l’assemblea autunnale di sette giorni a Lalîş, riunisce l’intera comunità nel suo luogo più sacro.
- Asse ascetico: i due periodi di digiuno di 40 giorni del clero (Çile Havîn in estate, Çile Zivistan in inverno) nonché il digiuno obbligatorio di tre giorni dell’Êzî legano la devozione alle stagioni.
- Asse della memoria: Belindê (diluvio), Mereka Şêx Adî (memoria del fondatore) e, dal 2014, la giornata di commemorazione di Sinjar (3 agosto) mantengono presenti la storia sacra e quella più recente.
Questo intreccio del corso del sole, del ciclo di semina/raccolto e della storia della salvezza è caratteristico della religiosità della regione, radicata nell’antico Oriente; la ricerca colloca strutturalmente Sersal nella serie delle feste mesopotamiche di capodanno primaverile (vedi 2.1), ma formula tali linee in modo consapevolmente prudente [Rodziewicz 2014, pp. 89-103; Kreyenbroek 1995, pp. 145-152].
1.4 Stato di Sirr
Determinati riti di iniziazione e sequenze interne delle grandi feste sono Sirr (segreto, tabù per i non-Êzîdî). In questa panoramica vengono presentati gli aspetti pubblici; il dettaglio interno dei rituali Heft Sirran (i «sette misteri») rimane consapevolmente riservato [Kreyenbroek 1995, pp. 122-128].
2. Le feste principali nel corso dell’anno
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Sersal (Çarşema Sor), festa di capodanno del Mercoledì Rosso a Lalîş, 18 aprile 2017. L’anno festivo Êzîdî inizia ad aprile con il Sersal, la festa più importante della comunità; altri momenti culminanti: Cejna Cemayê a ottobre, Cejna Êzî a dicembre. · Foto: Levi Clancy · Licenza: CC BY-SA 4.0 · Fonte: Wikimedia Commons
2.1 Sersal / Çarşema Sor: Capodanno Êzîdî e giorno della creazione
Data: Primo mercoledì il giorno 14 aprile o successivo (gregoriano; corrisponde storicamente al 1° aprile giuliano). 2026: 15 aprile 2026 (mercoledì) [Wikipedia «Yazidi New Year»; Spät 2018, p. 156].
Nomi êzdîkî/kurmancî: Sersal («capo/inizio dell’anno»), Çarşema Sor («Mercoledì Rosso») ovvero Çarşema Serê Nîsanê («mercoledì all’inizio di aprile»).
Nota sulle convenzioni (rigorosa): Sersal non è il Newroz. Gli Êzîdî non festeggiano il Newroz (21 marzo). Il Newroz è una festa primaverile musulmano-curda con una propria leggenda d’origine (il fabbro Kawa contro il tiranno Zahhak). Sersal ha invece un riferimento autonomo alla creazione e cade temporalmente settimane più tardi. L’equiparazione «Sersal = Newroz êzîdî» è fattualmente errata [Açıkyıldız 2010, p. 132; theamargi.com «Yazidi Çarşema Sor»].
Significato, il giorno in cui il mondo ebbe origine: Sersal è la festa più alta e più antica degli Êzîdî e celebra la creazione del mondo. Secondo il mito êzîdî, la terra era «in divenire» dal venerdì e fu completata di mercoledì: in quel giorno i raggi del sole toccarono per la prima volta la terra e colorarono di rosso il cielo, da qui «Mercoledì Rosso» [peacock-angel.org «Sere Sal»; nlka.net «Red Wednesday»]. Al contempo Tawûsî Melek, l’angelo pavone, discese sulla terra, distese le sue ali luminose sulla terra ancora priva di vita e «agitata» e la benedisse con pace e fertilità; i colori del pavone e dell’arcobaleno rappresentano questa vivificazione [peacock-angel.org «Sere Sal»]. Il mercoledì non è scelto a caso: Tawûsî Melek sta al centro dei sette esseri sacri, così come il mercoledì sta nel mezzo della settimana [pukmedia.com «Red Wednesday»].
Nella cosmogonia êzîdî la Perla Bianca (Dur) racchiudeva inizialmente Dio ovvero l’intero potenziale della creazione; il suo dischiudersi liberò luce, colori e la vita. Sersal mette in scena proprio questo evento primordiale nel rituale festivo [Spät 2018, pp. 156-160].
Possibili paralleli antico-orientali (con cautela): Strutturalmente Sersal è considerato una delle più antiche feste di capodanno primaverile sopravvissute della Mesopotamia. La simbologia rituale del rinnovamento presenta somiglianze con le antiche feste mesopotamiche di capodanno primaverile Akitu (sumero-babilonese) e Zagmuk; anche la colorazione delle uova viene messa in relazione con l’antico culto orientale della primavera/fertilità (Ishtar) [peacock-angel.org «Sere Sal»; Rodziewicz 2014, pp. 89-103]. Questi paralleli vanno intesi come somiglianza strutturale di storia delle religioni, non come derivazione storica diretta, la ricerca li formula in modo consapevolmente cauto [Rodziewicz 2014, pp. 89-103].
Rituali (pubblici):
- Pittura delle uova (Hêkên Sor): le uova vengono bollite e colorate (rosso, blu, verde, giallo). L’uovo colorato simboleggia la Perla Bianca: la rottura dell’uovo riproduce il dischiudersi della Perla, inizio della vita ed emergere dei colori. I colori rappresentano l’arcobaleno che Tawûsî Melek creò al momento della sua discesa [Spät, cit. in Wikipedia «Yazidi New Year»; peacock-angel.org «Sere Sal»].
- Hekkane (battitura delle uova): un gioco ritualizzato in cui le uova vengono battute l’una contro l’altra; simboleggia la creazione cosmica.
- Benedizione della soglia: un impasto di argilla, gusci d’uovo frantumati, fiori rossi e acqua viene spalmato, recitando inni sacri, sugli stipiti delle porte e sulle pareti delle case, per benedire la casa e le (giovani) coppie con fortuna e fertilità [Wikipedia «Yazidi New Year»].
- Fiori rossi (papaveri/anemoni): i fiori rossi che sbocciano solo ad aprile vengono raccolti e usati per la benedizione della casa [peacock-angel.org «Sere Sal»].
- Visita alle tombe (per lo più all’alba / il giorno prima): le famiglie, spesso le donne, si recano prima dell’alba al cimitero con cibi, dolci e lampade. Si dice che i defunti e gli esseri spirituali tornino in questo giorno; i vivi condividono il banchetto festivo con gli antenati [nlka.net «Red Wednesday»; peacock-angel.org «Sere Sal»].
- Lampade a olio/candele a Lalîş: i pellegrini accendono presso il fuoco sacro stoppini appositamente preparati su piccole pietre, lampade a olio e coppe, accompagnati da inni con flauto (şibab) e tamburo (def) [Wikipedia «Yazidi New Year»].
- Lavaggio del Sancak: il sacro Sancak viene lavato ritualmente con acqua della sorgente Zemzem (Lalîş) [Wikipedia «Yazidi New Year»].
- Govend (danza in cerchio), canti di Sersal («Sersal Pîroz», «Çarşema Sor») e riunione familiare la sera.
Cibi:
- Sîmel: pane festivo rotondo con sesamo, simbolicamente per il sole
- Hêkên Sor: uova colorate
- Berbîjok: dolce di datteri
- Helva e dolci tradizionali; nella diaspora l’agnello è un piatto festivo diffuso [npr.org «For Yazidis in U.S., New Year…»]
Tabù:
- Sersal stesso è tradizionalmente considerato un giorno sfortunato per i viaggi: i viaggi vengono evitati [Wikipedia «Yazidi New Year»].
- Nell’intero mese di aprile non si celebrano matrimoni êzîdî [Wikipedia «Yazidi New Year»].
- Riposo dal lavoro; il preludio (vedi Çarşema Reş) è improntato al silenzio.
[Spät 2018, pp. 156-162; Rodziewicz 2014; Wikipedia «Yazidi New Year»; peacock-angel.org «Sere Sal»]
2.2 Çarşema Reş: «Mercoledì Nero» (settimana di lutto precedente)
Data: Il mercoledì una settimana prima di Sersal.
Significato: Silenziosa preparazione alla creazione. Nessuna attività festiva, niente danza, niente nuovo taglio di capelli, niente matrimoni. Un giorno di purificazione interiore e di commemorazione dei defunti, prima che segua la festa della vita Sersal.
Rituali:
- Silenzio; il digiuno è possibile ma non obbligatorio.
- Accurata pulizia della casa come preparazione a Sersal.
- Niente musica allegra.
[Spät 2018, p. 158; Açıkyıldız 2010, p. 134]
2.3 Roja Êzî: il digiuno di tre giorni dell’Êzî
Data: Tre giorni di dicembre immediatamente prima di Cejna Êzî, tradizionalmente da martedì a giovedì. 2026: presumibilmente intorno al 15–17 dicembre 2026.
Significato: Il Rojiyên Êzî è un digiuno obbligatorio di tre giorni in onore di Êzî/Sultan Êzîd: uno dei nomi di Dio ovvero della sua manifestazione terrena. È un obbligo per tutti gli Êzîdî maggiorenni e in salute; sono esenti bambini, malati e anziani (a seconda della regione anche le donne incinte e i viaggiatori) [Wikipedia «Feast of Ezid»; Kreyenbroek 1995, pp. 158-162].
Forma: Dall’alba al tramonto ci si astiene dal cibo e dalle bevande; dopo il tramonto segue la rottura del digiuno in famiglia. Il digiuno termina con l’inizio della festa Cejna Êzî [Wikipedia «Feast of Ezid»].
Cibi per la rottura del digiuno:
- Datteri e acqua per primi
- Aşê Êzîd: zuppa/stufato festivo êzîdî (tra l’altro con lenticchie, riso, agnello)
- Dolci
[Açıkyıldız 2010, pp. 138-141; Kreyenbroek 1995, pp. 158-162; Wikipedia «Feast of Ezid»]
2.4 Cejna Êzî: Festa del Sultan Êzîd (festa invernale della luce)
Data: Primo venerdì dopo il 13 dicembre ovvero il venerdì prima del solstizio d’inverno: immediatamente di seguito al digiuno di tre giorni. 2026: presumibilmente 18 dicembre 2026 (venerdì), con giorni festivi nei giorni successivi [Wikipedia «Feast of Ezid»].
Significato: Una delle feste più amate e più importanti degli Êzîdî, una festa invernale della luce attorno al solstizio. Onora Sultan Êzîd, che nella teologia êzîdî è inteso come manifestazione/apparizione terrena del divino (in stretta connessione con Tawûsî Melek), non come storico califfo omayyade [Kreyenbroek 1995, pp. 50-58]. Il legame con il solstizio d’inverno è ricco di simboli: con le giornate che a partire dal solstizio tornano ad allungarsi si associa l’idea della «rinascita» del sole e dell’apparizione di figure divine [Wikipedia «Feast of Ezid»].
Sull’inquadramento teologico: La ricerca occidentale fa derivare il nome Êzîdî per lo più da Yazîd ibn Muʿāwiya, che gli Êzîdî venerano tuttavia come incarnazione del divino Sultan Êzî; una minoranza fa derivare il nome dall’antico iranico yazata («essere divino»). Decisivo è: nell’autointerpretazione êzîdî Sultan Êzîd è una grandezza puramente spirituale [Kreyenbroek 1995, p. 3; pp. 50-58].
Rituali:
- Conclusione del digiuno di tre giorni; festiva rottura del digiuno in famiglia.
- Funzioni festive e accensione di lampade a Lalîş; inni, musica tradizionale sotto la guida del Baba Şêx.
- Feste comunitarie e familiari con danza e musica; preghiere rivolte verso Lalîş.
Cibi:
- Aşê Êzîd (stufato festivo), carne festiva, dolci.
[Kreyenbroek 1995, pp. 156-167; Açıkyıldız 2010, pp. 138-145; Wikipedia «Feast of Ezid»; bianet.org «Îda Êzî»]
2.5 Cejna Cemayê: la grande assemblea a Lalîş
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Quba Mêrê Dîwanê, Aknalich, Armenia. Dove un viaggio a Lalîş non è possibile, le comunità celebrano la Cejna Cemayê simultaneamente presso i propri templi e centri. · Licenza: CC BY 4.0 · Fonte: Wikimedia Commons
Data: Sette giorni, tradizionalmente 6–13 ottobre, in onore di Şêx Adî. 2026: 6–13 ottobre 2026 [Wikipedia «Cejna Cemayê»; kurdish-history.com «Cejna Cemaiye»].
Significato: La celebrazione più grande e più sacra dell’anno êzîdî: l’«assemblea» ovvero «la festa della comunità». Per sette giorni l’intera comunità Êzîdî si riunisce nel suo luogo più sacro, la valle di Lalîş (Şêxan, Iraq settentrionale): per una festa di devozione, di rito, di unità e di gioia. Onora il santo Şêx Adî bin Musafir ed è considerata il cuore della vita religiosa. Idealmente ogni Êzîd:a compie almeno una volta nella vita un pellegrinaggio a Lalîş; chi vive nella regione cerca di esserci ogni anno per l’assemblea autunnale [Wikipedia «Cejna Cemayê»; kurdish-history.com «Cejna Cemaiye»; Allison 2001, pp. 51-58].
Guida: La festa è presieduta dal Mîr (capo temporale e spirituale), dal Baba Şêx e dal consiglio spirituale [kurdish-history.com «Cejna Cemaiye»].
Svolgimento nei sette giorni (elementi descritti pubblicamente):
- Mor Kirin (battesimo/lavaggio rituale) alla sacra sorgente Kaniya Spî (Sorgente Bianca) e saluto sacro alla sorgente Zemzem [kurdish-history.com «Cejna Cemaiye»].
- Perî Siwarkirin (intorno al 4° giorno), solenne applicazione di drappi di stoffa colorati (peri) ai sacrari dei santi [Wikipedia «Cejna Cemayê»].
- Qebaxgêran (intorno al 5° giorno), sacrificio rituale di toro/bovino presso il sacrario di Şêx Şems; la carne viene distribuita alla comunità come cibo consacrato (Simat) [Wikipedia «Cejna Cemayê»].
- Berê Şibakê (intorno al 6° giorno), solenne processione di una sacra grata di rame verso un’acqua/uno stagno sacro [Wikipedia «Cejna Cemayê»].
- Sema Êvarî: la solenne danza serale del Sema: uomini vestiti di bianco girano attorno a una fiaccola, accompagnati da tamburo (def) e flauto (şibab) [Wikipedia «Cejna Cemayê»; kurdish-history.com «Cejna Cemaiye»].
- Recitazioni di Qewl da parte dei Qewal istruiti (i due gruppi Qewal Dimlî [di lingua kurmanji] e Tazhî [di lingua araba] di Başîqa e Bahzanê), ogni sera vengono inoltre accese numerose lampade sacre [kurdish-history.com «Cejna Cemaiye»].
- Sacrificio conclusivo verso la fine della festa; si porta via acqua consacrata e sacra terra di Lalîş (Berat) per la benedizione della casa.
Sancak / Tawûsgêran: La processione del sacro Sancak (pavone di bronzo, simbolo della presenza di Tawûsî Melek) e le sequenze interne nelle camere di Lalîş sono in parte Sirr: solo il Mîr, il Baba Şêx e i Qewal designati possono essere presenti; qui se ne fornisce consapevolmente solo una descrizione strutturale (vedi 2.11) [Açıkyıldız 2010, cap. 4; Kreyenbroek 1995, pp. 122-128].
Diaspora: Dove un viaggio a Lalîş non è possibile, la festa si svolge simultaneamente nei centri comunitari, con banchetti festivi, Sema e canti, tra l’altro ad Hannover, Stoccolma, Tbilisi e Yerevan.
Cibi: Riso (Berf) come segno della purezza, pane festivo, stufato d’agnello; la carne sacrificale consacrata (Simat).
[Wikipedia «Cejna Cemayê»; kurdish-history.com «Cejna Cemaiye»; Allison 2001, pp. 51-58; Açıkyıldız 2010, cap. 4; Rodziewicz 2016]
2.6 Cejna Belindê (Eyda Belindê): Festa di Belindê
Data: Primavera/inizio estate, variabile a seconda della regione (circa aprile–maggio).
Significato: Festa commemorativa strettamente legata alla tradizione êzîdî del diluvio e al mito del serpente: secondo la tradizione un serpente nero chiuse la falla nella nave (arca) e salvò così gli antenati Êzîdî, un motivo immortalato anche nel rilievo del serpente all’ingresso di Lalîş [Spät 2018, pp. 162-165; servantgroup.org «Yezidi Mythology»]. La festa di Belindê è più piccola di Sersal e fortemente improntata alla dimensione familiare.
Rituali:
- Festa commemorativa familiare con sacrificio animale (agnello).
- Preghiere speciali; nella regione presso luoghi/monti sacri, nella diaspora in senso analogo.
[Spät 2018, pp. 162-165; Rodziewicz 2016, Fritillaria Kurdica 13-14, pp. 35-67]
2.7 Xidir Nebî / Xidir-Eliyas: Festa del santo protettore
Data: Febbraio (variabile a seconda della regione). 2026: circa metà febbraio (3 giorni).
Significato: Festa in onore di Xidir Nebî / Xidir Eliyas, che nella tradizione êzîdî è considerato Xudan (protettore) dell’acqua, dei fiumi e dei mari e Zindî (immortale), una figura protettrice êzîdî autonoma (da non intendere in senso coranico) [List of Yazidi holy figures, Wikipedia; Spät 2018, pp. 152-155]. Xidir è associato in particolare alla protezione dei viaggiatori, dei naufraghi e degli innamorati.
Rituali:
- Vengono preparati dolci e distribuiti ai bisognosi.
- I giovani Êzîdî non sposati rivolgono desideri d’amore e di matrimonio a Xidir Nebî (e a Pîrê Libnan) [Wikipedia «List of Yazidi holy figures»].
- Dolce di riso/cereali (Aşûrî) con datteri, chicchi di melagrana e noci.
Stato di Sirr: Festa pubblica, nessuna restrizione.
[Kreyenbroek 1995, pp. 169-172; Spät 2018, pp. 152-155; Wikipedia «List of Yazidi holy figures»]
2.8 Çile Havîn: i 40 giorni dell’estate
Data: Piena estate, tradizionalmente circa 1° luglio – 10 agosto. 2026: 1° luglio – 10 agosto 2026.
Significato: Periodo di piena estate/calura di 40 giorni. Soprattutto il clero (Pîr, Şêx, Feqîr) osserva in questo periodo un digiuno estivo di 40 giorni (Çilê Havînê) come tempo di concentrazione spirituale e di ritiro; il popolo esercita maggiormente la carità. Il digiuno dei «coldest/hottest forty days» lega consapevolmente la pratica religiosa ai cicli naturali [Kurdistan24 «Winter Forty-Day Feast»; Yazidi social organization, Wikipedia; Açıkyıldız 2010, pp. 145-148].
Rituali:
- Rigore meditativo/di digiuno di 40 giorni del clero.
- Accresciuta disponibilità a donare e ad aiutare nella comunità.
- In questo periodo cade la giornata di commemorazione di Sinjar (3 agosto) dal 2014 (vedi 2.12).
[Açıkyıldız 2010, pp. 145-148; Wikipedia «Yazidi social organization»]
2.9 Çile Zivistan: i 40 giorni dell’inverno
Data: A partire dal solstizio d’inverno, tradizionalmente circa 21 dicembre – 30 gennaio. 2026/27: 21 dicembre 2026 – 30 gennaio 2027.
Significato: Periodo del solstizio d’inverno del raccoglimento interiore. Anche qui il clero, sotto la guida del Baba Şêx, osserva un digiuno invernale di 40 giorni (Çilê Zivistanê) nei giorni più freddi dell’anno, come simbolo del rinnovamento della terra e del ciclo annuale. La conclusione è costituita da una «festa invernale dei 40 giorni» con sacre recitazioni, musica e l’accensione delle lampade del tempio a Lalîş [Kurdistan24 «Yazidis Mark Winter Forty-Day Feast»; Açıkyıldız 2010, pp. 148-152]. Roja Êzî e Cejna Êzî cadono all’inizio di questo periodo.
[Açıkyıldız 2010, pp. 148-152; Kurdistan24 «Winter Forty-Day Feast»]
2.10 Mereka Şêx Adî: Giornata commemorativa di Şêx Adî
Data: Variabile, diversa a seconda della regione (spesso in primavera).
Significato: Memoria di Şêx Adî bin Musafir (morto nel 1162, sepolto a Lalîş), il consolidatore teologico dell’Êzîdismo tramandato. Pellegrinaggio alla tomba a Lalîş; strettamente legato al significato di Lalîş come santuario centrale (vedi anche Cejna Cemayê, 2.5).
[Açıkyıldız 2010, cap. 5; Spät 2018, pp. 78-89]
2.11 Tawûsgêran: la processione del pavone (Sancak/Tawaf)
Data: Storicamente più volte all’anno, a seconda del percorso del Sancak attraverso i villaggi Êzîdî; oggi principalmente nell’ambito della Cejna Cemayê.
Significato: Sacri Sancak di bronzo (statuette di pavone) vengono portati attraverso i territori Êzîdî, segno della presenza attuale di Tawûsî Melek. La processione è rigorosamente Sirr: nessuna foto, nessuna descrizione dettagliata degli svolgimenti interni. Storicamente esistevano più Sancak; una parte andò perduta nel XIX secolo durante le persecuzioni, solo pochi sono ancora oggi in possesso êzîdî [Açıkyıldız 2010, cap. 4; Kreyenbroek 1995, pp. 122-128].
Nota sulle convenzioni: L’angelo pavone Tawûsî Melek non è affatto «il diavolo»: questa equiparazione è una diffamazione esterna vecchia di secoli. Tawûsî Melek è il più alto degli esseri sacri e il luogotenente di Xwedê (Dio) sulla terra [Kreyenbroek 1995, pp. 45-58].
[Tabù del Sirr: solo descrizione strutturale. Açıkyıldız 2010, cap. 4; Kreyenbroek 1995, pp. 122-128]
2.12 3 agosto: Commemorazione del genocidio di Sinjar (dal 2014)
Data: 3 agosto di ogni anno. Nuova giornata commemorativa dal genocidio di Sinjar del 2014.
Significato: Memoria dell’attacco dell’ISIS a Sinjar/Şingal (3 agosto 2014): nel computo êzîdî il 73° ovvero 74° Ferman (massacro/ondata di sterminio):
- almeno 5.000 Êzîdî uccisi,
- oltre 7.000 donne e ragazze ridotte in schiavitù,
- oltre 400.000 sfollati,
- più di 70 fosse comuni documentate,
- 2.500+ donne e bambini tuttora dispersi (al 2025).
Rituali:
- Minuto di silenzio in tutto il mondo; candele, lamenti funebri per Sinjar.
- Eventi commemorativi nelle città della diaspora (Hannover, Stoccolma, Lincoln/Nebraska, Yerevan, Tbilisi).
- Veglie politiche di protesta, spesso con rappresentanti dei governi locali.
Riconoscimento internazionale come genocidio tra l’altro da parte di: Germania (Bundestag, 19.01.2023), Paesi Bassi, Francia, Belgio, Regno Unito, Australia, Scozia, Armenia, Svizzera.
[UN OHCHR A/HRC/32/CRP.2 (2016); Bundestag-Drucksache 20/5228 (19.01.2023); Yazda Reports 2024]
3. Varianti regionali del calendario delle feste
3.1 Şingal / Sinjar (Iraq)
- Rigorosamente giuliano; intensa osservanza delle scadenze della Çile.
- Commemorazione del 2014 di Sinjar particolarmente marcata; feste locali dei sacrari (Mam Reşan, Şerfedîn).
3.2 Şêxan / regione di Lalîş (Iraq)
- Qui si trova Lalîş; tutte le feste principali con presenza fisica.
- Cejna Cemayê direttamente presso il santuario; la famiglia del Mîr e il Baba Şêx residenti sul posto.
3.3 Bahzanî / Behzanê
- Luogo di residenza delle famiglie Qewal; feste particolari attorno alla tradizione Qewal.
- Dolce Aşûrî per lo Xidir Nebî particolarmente diffuso.
3.4 Aparan / Yerevan (Armenia)
- Sersal in parte fuso con la tradizione del periodo sovietico.
- Tempio proprio Quba Mêrê Dîwanê (Aknalich, dal 2019) per le feste comunitarie.
3.5 Tbilisi (Georgia)
- Tempio del Sultan Êzîd (Tbilisi, inaugurato nel giugno 2015) come centro comunitario; calendario delle feste come ad Aparan.
3.6 Diaspora (Germania / Svezia / USA)
- Feste principali nei centri comunitari (Hannover, Stoccolma, Lincoln/Nebraska).
- Adattamento al calendario occidentale; frequente spostamento dei giorni festivi al fine settimana.
[Açıkyıldız 2010, pp. 173-189; Pîrbarî 2008; Maisel 2017]
4. Rapporto con le feste non-êzîdî
4.1 Gli Êzîdî non festeggiano:
| Festa | Motivazione |
|---|---|
| Newroz (21 marzo) | Festa musulmano-curda, leggenda d’origine diversa (Kawa vs. creazione), Sersal NON è il Newroz |
| Ramadan / ʿĪd al-Fitr | Tradizione islamica |
| ʿĪd al-Adha | Islamica |
| Pesach / Shavuot | Ebraica |
| Natale | Cristiano |
| Pasqua | Cristiana (la pittura delle uova a Sersal è una tradizione êzîdî autonoma, non un’usanza pasquale) |
Importante: Gli Êzîdî nelle società a maggioranza musulmana o cristiana osservano queste feste con rispetto come realtà sociale (vacanze scolastiche, giorni festivi), ma non le festeggiano religiosamente.
4.2 Gli Êzîdî osservano con rispetto
- 27 gennaio: Giornata internazionale della memoria della Shoah (spesso con riferimento al genocidio di Sinjar).
- 24 aprile: Commemorazione del genocidio armeno (solidarietà tra l’altro per la comune esperienza del 1915).
5. Calendario delle feste 2026/27: tabella riepilogativa
| Data 2026 | Festa | Durata | Significato (in breve) | Status |
|---|---|---|---|---|
| ~metà febbraio | Xidir Nebî / Xidir-Eliyas | 3 giorni | Santo protettore dell’acqua; desideri degli innamorati | consigliata |
| ~8 aprile | Çarşema Reş | 1 giorno | Silenziosa settimana di lutto precedente | Silenzio |
| 15 aprile | Sersal / Çarşema Sor | 1 giorno | Creazione del mondo; Tawûsî Melek viene sulla terra | Obbligo/grande festa |
| aprile–maggio (variabile) | Cejna Belindê | 1 giorno | Diluvio/mito del serpente | consigliata |
| 1° luglio – 10 ago | Çile Havîn | 40 giorni | Digiuno estivo del clero | spirituale |
| 3 agosto | Commemorazione di Sinjar | 1 giorno | Commemorazione del genocidio (dal 2014) | commemorazione obbligatoria moderna |
| 6–13 ottobre | Cejna Cemayê | 7 giorni | Grande assemblea a Lalîş; pellegrinaggio | massima festa di pellegrinaggio |
| ~15–17 dic | Roja Êzî | 3 giorni di digiuno | Digiuno obbligatorio prima di Cejna Êzî | Obbligo |
| ~18 dic | Cejna Êzî | Festa | Sultan Êzîd; festa invernale della luce | Obbligo/grande festa |
| 21 dic – 30 gen 2027 | Çile Zivistan | 40 giorni | Digiuno invernale del clero | spirituale |
Nota: Poiché il calendario è di orientamento giuliano e alcune feste sono legate al solstizio/alla fase lunare, le date gregoriane possono variare di alcuni giorni a seconda della fonte e della regione. Vincolante è di volta in volta la determinazione spirituale locale.
6. Stato della ricerca
Il calendario delle feste êzîdî è stato descritto accademicamente in modo sistematico solo a partire dagli anni '90. Opere centrali:
- Kreyenbroek 1995: inquadramento teologico, questione del Sultan Êzîd, osservanze festive.
- Allison 2001: tradizione orale, materiale di Aparan/Bahzanî, Cejna Cemayê.
- Açıkyıldız 2010: opera di riferimento su storia, santuario e calendario delle feste.
- Spät 2018: variabilità regionale, simbologia di Sersal (Perla Bianca).
- Rodziewicz 2014–22: radici mesopotamico-iraniche, mitologia, simbologia della creazione.
- Omarkhali 2017: base testuale dei Qewl e delle preghiere festive.
7. Tabù del Sirr
- Dettagli interni della processione del Sancak (quale inno in quale camera del Sancak), Sirr.
- Contenuto dei misteri Heft Sirran durante la Cejna Cemayê, Sirr.
- Specifici rituali di iniziazione (ad es. Mor Kirin nella sua forma interna), non descritti in dettaglio.
- Termini diffamatori esterni (equiparazione Tawûsî Melek = «diavolo») non vengono utilizzati.
Fonti
| N. | Fonte | Trust |
|---|---|---|
| 1 | Açıkyıldız, B. (2010) The Yazidis, I.B. Tauris, ISBN 978-1-848-85274-7 | A |
| 2 | Allison, C. (2001) The Yezidi Oral Tradition in Iraqi Kurdistan, Curzon, ISBN 0-7007-1397-2 | A |
| 3 | Kreyenbroek, P. (1995) Yezidism: Its Background, Observances, Textual Tradition, Edwin Mellen, ISBN 0-7734-9004-3 | A |
| 4 | Spät, E. (2018) The Yezidis, Saqi, ISBN 978-0-86356-593-4 | A |
| 5 | Rodziewicz, A. (2014/16/22) Articoli in Fritillaria Kurdica + Iran & Caucasus | A |
| 6 | Omarkhali, K. (2017) The Yezidi Religious Textual Tradition, Harrassowitz, ISBN 978-3-447-10856-0 | A |
| 7 | Maisel, S. (2017) Yezidis in Syria, Lexington Books, ISBN 978-1-498-50253-2 | A |
| 8 | Allison, C. (2017) «Yazidism», Encyclopaedia of Islam THREE, Brill | A |
| 9 | Lalish Cultural Center Duhok (2021) Êzîdî-Kalender (edizione del calendario delle feste) | B |
| 10 | UN OHCHR A/HRC/32/CRP.2 (2016) They Came to Destroy: ISIS Crimes Against the Yazidis, Ginevra | A |
| 11 | Bundestag-Drucksache 20/5228 (19.01.2023), riconoscimento del genocidio Êzîdî | A |
| 12 | Yazda Reports 2020-2024 sulla situazione a Sinjar | B |
| 13 | Wikipedia «Yazidi New Year» / «Cejna Cemayê» / «Feast of Ezid» / «List of Yazidi holy figures» | C |
| 14 | peacock-angel.org, «Fertility and Renewal: The Yezidi New Year Festival Sere Sal» (E. Spät cit.) | B |
| 15 | kurdish-history.com, «Cejna Cemaiye: The Yazidi Feast of the Assembly» | C |
| 16 | Kurdistan24, «Yazidis Mark Winter Forty-Day Feast» / «Winter Fast at Lalish» | C |
| 17 | nlka.net / theamargi.com / pukmedia.com, reportage su Sersal/Çarşema Sor | C |
| 18 | Pîrbarî, D. (2008) Êzîdiyên Sovêtê, Yerevan | B |
Trust: A = accademico peer-reviewed · B = istituzionale/ONG/comunità riconosciuta · C = giornalistico/comunità online.
Aggiornamento: 2026-06-04 · Convenzioni Êzîdî: Sersal (non Newroz) · nomi propri in alfabeto latino (Lalîş, Şêx Adî, Çarşema Sor) · Tawûsî Melek ≠ diavolo · Xwedê ≠ Allah · tabù del Sirr rispettato.
2.7a Eida Xidir Eliyas: digiuno obbligatorio Rojiyên Xidir e rituale dell’halva (febbraio)
Integrazione a 2.7: mentre lì vengono descritte soprattutto la funzione protettrice e le suppliche di desiderio degli innamorati, questa sezione tratta la fase di digiuno di tre giorni (Rojiyên Xidir Nebî) e il rituale autonomo della farina/dell’halva, che completano la festa.
Data: la seconda settimana di febbraio secondo il calendario orientale (giuliano); la festa stessa cade tradizionalmente nel secondo giovedì di febbraio. Il ciclo rituale inizia di domenica, che gli Êzîden intendono come primo giorno della settimana e come “giorno della purezza” (Roja Paqijiyê); nei tre giorni successivi (lunedì–mercoledì) si digiuna, il giovedì si celebra la festa [yazidis.info “Rojie Khidr Nabi”; Wikipedia “Eid Khidr Elias”; Kurdistan24 “Yezidis Mark Eid Khidr Elias”].
Due cavalieri, due ambiti di protezione: nella tradizione êzîdî, Xidir Nebî e Xidir Eliyas sono due santi su un cavallo bianco (Xidir Nebî û Xidir Eylas siyarê hespêd boz). Xidir Nebî è considerato l’esauditore dei desideri e patrono degli innamorati, Xidir Eliyas il patrono dei viaggiatori per mare [yazidis.info “Rojie Khidr Nabi”; bernamegeh.org “Xidir Eylaz û Xidir Nebî”].
Il digiuno (Rojiyên Xidir):
- Tre giorni di digiuno dal sorgere al tramonto del sole; prima dell’alba e dopo il tramonto sono consentiti cibo e bevande.
- Il digiuno non è considerato strettamente obbligatorio per tutti come il digiuno Êzî; sono particolarmente vincolate le persone che portano i nomi Xidir o Eliyas, nonché i giovani Êzîden che associano al digiuno un voto personale.
- I giovani che digiunano rinunciano, nell’ultimo giorno, anche all’acqua e rompono il digiuno con una focaccia salata [yazidis.info “Rojie Khidr Nabi”].
Rituale dell’halva e della farina (pixîn/poxîn → halva): Nella notte della festa si prepara un dolce di farina tostata in abbondante olio, pixîn/poxîn (chiamato anche Pekhûn o Çarxoos), che viene versato in un truogolo di legno e collocato al centro della stanza. È diffusa l’idea che il cavallo bianco di Xidir Nebî lasci durante la notte l’impronta di uno zoccolo nella farina; se al mattino la famiglia trova una tale traccia, ciò è considerato una benedizione (“la benedizione e la grazia del profeta Xidir sono entrate questa notte nella mia casa”). Terminato il digiuno, dal pixîn si prepara l’halva che viene distribuito a vicini, parenti e bisognosi [yazidis.info “Rojie Khidr Nabi”; hawarnews.com “Khidir Elias Eid”].
A livello regionale, come portata si prepara il qawît (anche poxîn) di grano e orzo tostati; in alcuni luoghi il villaggio macina prima della festa sette diverse varietà di cereali e legumi (il grano come base, e inoltre tra l’altro ceci, lenticchie, fave, mais, semi di zucca e di girasole) in un’unica farina comune [Kurdistan24 “Yezidis Mark Eid Khidr Elias”].
Oracolo onirico per chi è in età da matrimonio: la sera della festa, giovani donne e uomini non sposati mangiano dolci salati e aspri (qursik); chi nella notte seguente offre loro acqua in sogno è considerato il/la futuro/a coniuge. Questo oracolo d’amore e di matrimonio si ricollega direttamente al ruolo di Xidir Nebî come patrono degli innamorati [bernamegeh.org “Xidir Eylaz û Xidir Nebî”; yazidis.info “Rojie Khidr Nabi”].
Altre usanze: la festa è considerata un giorno di riconciliazione e di ospitalità (aiuto agli stranieri e agli affamati); durante la celebrazione vige un divieto totale di macellazione (nessun sacrificio di animali), ciò che distingue Xidir Eliyas da feste come Belindê o la Cejna Cemayê [Kurdistan24 “Yazidi Kurds Celebrate Khidr Elias Festival”; hawarnews.com “Khidir Elias Eid”].
[yazidis.info “Rojie Khidr Nabi/Khidr Ailas”; Wikipedia “Eid Khidr Elias”; Kurdistan24 “Yezidis Mark Eid Khidr Elias” / “Khidr Elias Festival”; hawarnews.com “Khidir Elias Eid”; bernamegeh.org “Xidir Eylaz û Xidir Nebî”; Spät 2018, S. 152-155]
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